Voci della Sanità 29 Maggio 2020

Covid-19, cosa fare dopo l’infezione? Le indicazioni degli pneumologi

Le prime evidenze cliniche indicano che nei mesi successivi all’infezione da SARS-CoV 2 i polmoni possono presentare alterazioni fibrotiche. Secondo alcuni studiosi, almeno il 30% dei pazienti affetti da COVID-19 potrà avere tali alterazioni. In altre parole, il passaggio del SARS-CoV2 può lasciare cicatrici importanti a livello polmonare, cicatrici che possono evolvere provocando una insufficienza […]

Le prime evidenze cliniche indicano che nei mesi successivi all’infezione da SARS-CoV 2 i polmoni possono presentare alterazioni fibrotiche. Secondo alcuni studiosi, almeno il 30% dei pazienti affetti da COVID-19 potrà avere tali alterazioni. In altre parole, il passaggio del SARS-CoV2 può lasciare cicatrici importanti a livello polmonare, cicatrici che possono evolvere provocando una insufficienza respiratoria cronica.

«Se tali evidenze venissero confermate – commenta l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri AIPO in una nota -, sarà necessaria una decisa risposta della Pneumologia che dovrà affrontare e gestire i pesanti segni lasciati dal passaggio dell’infezione per cercare di attutirne le conseguenze».

«Lo scenario è possibile ma non ancora ben definito nei suoi contorni» afferma il professor Poletti, Past President dell’Associazione, Chair della Assembly 12 dedicata alle malattie polmonari diffuse della European Respiratory Society (ERS), Professore ad Aarhus (Danimarca) e Direttore del Dipartimento Toracico della AUSL Romagna.

LEGGI ANCHE: COVID-19, LO PNEUMOLOGO: «CON SINTOMI LIEVI TAMPONE PUO’ ESSERE FALSO NEGATIVO. TEST NON SONO INFALLIBILI»

«Non sappiamo ancora se il danno polmonare possa rappresentare una sequela di cicatrici attive al polmone o invece determinare un processo fibrosante e progressivo. La cosa fondamentale – continua Poletti – sarà farsi controllare periodicamente; ma non solo, sarà importante che le istituzioni nazionali e regionali confermino e consolidino le risorse umane e tecnologiche sin qui garantite in modo che gli sforzi fatti dagli pneumologi consentano al Servizio Sanitario Nazionale di curare e seguire appropriatamente questi pazienti».

«I danni polmonari come conseguenza della infezione da SARS-CoV-2 o della terapia ventilatoria alla quale i medici hanno dovuto ricorrere nella gestione della fase acuta della malattia, sono uno scenario futuro possibile al quale ci dobbiamo preparare con gli strumenti adeguati» spiega Poletti.

LEGGI ANCHE: COVID-19, LO PNEUMOLOGO: «ALCUNI PAZIENTI NON GUARISCONO DEL TUTTO»

«Questa previsione si basa su quello che già si è osservato nei soggetti trattenuti in terapia intensiva e ventilati meccanicamente dopo lo sviluppo di un danno polmonare acuto dovuto a una varietà di cause (infezioni, shock settico, danno da farmaci, radiazioni, etc) e su quanto si è osservato in una minoranza di pazienti ammalatisi molti anni fa di infezione da Severe Acute Respiratory Syndrome (SARS) il cui agente patogeno presenta numerose analogie con il virus responsabile dell’infezione da COVID-19».

«È per questo che ci siamo attivati operativamente come Società Scientifica per organizzare controlli clinici (funzionali e radiologici) nei soggetti con COVID-19 positivi e, in particolare, in quei soggetti che a causa di questa malattia sono stati assistiti con supporti ventilatori».

«Inoltre, al fine di facilitare gli accessi ai percorsi di cura di soggetti che, a causa dell’infezione da COVID-19 sono stati sottoposti all’ausilio di supporti ventilatori, AIPO-ITS sta promuovendo modelli organizzativi che possano avere un forte impatto in questo ambito» conclude l’esperto.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
In Italia il contact tracing non funziona. Le Asl in difficoltà da nord a sud
Solo 9 mila tracciatori nel nostro paese e oltre il 33% dei nuovi casi senza un link epidemiologico, ovvero fuori dal contact tracing. Nelle Asl emergono le criticità su tamponi e gestione posti letto, a Napoli non c'è più posto
Napoli, Zuccarelli (Omceo): «La città è malata, serve responsabilità o presto ci saranno centinaia di morti»
Lancia un forte appello alla responsabilità collettiva Bruno Zuccarelli, vice presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli. «Non rendiamo vana la sofferenza dei mesi scorsi, altrimenti molto presto saremo costretti a vedere sfilate di carri militari impegnati a trasportare altrove le bare dei nostri cari. Il Covid non lascia seconde occasioni, i nostri medici lo sanno bene»
Emergenza Covid-19, Mattarella consegna onorificenze al merito ai cittadini che si sono distinti
«Tutti siamo chiamati a contribuire a sconfiggere la pandemia e la diffusione del contagio e del virus». Così il Presidente Mattarella in occasione della consegna al Quirinale delle onorificenze di Cavaliere dell'OMRI ai cittadini che si sono distinti durante la pandemia
Pronto soccorso, Manca: «File più lunghe di prima. Siamo la risposta alle inefficienze del territorio e dei reparti Covid»
Il presidente della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza: «Da noi anche pazienti per tamponi o test sierologici e casi sospetti Covid che non trovano posto nei reparti dedicati. Ma in alcune aree d’Italia è stato dismesso il percorso differenziato, quindi in presenza di un solo positivo rischiamo di chiudere tutto il pronto soccorso»
di Isabella Faggiano
Covid-19, Senior Italia: «Anziani terrorizzati. Dilagano ansia e depressione. E il 55,7% ha problemi di accesso alle cure»
Anziani in auto lockdown. Le più grandi paure? Contagiare o essere contagiati dai propri cari e morire da soli. Ma il 72,4% ripone fiducia nelle scelte delle Istituzioni. TV e carta stampata le principali fonti per i comportamenti da adottare rispetto al Covid, e il 7,9% va a caccia di informazioni online
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 20 ottobre, sono 40.403.537 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.118.293 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 20 ottobre: Ad oggi in I...
Contributi e Opinioni

«Tamponi Covid sui bambini: troppe prescrizioni che non tengono conto dei rischi intra-procedurali»

di prof. Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche all’Università degli Studi di Firenze
di Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche, Università di Firenze
Salute

Covid, Cavanna: «Casi severi in aumento, riabilitare l’idrossiclorochina. Pazienti vaccinati sembrano avere prognosi migliore»

L’oncologo famoso in tutto il mondo per le sue cure anti Covid a domicilio spiega: «Estate tranquilla ma ora qualcosa è cambiato». Presto sarà pubblicato uno studio sulla sua metodologia di cura...