Lavoro 13 Maggio 2020

Violenza medici, trend in aumento: il 55% degli operatori vittima di aggressioni. L’indagine Anaao Assomed

Gli psichiatri i camici bianchi più colpiti, seguiti dai colleghi del pronto soccorso. Ma l’80% delle aggressioni non viene denunciato

Il Ddl aggressioni, nato per arginare la preoccupante escalation di violenza ai danni degli operatori sanitari, è in discussione alla Camera dei Deputati, già approvato dal Senato. Vista la discussione politica sul tema, l’Anaao Assomed ha deciso di lanciare una nuova survey destinata al personale medico, per dar voce agli addetti ai lavori. «L’analisi – spiega il sindacato – condotta da gennaio a febbraio 2020, ha interessato 2059 soggetti, con una responsività crescente con il progredire dell’età. Il 55,44% dei responders ha affermato di essere stato personalmente vittima di violenza, in valore assoluto 1137 medici rispetto agli 832 del 2018, nel 76,52% dei casi di carattere solamente verbale. I più colpiti dal fenomeno gli psichiatri: l’86% degli utenti dichiara di aver subito aggressioni, il 77% dei medici di medicina d’urgenza, il 60% dei chirurghi, il 54% dei medici del territorio, il 40% degli anestesisti».

LEGGI L’INDAGINE ANAAO ASSOMED

All’analisi hanno partecipato 19 regioni con picchi in Lombardia, Campania, Veneto; il 21% delle risposte proviene dalle regioni del sud e delle isole, mentre il 57% arriva dalle regioni del nord ed il 22% da quelle del centro. Questi dati dimostrano che «la violenza sugli operatori sanitari, per lungo tempo attribuita prevalentemente a regioni del sud Italia ed alle isole dove le situazioni socio-economiche e sanitarie sono più complesse, è ormai diventato fenomeno largamente diffuso su scala nazionale».

I PRINCIPALI NUMERI DELLE AGGRESSIONI
86%    psichiatria
77%    pronto soccorso emergenza-urgenza
60%    chirurgia
54%    medicina territoriale
40%    anestesia e rianimazione

Ma il dato preoccupante è che il 79,26% degli operatori vittime di violenza non ha presentato denuncia e che il 66% dichiara di essere a conoscenza di episodi simili ai danni di operatori. Il 23% dei partecipanti afferma, inoltre, di essere venuto a conoscenza di casi da cui è scaturita invalidità permanente o decesso conseguenti ad episodi di violenza.

Un fenomeno, dunque, sottostimato e anche sottovalutato dagli addetti ai lavori: solo il 37%, infatti, risponde di conoscere le leggi attualmente vigenti in termini di prevenzione delle aggressioni, mentre il 50% non conosce nemmeno il protocollo della propria azienda.

Secondo il 40% di coloro che hanno risposto, la causa principale delle violenze è da individuare in fattori strutturali di natura socioculturale e per questo non sono sufficienti misure estemporanee per contrastare il problema. Contrastanti le opinioni sul ruolo degli operatori: un 40% indica un approccio non idoneo da parte del medico o dell’infermiere e un altro 43% nega che questo possa rappresentare un fattore scatenante.

Nel rintracciare le possibili soluzioni, il 75%, dei responders pensa all’introduzione della punibilità d’ufficio come deterrente ma il 47% chiede anche l’introduzione negli ospedali di posti di polizia. Tra le richieste, campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza (44%) e maggiori investimenti in termini di personale (51%) e strutture.

«Il vuoto applicativo di norme pur esistenti nonostante le sollecitazioni continue da parte di sindacati ed istituzioni – precisa il sindacato – rende necessaria una maggiore consapevolezza del rischio da parte del management aziendale, che spesso lo sottostima o, peggio, lo ignora volutamente per non impegnare risorse nella sua prevenzione».

Inoltre, secondo l’Anaao Assomed, il sovraffollamento del Pronto Soccorso non aiuta: dalla survey risulta essere la struttura organizzativa più colpita dalle aggressioni verbali e fisiche, con percentuali insostenibili per chi vi lavora e alla radice del burnout di medici e infermieri.

«Occorre mutare velocemente – conclude l’Anaao Assomed – sia l’attuale organizzazione delle cure, soprattutto in emergenza urgenza, sia il paradigma dell’accettazione del paziente, umanizzando l’accesso alle cure prima e più che le cure stesse. Umanizzare vuol dire valorizzare figure professionali che fino ad oggi sono state poco e male coinvolte nei percorsi di cure, quali assistente sociale e psicologo, che possono diventare strumento di rassicurazione durante l’attesa».

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Dottoressa aggredita con mozzarelle, Fnomceo: «La legge non è sufficiente»
Familiare di un paziente lamentava attesa lunga e ha scagliato contenitore di mozzarelle contro il medico, solidarietà dal presidente Anelli. Scotti (presidente OdM Napoli): «Temo per ottobre, pandemia e crisi sociale potrebbero fare del medico un capro espiatorio»
Con lockdown medici in ferie forzate, a rischio indennizzo. C&P: «Nostri legali a lavoro per tutelare diritto»
"Costretti" dal datore di lavoro a prendere ferie pregresse forzate, non avranno alcun diritto all'indennizzo per "ferie non godute" riconosciuto qualche settimana fa da una sentenza della Corte Suprema. Consulcesi & partners: «I nostri legali a lavoro per tutelare un diritto sancito dalla Corte Suprema».
Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali a quale Ente accreditante devono sottoporre la richiesta di accreditamento?
Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali a quale Ente accreditante devono sottoporre la richiesta di accreditamento? Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali devono sottoporre la richiesta di accreditamento alla CNFC fatta […]
Nella basilica di Santa Croce un monumento dedicato agli operatori sanitari vittime del Covid-19
Anche medici, infermieri e operatori sanitari tra i grandi del nostro Paese ricordati a Santa Croce. Mangiacavalli (FNOPI): «Il Covid c'è ancora, non abbassare la guardia»
Napoli, domani la prima seduta di laurea abilitante
Silvestro Scotti: «La laurea abilitante conferisce valore alle professioni e un rapido accesso al mondo del lavoro di giovani con competenze teoriche ma anche pratiche. Un ottimo lavoro del ministro Manfredi, porterà nuova linfa al sistema sanitario»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 5 agosto, sono 18.543.662 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 700.714 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 5 agosto: nell’ambito del ...
Contributi e Opinioni

«Contro il Covid non fate come noi. Non sta funzionando». La lettera di 25 scienziati e medici svedesi

Un gruppo di 25 scienziati e medici dalla Svezia scrive una lettera su Usa Today al resto del mondo: «La strategia "soft" non funziona, abbiamo perso troppe vite»
di 25 dottori e scienziati svedesi
Lavoro

SIMG, appello ai Ministri Azzolina e Speranza: «Utilizziamo i medici in pensione nelle scuole»

«Una eccezionale risorsa professionale totalmente inutilizzata, professionisti esperti e perfettamente formati con esperienza ultratrentennale, ben aggiornati e spesso in prima linea su Covid-19», s...