Voci della Sanità 20 Aprile 2018

Contraccezione d’emergenza: il 70% delle donne non ha le idee chiare

Le donne italiane sono consapevoli dell’esistenza della contraccezione d’emergenza (87%), ma solo la metà sa che va assunta il prima possibile dopo il rapporto sessuale non adeguatamente protetto; 7 su 10 non sanno come agisce e solamente meno di una su 10 dichiara che la cosiddetta “pillola dei cinque giorni dopo” garantisce maggiore efficacia rispetto […]

Le donne italiane sono consapevoli dell’esistenza della contraccezione d’emergenza (87%), ma solo la metà sa che va assunta il prima possibile dopo il rapporto sessuale non adeguatamente protetto; 7 su 10 non sanno come agisce e solamente meno di una su 10 dichiara che la cosiddetta “pillola dei cinque giorni dopo” garantisce maggiore efficacia rispetto a quella “del giorno dopo”. Inoltre una su 2 non è al corrente dell’obbligo di prescrizione medica solo per le minorenni, Questi sono i dati raccolti nell’indagine di Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

«Le donne italiane non hanno le idee chiare sulla contraccezione d’emergenza, un “piano B” a disposizione in caso di rapporto non adeguatamente protetto per scongiurare il rischio di una gravidanza indesiderata e dunque di una sua eventuale interruzione» afferma Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. A scattare la più recente fotografia sulla conoscenza della contraccezione d’emergenza in Italia è Onda, attraverso un’indagine, condotta da Elma Research, su un campione di 757 donne tra i 15 e i 45 anni. La ricerca ha analizzato in particolare la conoscenza di questa “contraccezione del dopo”, il vissuto e le modalità di accesso.

I dati rivelano che le italiane hanno una vita sessuale attiva, il 63% delle intervistate ha dichiarato di avere rapporti sessuali regolari, e sono attente alla salute ginecologica: il 48% si è sottoposta ad una visita meno di 1 anno fa e il 24% fra 1 e 3 anni fa. Le donne si mostrano in generale consapevoli rispetto all’esistenza della contraccezione d’emergenza (87%), anche se si segnala un gap tra le 2 diverse opzioni: la conoscenza della tradizionale “pillola del giorno dopo” è consolidata in tutto il campione, mentre un buon 20% non ha mai sentito parlare della cosiddetta “pillola dei cinque giorni dopo”, recentemente introdotta sul mercato. La conoscenza passa principalmente attraverso canali non scientifici, come i media e il passaparola tra amici e conoscenti che emergono come principali fonti di informazione, indicati rispettivamente dal 71% e dal 65% delle donne. Anche in questo caso il trend dell’uso di “Dottor Google” è rispettato, con 6 donne su 10 che citano internet come canale informativo, indicato addirittura dall’80% delle intervistate del centro-sud. Importante è il ruolo della comunicazione in ambito scolastico secondo una donna su 4.

Dall’indagine emerge che il 70% delle donne non sa che, per impedire di avviare una gravidanza indesiderata, la pillola agisce ritardando o bloccando l’ovulazione, non avendo quindi effetti abortivi. Le donne inoltre non hanno chiaro il corretto tempo di assunzione: solo la metà delle intervistate sa che dalla tempestività di assunzione dipende l’efficacia del farmaco, da assumere quindi il prima possibile, e meno di 1 donna su 10 è a conoscenza che la “pillola dei cinque giorni dopo” è quella che garantisce maggiore efficacia. Nonostante dal 2015 le maggiorenni possano acquistare i farmaci per la contraccezione d’emergenza senza ricetta medica, ancora 1 donna su 3 non sa che è possibile farlo in farmacia e parafarmacia, con il 9% che pensa che sia dispensata solo in ospedale, e oltre un’intervistata su 2 non è al corrente che la prescrizione medica serva solo per le minorenni.

«La mancanza di conoscenza nasce dal fatto che la contraccezione d’emergenza viene poco spiegata dal ginecologo nel corso della visita come una opzione possibile quando altri metodi contraccettivi falliscono o ci si viene a trovare in situazioni a rischio – afferma la professoressa Rossella Nappi, Università degli Studi di Pavia – . È per questo che non si comprende la differenza nel tempo di azione delle due diverse pillole disponibili sul mercato e quanto sia importante invece definirle ‘pillola del prima possibile’. La mancanza di ricetta medica ha cercato di rispondere all’esigenza di una assunzione rapida per garantire l’efficacia migliore. Purtroppo l’informazione ‘fai da te’ genera un utilizzo a volte improprio che non aiuta le donne a vivere sessualità e riproduzione in modo consapevole e le allontana da un reale progetto contraccettivo che andrebbe sempre discusso con il medico».

«Data l’importanza di tutti gli aspetti che riguardano la contraccezione per il benessere psico-fisico della donna in età fertile –  continua Merzagora – Onda ha deciso di intraprendere un’attività di informazione sulla contraccezione orale di emergenza, partendo dalle conoscenze emerse da questa indagine. Consiste essenzialmente in una campagna sui propri social network con post ad hoc e video pillole e accompagnata dalla realizzazione della brochure ‘La nuova mini-guida sulla contraccezione – Focus sulla contraccezione orale di emergenza’ che sarà distribuita negli ospedali del network Bollini Rosa e scaricabile dal sito . Ancora oggi molte donne non sanno come utilizzare la ‘contraccezione del dopo’ correttamente e quindi questo progetto punta a fare chiarezza sul tema, utilizzando strumenti idonei a raggiungere anche le donne più giovani» conclude.

 

 

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