OMCeO, Enti e Territori 25 Marzo 2019

Casa di Cura La Madonnina, prima struttura privata lombarda a dotarsi di una colonna con la fluorescenza

Per la prima volta in una struttura privata lombarda approda un’apparecchiatura innovativa che permette ai chirurghi di “vedere l’invisibile”. La Casa di Cura La Madonnina, afferente al Gruppo San Donato, ha infatti acquistato una colonna con la fluorescenza, destinata principalmente alla chirurgia laparoscopica e basata sul principio della fluorescenza, che utilizza le proprietà di alcune […]

Per la prima volta in una struttura privata lombarda approda un’apparecchiatura innovativa che permette ai chirurghi di “vedere l’invisibile”. La Casa di Cura La Madonnina, afferente al Gruppo San Donato, ha infatti acquistato una colonna con la fluorescenza, destinata principalmente alla chirurgia laparoscopica e basata sul principio della fluorescenza, che utilizza le proprietà di alcune molecole, cosiddette “fluorofori”, che diventano fluorescenti guidando il chirurgo durante gli interventi.

I fluorofori, compatibili con l’organismo umano, se adeguatamente stimolati con una luce dotata di una lunghezza d’onda vicino agli infrarossi e usando telecamere a elevata tecnologia, permettono al chirurgo di visualizzare alcuni dettagli anatomici e funzionali, che altrimenti non sarebbero visibili con la luce bianca, e avere informazioni in più sulla vascolarizzazione degli organi e sulle strutture di tipo linfonodale.

La fluorescenza si ottiene tramite l’uso del verde di indocianina, una molecola sviluppata dai laboratori fotografici durante la Seconda guerra mondiale, in seguito utilizzata anche in ambito clinico. A basso costo e molto sicura, la sostanza viene iniettata nel sangue del paziente prima dell’intervento, si lega alle proteine plasmatiche e viene poi progressivamente eliminata nella bile attraverso il fegato. Permette di colorare l’albero biliare in modo tale che il chirurgo durante l’intervento chirurgico, mediante l’uso di telecamere e fonti di luce particolari, possa identificare con maggior rapidità e precisione l’anatomia degli organi ancora prima di eseguire qualsiasi tipo di dissezione.

Molteplici i vantaggi anche per i pazienti: il chirurgo può intervenire riducendo gli errori e l’incidenza delle complicanze intra e post-operatorie, permettendo al paziente di avere una convalescenza migliore. Varie le applicazioni: dagli interventi per l’asportazione della colecisti a quelli per le patologie benigne e maligne del colon e del retto, fino alla visualizzazione di vasi sanguigni e di linfonodi positivi. Sempre più, in futuro, il chirurgo potrà decidere il piano operatorio in modo da svolgere una chirurgia “personalizzata”, garantendo al paziente una cura adeguata della sua patologia tumorale: una vera e propria chirurgia “customizzata” (in inglese custom made surgery), disegnata sul paziente, puntuale e meno aggressiva.

La colonna con la fluorescenza è a disposizione dei chirurghi che operano presso la Casa di Cura La Madonnina, tra i quali il professor Luigi Boni, direttore di Chirurgia Generale al Policlinico di Milano, uno dei pionieri di questa tecnica in Italia.  

Articoli correlati
Contenziosi in chirurgia, Petrella (SIC): «Campagne sui media che invitano a denunciare offendono nostra onorabilità»
Il Vice Presidente della Società Italiana di Chirurgia torna sul tema del contenzioso medico-paziente, fenomeno che vede i chirurghi tra i più colpiti: «La legge Gelli ha modificato alcune cose, però ogni legge è perfettibile e bisognerà lavorare ancora molto sulle problematiche connesse all’attività chirurgica»
Telemedicina e cooperazione: la sfida, vinta, dalla Onlus GHT di Michelangelo Bartolo
GHT è un servizio di teleconsulto multi-specialistico e gratuito attivo in 15 paesi, curato da un pool di specialisti europei che nasce per rispondere ai quesiti medici che arrivano dai luoghi più disagiati del mondo. Ci spiega tutto il medico fondatore Bartolo
Chirurgia, troppi oneri e pochi onori: è “crisi di vocazione” tra boom di denunce e rischio aggressioni
Il vicepresidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani Vincenzo Bottino: «Nonostante l’aumento delle borse di specializzazione permangono lacune nella formazione»
Arriva il master in “diritti dei pazienti” per migliorare la sanità
Fornire strumenti corretti ai pazienti per permettere loro di partecipare all’attività sanitaria regionale. Questo l’obiettivo del progetto triennale varato dalla Regione, prima in Italia, con l’Alta scuola di Economia e Management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica mediante una convenzione che prevede uno percorso formativo per operatori dei servizi sanitari in sinergia con il Patient Advocacy […]
La rivista scientifica della Società Italiana di Chirurgia è l’ottava più autorevole al mondo
Il presidente SIC Paolo De Paolis: «È un successo di tutta la chirurgia italiana»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone