Mondo assicurativo 5 Giugno 2017

Ma questa legge Gelli è realmente efficace ed in vigore?

Sono un giovane anestesista; ho acquisito da poco tempo la specializzazione e sto vagliando alcune opportunità di lavoro che mi si sono presentate. Tra le altre, sto prendendo in seria considerazione quella di una clinica privata di una certa notorietà ed importanza nella zona dove opero. Il trattamento propostomi, certo non esaltante economicamente, prevede un […]

di Ennio Profeta - Consulente SanitAssicura

Sono un giovane anestesista; ho acquisito da poco tempo la specializzazione e sto vagliando alcune opportunità di lavoro che mi si sono presentate. Tra le altre, sto prendendo in seria considerazione quella di una clinica privata di una certa notorietà ed importanza nella zona dove opero. Il trattamento propostomi, certo non esaltante economicamente, prevede un rapporto di libero professionista con pagamento delle mie prestazioni a presentazione di fattura. Non mi lamento per questo; so bene che questa è una fase dalla quale transitano tutti, anche al fine di acquisire la miglior esperienza professionale sul campo. Ma c’è invece un’altra cosa che non mi convince: quella dell’assicurazione. Mi è stato richiesto di presentare la mia polizza di assicurazione per la responsabilità professionale; questa polizza mi costerà più o meno il 20% del mio emolumento. Dovrò ovviamente provvedere. Ma mi chiedo, e le chiedo: ma non doveva la legge Gelli risolvere anche questa questione? Ma allora la Gelli è in vigore o è ancora una mera proposta?

 

Il suo caso non è certo isolato ed è stato preso in considerazione dalla legge Gelli al fine primario di garantire comunque il paziente evitandogli spiacevoli scoperture assicurative. La legge dispone infatti che chiunque si rechi presso una struttura sanitaria debba essere certo che esista un’adeguata copertura assicurativa. A tal fine la legge obbliga la struttura ad assicurare non solo sé stessa ma anche tutti coloro che a qualsiasi titolo vi operano. Quindi nel suo caso l’onere della copertura assicurativa spetta certamente alla Struttura Sanitaria. La legge prevede che, soltanto nel caso di danno provocato da sua colpa grave, la struttura possa rivalersi nei suoi confronti. A tal fine la obbliga a stipulare una sua personale polizza limitata al caso di colpa grave.

Fino a qui tutto appare coerente e corretto. Ma c’è un particolare che dalle nostre parti spesso rappresenta il piccolo granellino di sabbia che blocca un macchinario imponente e sofisticato. La Legge Gelli, per essere pienamente operativa, ha bisogno dell’emanazione di un Regolamento Esecutivo, di un Decreto che ne fissi le regole operative. La legge stabiliva che questo Decreto avrebbe dovuto essere emanato entro 90 giorni; il termine è già scaduto e tutti si spera che non attenderemo molto tempo dopo aver atteso anni la legge.

Fino ad allora valgono le vecchie regole e quindi, mi spiace confermarlo, la sua struttura privata non fa nulla di illegittimo richiedendole la esibizione della sua polizza personale.

Articoli correlati
Decreti attuativi Legge Gelli, ecco i temi. Rischio rivalse delle assicurazioni per chi non è in regola con ECM
Dai requisiti delle polizze assicurative alle regole per le strutture che si auto-assicurano, i contenuti principali dei quattro decreti attuativi della Legge sulla responsabilità professionale di medici e professionisti sanitari. Nodo ECM: le assicurazioni potranno rivalersi sui medici non in regola con l’obbligo formativo, ma da più parti si chiede inversione del sistema e introduzione di meccanismi premiali      
Avvocato Pittella: «Responsabilità civile e tutela assicurativa, le ultime novità messe in moto dalla Legge Gelli»
«La Gelli-Bianco fa progressi importanti da tanti punti di vista», spiega Domenico Pittella, consigliere giuridico CIC, ma i problemi non mancano: «Mancano i decreti attuativi in materia di definizione della polizza assicurativa standard tipo in capo alle strutture sanitarie»
Pittella (PD): «Mia priorità abbattere numero dei contenziosi per i medici. Intervento su Legge Gelli»
«C’è un tema che riguarda la responsabilità penale del medico che probabilmente andrà rivisto», spiega il senatore del Partito Democratico, Giovanni Pittella che lancia la proposta di un articolo unico di modifica insieme al collega Misiti
Responsabilità professionale, Gelli: «Entro l’autunno avremo i decreti attuativi legge 24»
Il testo dei quattro decreti è stato elaborato dal MISE e ha ricevuto il parere positivo da parte del MEF e del ministero della Salute. Il padre della legge Gelli: «Ora manca concertazione. Accolto il 90% delle nostre proposte»
Sicurezza delle cure a rischio, Catalini (Ospedale Camerino): «Pochi posti letto». Cambiato il rapporto medico-paziente
Le carenze sono evidenti soprattutto nei pronto soccorso. «Abbiamo circa 3 posti letto per mille abitanti – spiega Giambattista Catalini, direttore dell'unità operativa di Chirurgia generale del Presidio Ospedaliero di Camerino. Se la Germania è tra gli 8,2 e gli 8,4 mentre altri sono addirittura a 13, vuol dire che forse stiamo un po’ troppo strozzando la possibilità di ricezione per le cure successive»
di Giovanni Cedrone e Diana Romersi
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone