Voci della Sanità 1 Agosto 2018

Pediatria, accordo Asl Roma 1 – Bambino Gesù: percorsi di cura integrati per i piccoli pazienti

Percorsi di cura e assistenza sanitaria integrata per i bambini e gli adolescenti di Roma residenti nel territorio della ASL Roma 1. È il risultato di un accordo siglato tra la ASL Roma 1 e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. A sottoscrivere l’intesa il Direttore Generale della ASL Roma 1, Angelo Tanese, e il presidente dell’Ospedale Pediatrico […]

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Percorsi di cura e assistenza sanitaria integrata per i bambini e gli adolescenti di Roma residenti nel territorio della ASL Roma 1. È il risultato di un accordo siglato tra la ASL Roma 1 e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

A sottoscrivere l’intesa il Direttore Generale della ASL Roma 1, Angelo Tanese, e il presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc, alla presenza del Direttore Regionale Salute e Integrazione SocioSanitaria Renato Botti, del Direttore Generale e Direttore Sanitario Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Ruggero Parrotto e Massimiliano Raponi, e il Direttore Sanitario della ASL Roma 1, Mauro Goletti.

L’accordo consente in primo luogo una gestione congiunta dei percorsi di presa in carico dei pazienti pediatrici con gravi patologie e che necessitano di un piano assistenziale integrato in ragione della loro complessità, come nel caso di bambini che hanno difficoltà a provvedere agli atti quotidiani della vita come l’alimentazione, la respirazione o la deambulazione. Prevede l’attivazione di un team multidisciplinare dell’Ospedale e dell’Azienda Sanitaria, dei Pediatri di Libera Scelta e dei Case Manager e il diretto coinvolgimento del nucleo familiare, per un approccio personalizzato che faciliterà il percorso di deospedalizzazione e la gestione in sicurezza dei pazienti. Un modo quindi per accompagnare bambini e adolescenti in un percorso che garantisca maggiore efficacia dei trattamenti, faciliti la domiciliarità delle cure e una pronta accoglienza in ospedale in caso di riacutizzazione della patologia.

Altri ambiti di specialità pediatrica  sui quali si concentra l’accordo interessano la continuità delle cure sul territorio dei pazienti affetti anche patologie neuropsichiatriche; la presa in carico dei pazienti non gravi (codice bianco) che arrivano al Pronto Soccorso del Bambino Gesù tramite l’attivazione degli ambulatori pediatrici del Sistema Sanitario Regionale, aperti sabato e domenica, prefestivi e festivi; il percorso per le vaccinazioni obbligatorie, l’implementazione delle reti regionali specifiche, quali l’emergenza, l’Hospice pediatrico di prossima apertura, la rete diabetologica e la collaborazione alle attività di formazione dei pediatri e del personale dell’ASL Roma 1, infine la partecipazione dell’Ospedale alle attività rivolte alla promozione della salute in ambito scolastico già in essere tra la ASL Roma 1 e i Municipi Roma I, II, III, XIII, XIV e XV.

«Crediamo molto in questo progetto – spiega la presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc – Si parla tanto di continuità assistenziale, ma è importante che alle parole seguano i fatti. Per una famiglia sapere chi li seguirà e come dopo le dimissioni fa molta differenza, sia in termini di serenità che di qualità della vita. Tutte le nostre competenze devono messe in comune per il bene dei piccoli pazienti: una buona pratica che speriamo possa essere estesa e replicata». «Siamo contenti – chiude il Direttore Generale della ASL Roma 1, Angelo Tanese  – che con questo protocollo si rafforzi la collaborazione tra i servizi territoriali della ASL Roma 1, i Pediatri di Libera Scelta e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che insieme consolidano una unica rete di presa in carico per i bambini con maggiore complessità assistenziale a garantire un servizio pubblico di eccellenza».

L’accordo ha una durata biennale e ratifica protocolli già predisposti da un team di esperti dell’Azienza Sanitaria e dell’Ospedale. Rappresenta un modello innovativo di collaborazione orientato a garantire percorsi clinico-assistenziali a favore dei bambini e degli adolescenti potenzialmente replicabile con altre Aziende Sanitarie della Regione Lazio.

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