Voci della Sanità 29 Gennaio 2019

Gioco d’azzardo, Troncarelli: «Dalla Regione Lazio quasi 5 mln per contrastare fenomeno»

«La Regione Lazio investe quasi 5mln di euro per la lotta al Gioco d’Azzardo Patologico (GAP). Le risorse, derivanti dal Fondo Sanitario Nazionale, sono suddivise tra le Asl laziali sulla base della popolazione residente con oltre 15 anni d’età». Queste le parole dell’assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli. L’assessore Troncarelli spiega […]

«La Regione Lazio investe quasi 5mln di euro per la lotta al Gioco d’Azzardo Patologico (GAP). Le risorse, derivanti dal Fondo Sanitario Nazionale, sono suddivise tra le Asl laziali sulla base della popolazione residente con oltre 15 anni d’età». Queste le parole dell’assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli.

L’assessore Troncarelli spiega anche la ripartizione delle risorse: 2mln di euro destinati al ricovero in strutture specialistiche, residenziali o semiresidenziali; 620mila euro per la formazione e l’aggiornamento degli operatori sanitari, sociali e del terzo settore; 2.201.815 euro saranno investiti per incrementare il personale specializzato, attivare gruppi di auto mutuo aiuto e sperimentare modalità di intervento innovative.

«Secondo i dati del 2017 – specifica l’assessore – le patologie connesse al gioco d’azzardo sono in continua crescita in Italia. Il Lazio è al secondo posto, dopo la Lombardia, per numero di persone coinvolte che si rivolgono ai servizi sociosanitari locali. Per questo, le risorse sono state ripartite in modo da offrire un trattamento adeguato di cura e riabilitazione nei casi più gravi ma anche per prevenire il fenomeno. Al fine di rendere più efficace il contrasto al Gap vogliamo incrementare il numero degli operatori dei servizi, potenziare la loro competenza professionale nonché la qualità degli interventi con percorsi comuni di formazione e supervisione».

«La nostra strategia mira a combattere questa forma di schiavitù, creando sui territori una rete di assistenza capace di intercettare i primi campanelli d’allarme della patologia e di prendersi carico di chi, invece, ne è già vittima. Le Asl, proprio per monitorare l’impatto sociale, invieranno alla Regione una relazione semestrale delle attività svolte, degli obiettivi raggiunti e delle eventuali criticità riscontrate» conclude l’assessore Troncarelli.

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