Mondo 19 Aprile 2022 09:27

Mykhailo, professore russo ucraino: una figlia al fronte con il cuore diviso a metà

Nato a Volgograd a due anni si trasferisce con la famiglia a Zaporozje, ma gli zii sono ancora in Russia e sono nemici. Oggi l’uomo vive a Milano con sensi di colpa e paura per la figlia in guerra «Ogni giorno quando mi sveglio la prima cosa che faccio è telefonare a lei, possono vivere se lei è viva»

Si chiama Mykhailo, si definisce russo ucraino perché 53 anni fa quando è nato a Volgograd esisteva l’Unione Sovietica e la sua famiglia è frutto dell’amore tra due popoli che ora si fanno la guerra. Quelle origini, che un tempo erano un arricchimento culturale e un vanto, oggi sono una condanna a vivere lontano e con il cuore diviso a metà. Lo incontriamo a Milano al parco Fomentano nei pressi della statua dei due donatori di sangue abbracciati. Un simbolo di pace e fratellanza che invece si è smarrita nella terra di Mykhailo.

«Gli zii credono a Putin e non ai fratelli»

«I miei genitori sono di Volgograd, ma a due anni con la mia famiglia mi sono trasferito a Zaporozje nell’Ucraina del sud, sono cresciuto là. Ai tempi dell’Unione Sovietica non c’era distinzione tra Ucraina e Russia due regioni come lo sono Piemonte e Lombardia. Oggi invece siamo nemici. La mia famiglia è divisa, una parte in Ucraina e l’altra in Russia. I miei genitori non possono parlare con gli zii perché credono più a Putin che ai fratelli. Quando mia mamma dice alla sorella che Putin sta bombardando le nostre città, lei nega. Questa è la forza della politica tossica, e in questo momento viviamo così».

«Mia figlia ha visto gli orrori di Bucha, piange e non dorme, ma è patriota e come me sostiene l’Ucraina»

Gli occhi di Mykhailo diventano lucidi, stringe le mani al petto e dice «Questa battaglia è terribile, ogni esplosione è nel mio cuore». Oggi l’uomo vive a Milano, è un filosofo e professore di scienze politiche dell’Università tedesca e della libera università di Mosca. Il 25 febbraio ha lasciato il suo paese e da quel giorno prova un senso di colpa per i famigliari rimasti e tanta paura per le sorti della figlia di 25 anni che ha scelto di arruolarsi nell’esercito. «Io sono qui quasi in paradiso, a Milano, i miei invece sono vicini alla battaglia a Zaporozje, una città dove l’armata russa è già presente. Mezz’ora fa mi hanno detto che hanno sentito delle esplosioni, mamma è davvero stressata».

A stento trattiene le lacrime Mykhailo quando parla della figlia. «Ogni giorno quando mi sveglio la prima cosa che faccio è telefonare a lei, per me è importantissimo per capire che possono vivere perché lei è viva. Lei è a Kiev e in questo momento la zona è abbastanza sicuro, ma un mese fa non era così facile». La voce di Mykhailo trema quando ricorda i momenti più difficili vissuti dalla figlia «È stata anche a Bucha, ha visto i corpi dilaniati, e la vita dopo il terrore. È giovane e si sta formando, quelle immagini l’hanno segnata e non riesce a dormire e quando le ricorda, piange. Ho provato a dissuaderla, a farla venire in Italia, ma lei è patriota. Nonostante sia metà russa e metà ucraina, sostiene l’Ucraina come me, e allora lottiamo insieme».

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Guerra in Ucraina, lo choc delle violenze filmate e diffuse. Ma non è una novità
La psicologa spiega l'origine di fenomeni come la de-individuazione e l'effetto Lucifero, che portano l'essere umano a cambiare il suo comportamento
Ucraina, Cittadini (Aiop): «Assistenza a profughi e disponibilità ad assumere medici»
«Aiop si è già attivata per assicurare il supporto necessario a chi sta fuggendo dalla guerra, garantendo prestazioni sanitarie come vaccini, tamponi, visite mediche e assistenza specialistica e complessa» spiega la presidente Aiop Barbara Cittadini
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 24 giugno, sono 542.130.868 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.326.038 i decessi. Ad oggi, oltre 11,63 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali