Voci della Sanità 9 Gennaio 2018 14:13

Pronto soccorso in tilt, Anaao-Assomed: la Costituzione ha perduto la salute

Tra promesse elettorali e focosi dibattiti sugli schieramenti elettorali qual è l’attenzione dedicata alla salute degli italiani? L’arrivo della stagione invernale e dell’influenza stagionale causano il sovraffollamento dei pronto soccorso provocando pesanti disagi e profondi malesseri a medici e malati. Sull’argomento è intervenuta l’Anaao-Assomed che commenta in un comunicato: «Le immagini che i media diffondono in questi giorni sono chiare, pazienti in barella, […]

Tra promesse elettorali e focosi dibattiti sugli schieramenti elettorali qual è l’attenzione dedicata alla salute degli italiani? L’arrivo della stagione invernale e dell’influenza stagionale causano il sovraffollamento dei pronto soccorso provocando pesanti disagi e profondi malesseri a medici e malati.

Sull’argomento è intervenuta l’Anaao-Assomed che commenta in un comunicato: «Le immagini che i media diffondono in questi giorni sono chiare, pazienti in barella, anche in doppia fila, uno accanto all’altro, in una promiscuità che dovrebbe interessare i custodi della privacy, in attesa di ore per essere ricoverati in un posto letto che semplicemente non c’è. In una atmosfera di congestione che ormai ha trasformato tutti i PS, a prescindere dalla latitudine, da strutture deputate all’emergenza ed all’urgenza, in ambienti di ricovero inadeguati, insicuri e, non di rado, indecenti. In cui nessun giudice, anchorman, parlamentare, assessore o ministro accetterebbe di stare. Regioni ed Aziende sanitarie continuano a dare “la colpa” all’influenza o al flop della vaccinazione, o alla inappropriatezza degli accessi o al territorio che non funziona. Alibi, per non prendere atto di una realtà, non solo stagionale e non solo delle regioni “meno virtuose”, che è il prodotto dei tagli di posti letto e di personale effettuati in tutti gli ospedali pubblici, del nord, del centro e del sud del Paese. Vero ed unico fattore unificante il Servizio Sanitario. Governi e Regioni non possono fare dimenticare le scelte scellerate fatte di intesa negli anni scorsi. Dal 2010 ad oggi circa 50 mila operatori sanitari pensionati non sono stati sostituiti ed almeno 10 mila sono medici.

 70.000 posti letto sono stati tagliati, in assenza di una contestuale riforma delle cure primarie, per introdurre  più moderni posti barella, quando non sedie o scrivanie, in attesa del cartello “solo posti in piedi”.  Dall’addio al posto fisso alla fine del “letto fisso”. E migliaia di giovani medici, che mettono la loro faccia davanti alle attese dei cittadini, sono stati dimenticati nel precariato di lungo corso. I PS sono assurti a simbolo del profondo malessere in cui sta precipitando tutta la sanità pubblica, nel silenzio e nell’indifferenza dei partiti , per la incapienza di posti letto, di medici, di infermieri, di spazi fisici, di risorse in conto capitale, di formazione. Siamo ai margini dell’Europa come numero di posti letto per abitanti, sotto la media UE per le risorse destinate alla Sanità , ed il diritto ad essere curato in condizioni dignitose è diventato quasi un privilegio.

Sono meri palliativi i  rimedi escogitati dalle amministrazioni regionali e dalle aziende sanitarie, quali  blocco dei ricoveri programmati , che trasforma gli ospedali pubblici in “ospedali da campo” dedicati solo all’emergenza, rinforzo  temporaneo degli organici dei PS, anche con MMG, quasi fossero avamposti in zona di guerra, aggiunta di posti letto volanti o deviazione di pazienti nelle strutture accreditate. Ma se la soluzione sono i posti letto ed il personale, non è preferibile ripensare ai tagli effettuati in questi anni ed in questi mesi? Il cronico collasso dei PS, in inverno a causa dell’epidemia influenzale, in estate per le ondate di calore, eventi tutti prevedibili, è il prodotto visibile di una politica di sottrazione progressiva ed inesorabile di risorse umane ed economiche alla Sanità pubblica, che ne ha fatto la sola porta lasciata aperta per garantire il diritto a curarsi. In che condizioni e con quali sacrifici per pazienti ed operatori, costretti a vivere lo stesso dramma su fronti contrapposti, è sotto gli occhi di tutti. Basterebbe che Governo e Regioni si occupassero delle sofferenze sociali come di quelle bancarie per evitare che la soluzione al sovraffollamento dei Pronto Soccorso sia un cartello con la scritta “chiuso per tagli”».

Articoli correlati
Dionisio Cumbà, dalla facoltà di Medicina a Padova a ministro della Sanità in Guinea Bissau. Storia di un sogno
Abbiamo raggiunto Dionisio Cumbà in Guinea Bissau, dove ora è ministro della Sanità. Da ragazzo ha studiato e si è specializzato in chirurgia pediatrica a Padova. La sua è un'avventura straordinaria, fatta di solidarietà, coraggio e di un grande sogno
«Lavorare in ospedale? No, grazie». In 10 anni aumentati dell’81% i medici che si sono dimessi
Lo rivela uno studio condotto da Anaao Assomed: «La speranza è soprattutto di avere un lavoro meno burocratico, più autonomo, con orari più flessibili»
La ricerca non può ignorare le differenze di genere. Prevenzione e cura su misura per uomini e donne
Scambia (ginecologo): «Necessario inserire, all’interno della facoltà di Medicina e Chirurgia, insegnamenti legati alla medicina di genere. Non è escluso che anche all’interno delle stesse specialità mediche possano formarsi professionisti specializzati nella cura di uomini o donne»
di Isabella Faggiano
«Le cure domiciliari sono un’illusione». L’opinione controcorrente di Diego Pavesio (Patto per la Scienza) che difende la “vigile attesa”
Il medico piemontese ha pubblicato un post su Facebook in cui parlava di “terapia domiciliare come specchietto per le allodole”: «La gente, comprensibilmente stanca ed esasperata, è in cerca di soluzioni facili per problemi complessi. In realtà si fa finta di non capire che non c’è ancora una cura per questa malattia»
Sud e sviluppo sostenibile, Colao (cattedra Unesco): «Preoccupante la riduzione degli screening di prevenzione oncologica»
All'evento promosso dalla Cattedra Unesco della Federico II di Napoli la prof. Colao: «Quest’anno ha portato una riduzione dell’aspettativa di vita che è più drammatica al Nord e un po’ più limitata al Sud, ma perché il Sud aveva già una riduzione dell'aspettativa di vita»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 14 maggio, sono 161.188.177 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.344.757 i decessi. Ad oggi, oltre 1,38 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...
Cause

Medico denuncia per diffamazione paziente che lo aveva portato in tribunale per lesioni personali. Risarcito

Donna denuncia penalmente dermatologo ma l’accusa cade. Il medico avvia a sua volta un iter processuale verso la paziente che lo aveva accusato pubblicamente. «Una sentenza che farà...