Lavoro 13 Ottobre 2020

Vaccini in farmacia. Magi (Omceo Roma): «Pronti a collaborare purché si cambi la norma. Altrimenti siamo tutti fuorilegge»

La posizione del presidente dell’ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito al tavolo tecnico che si è svolto ieri in regione Lazio. «La legge purtroppo impedisce la presenza del medico in farmacia. La vaccinazione è e resta un atto medico»

E’ questo il secco commento del presidente dell’ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito al tavolo tecnico che si è svolto ieri in regione Lazio. Il nodo centrale per i medici è, e resta l’impossibilità stabilita per legge, a partire da un regio decreto del 1934, della presenza del medico in farmacia.

MAGI: «LA VACCINAZIONE È UN ATTO MEDICO»

«Nell’incontro avuto ieri in Regione Lazio – ha spiegato Magi – per parlare nell’eventualità che i medici facciano i vaccini antinfluenzali in farmacia, abbiamo ribadito insieme ai medici di famiglia presenti al tavolo tecnico, che la legge purtroppo impedisce la presenza del medico in farmacia e che la vaccinazione è e resta un atto medico».

«È NECESSARIO MODIFICARE LA NORMA»

«Comprendendo le esigenze di ampliare l’offerta, da noi pienamente condivisa per motivi di sanità pubblica – prosegue Magi – come Ordine dei medici chiediamo che il legislatore intervenga per modificare la norma a partire dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie – Regio Decreto n. 1265 del 1934, che disciplina la materia».

«Da parte nostra abbiamo ribadito che c’è la massima disponibilità – ammette – l’unico ostacolo è la legge in vigore che ci impedisce di agire diversamente. Questo lo sappiamo noi e lo sanno anche i farmacisti. Tutto il dibattito sulla possibilità di vaccinare in farmacia contro l’influenza ruota intorno a questo principio e al fatto che la vaccinazione è atto medico e come tale sotto nostra diretta responsabilità».

LE SOLUZIONI ALTERNATIVE

«Rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi sempre disponibili ad un incontro atto a modificare l’attuale normativa vigente. In attesa abbiamo presentato soluzioni alternative nel rispetto delle norme vigenti – conclude – al fine di garantire comunque la copertura vaccinale ampliando l’offerta nei poliambulatori territoriali ed ospedalieri pubblici, potenziando i centri vaccinali delle ASL e offrendo anche la disponibilità di circa 100 medici liberi professionisti che si sono volontariamente offerti per partecipare alla campagna vaccinale presso i loro studi».

 

 

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