OMCeO, Enti e Territori 25 Marzo 2019

Fine vita, l’appello della Fondazione File al ministro: «La legge è ferma al palo, serve registro Dat»

«E’ passato oltre un anno dall’entrata in vigore della legge sul biotestamento, ma ancora manca un registro nazionale delle DAT, le disposizioni anticipate di trattamento nelle quali i cittadini dichiarano a quali cure vogliono (o non vogliono) essere sottoposti in caso di futura incapacità di decidere. E’ necessario e urgente rendere disponibile in tutte le regioni […]

«E’ passato oltre un anno dall’entrata in vigore della legge sul biotestamento, ma ancora manca un registro nazionale delle DAT, le disposizioni anticipate di trattamento nelle quali i cittadini dichiarano a quali cure vogliono (o non vogliono) essere sottoposti in caso di futura incapacità di decidere. E’ necessario e urgente rendere disponibile in tutte le regioni il fascicolo sanitario elettronico (FSE), lo strumento con il quale il cittadino può tracciare la propria vita sanitaria, condividendola con i medici».

E’ l’appello lanciato da File (Fondazione Italiana di Leniterapia) al Ministro della salute e al Garante della Privacy per dare piena attuazione alla legge sul biotestamento. «La legge c’è, ma è rimasta sulla carta. Un po’ di ritardo è comprensibile, un intero anno no a meno di pensare che dietro non ci sia una volontà di ostacolare una legge dello Stato».

«Nella legge – spiega Donatella Carmi, Presidente di File – è scritto che entro 30 giorni dalla sua entrata in vigore, e quindi entro la fine del marzo di un anno fa, le Regioni e il Ministero dovevano dare piena e completa attuazione alla normativa attraverso la formazione del personale sanitario assistenziale e l’informazione a tutti i cittadini. In realtà non tutte l’hanno fatto e, come purtroppo avviene per l’applicazione di altri diritti, ci troviamo di fronte a una situazione a macchia di leopardo con realtà che si sono mosse e si muovono bene, come la Regione Toscana, e altre che, invece, sono rimaste colpevolmente ferme».

«In questo modo – conclude Carmi – l’unica garanzia che un cittadino ha per veder rispettato il proprio diritto al Fine Vita, è quello di portarsi sempre dietro quel foglio di carta dove ha espresso la propria volontà. Un foglio che in copia va lasciato anche alla persona a cui s’è delegata l’espressione di volontà (il fiduciario) e al proprio medico curante. E che sarebbe sempre meglio far inserire nella propria cartella clinica ogni volta che si va in ospedale. Un sistema insomma tanto barocco quanto poco rispettoso della dignità umana».

Articoli correlati
Dal fascicolo sanitario elettronico alla revisione delle norme sui concorsi, Speranza detta il programma durante il question time
Alla Camera dei Deputati, tra i temi affrontati anche l'adozione definitiva del decreto sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) e l'aumento delle borse di formazione inserito nel Patto della Salute 2020 in discussione
Paziente anziano, Di Minno (Federico II): «Fondamentali farmaci moderni e terapie personalizzate»
«Un paziente anziano, nella migliore delle ipotesi, consuma cinque-sei farmaci al giorno e le possibilità di interazioni aumentano drammaticamente. Avere farmaci con poche interazioni rende tutto molto più semplice», sottolinea Giovanni Di Minno, Direttore del Dipartimento Medicina clinica e chirurgia della Federico II di Napoli
di Giovanni Cedrone e Viviana Franzellitti
Sicurezza del paziente, 4 italiani su 10 ancora scettici sulle procedure adottate negli ospedali
Gli italiani esprimono un giudizio complessivamente buono sui temi legati alla sicurezza, ma trasfusioni (45%) e pronto soccorso (30%) continuano ad essere le aree considerate più a rischio. L'indagine di Doxapharma
Lungodegenza e dignità del fine vita, in Campania è emergenza posti letto e hospice
A Napoli e provincia un paziente terminale su tre trascorre i suoi ultimi giorni nei reparti per acuti. La proposta di Anaao: «Riconvertire strutture dismesse e incrementare ruolo infermiere di famiglia»
di Chiara Stella Scarano
Malattie rare, il 28 giugno è la giornata mondiale dedicata alla Fenilchetonuria
Si svolgerà il 28 giugno la giornata mondiale dedicata alla fenilchetonuria (PKU), malattia metabolica che in Italia, considerate tutte le varianti, colpisce 1 bambino ogni 2.581 nati. Interessa circa 50.000 persone nel mondo e rappresenta la malattia rara metabolica più diffusa nel nostro Paese. Se fino a 20 anni fa la PKU era una causa […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Cause

Ex specializzandi, Di Amato: «Scorrette le sentenze contrarie basate su prescrizione»

Dal convegno organizzato dall’università Luiss Guido Carli e Sanità Informazione, le ultime novità in tema di inadempimento del diritto UE da parte dell’Italia in ambito sanitario. Parlano i pr...
Università

Test medicina 2019, l’attesa è finita. La graduatoria è online

Il Miur ha pubblicato la graduatoria ufficiale nominativa nazionale e di merito che stabilisce chi ha superato la prova d’accesso ed è riuscito ad accedere alla Facoltà di Medicina. Per i tanti ch...
Salute

Professioni sanitarie, Beux (maxi Ordine): «Dal 1° ottobre possibile iscriversi agli elenchi speciali»

Il Presidente della Federazione degli Ordini TSRM e PSTRP annuncia l’attivazione sul portale della procedura per iscriversi: «I professionisti, iscrivendosi al relativo elenco speciale a esauriment...