Mondo 14 Dicembre 2020 11:55

Usa, ecco le nomine per la Sanità di Joe Biden

Sotto la supervisione di Anthony Fauci ecco chi guiderà il dipartimento della Salute e le task force anti-Covid. Atto esecutivo federale e 100 milioni di vaccini in 100 giorni fra gli impegni

di Tommaso Caldarelli
Usa, ecco le nomine per la Sanità di Joe Biden

«Sono molto fiero di poter annunciare la nostra squadra per affrontare i problemi della salute e del Covid in un momento critico. Siamo quasi alla fine di uno degli anni più difficili che abbiamo affrontato come nazione, con più di 285mila americani morti e altri ancora in difficoltà a causa del Covid-19»: ha parlato così Joe Biden, presidente eletto degli Stati Uniti d’America, annunciando fra le molte nomine di questo turbolento inizio di mandato anche le sue prime scelte sul comparto salute. Si tratta di decisioni molto attese e che sono state coordinate dalla più importante delle selezioni in materia sanitaria, quella di Anthony Fauci, l’immunologo alla guida dell’Istituto Nazionale di malattie allergiche e infettive, uno dei principali bersagli degli strali del presidente uscente Donald Trump. Nell’amministrazione Biden, Fauci sarà invece il capo dei consulenti sanitari del presidente degli Stati Uniti.

Le nomine di Biden

La selezione di Joe Biden per il dipartimento Salute e Servizi umani è Xavier Becerra, già procuratore generale della California e primo esponente di origine latina a guidare il dipartimento: «Già membro del congresso, Becerra è stato un fiero difensore dell’Affordable Care Act e ha guidato le battaglie legali contro gli sforzi di Trump volti allo smantellamento di questa misura», spiega il Washington Post. La strada verso l’insediamento di quello che è l’equivalente americano del ministro della Sanità passa però dall’approvazione della nomina tramite un voto del Senato, che potrebbe non essere blindato a favore dei democratici.

Le personalità e le task force

Altre nomine di Biden riguardano Jeff Zients, già nell’amministrazione Obama, alla carica di coordinatore dell’unità di crisi coronavirus della Casa Bianca. Vivek Murthy sarà surgeon general, il massimo responsabile per le questioni di salute pubblica di competenza del governo federale (la dinamica dei livelli di governo fra livello statale e livello federale è molto importante all’interno della politica americana): riporta la National Public Radio che Murthy ha sottolineato come il coronavirus abbia esposto altre e diverse questioni latenti di salute pubblica, fra cui «le dipendenze, la salute mentale, le malattie croniche e le radicali disparità razziali che percorrono la società americana». Proprio in questo senso la professoressa Marcella Nunez-Smith, direttrice del centro Equità, Ricerca e Innovazione alla scuola di Medicina di Yale, è stata selezionata per guidare «una task force dedicata alla riduzione delle disparità nelle cure, nei trattamenti e nelle modalità di risposta». Kamala Harris, vicepresidente eletta, ha definito la squadra di esperti come «un gruppo di americani che riflette quanto di meglio c’è nel nostro paese».

I primi cento giorni

Gli obiettivi che si pone l’amministrazione per la prima fase dopo l’insediamento sono essenzialmente tre. Primo, porre una linea netta sul tema delle mascherine, sul quale si è consumato qualcosa di molto simile a uno scontro di civiltà negli Stati Uniti; Joe Biden chiederà agli americani di indossare una maschera nei primi cento giorni del suo mandato: «Si tratta dell’azione più semplice che voi possiate fare per ridurre i casi di Covid, le ospedalizzazioni e le morti. Aiutatevi, aiutate la vostra famiglia e la vostra comunità», ha detto il presidente eletto. Sarà emesso un ordine esecutivo federale che obbligherà il porto della maschera in tutti gli edifici di pertinenza federale. Gli altri obiettivi che l’amministrazione ha in animo riguardano «100 milioni di vaccinati nei primi cento giorni, e l’apertura di una maggioranza di scuole del paese entro lo stesso termine, un impegno che, ha detto il presidente Biden, richiederà una ulteriore azione da parte del Congresso».

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