Lavoro 21 Maggio 2020

Uneba e Regione Lombardia: pronto protocollo d’intesa per gestione RSA nella fase 2

Perrillo (vicepresidente Uneba): «Chiediamo garanzie, professionalità mediche e fondi per ripartire»

di Federica Bosco

Dopo lo tsunami sanitario causato dal Covid-19, le RSA chiedono garanzie, professionalità e fondi per ripartire. Uneba, associazione che gestisce oltre 400 residenze per anziani in Lombardia, ha messo nero su bianco le richieste avanzate alla Regione: un piano aziendale di secondo livello, medici ospedalieri nelle RSA e un fondo per sostenere la ripresa economica delle strutture. Ora attende fiduciosa la sottoscrizione di un protocollo di intesa che potrebbe dettare le linee guida per la gestione di future emergenze sanitarie.

«Noi chiediamo in questo momento che l’ospedale con le sue professionalità venga incontro al settore socio-sanitario  – esordisce Marco Perrillo, vicepresidente di Uneba –. Voglio ricordare che non sono solo gli anziani, ma anche le persone con disabilità e i minori di cui ci facciamo carico. Ci sono disabili che vivono in comunità o in casa in attesa di andare in comunità e ancora minori non accompagnati che vivono chiusi da circa quattro mesi nelle comunità in attesa di conoscere il proprio destino. Ecco, questa triplice fascia di utenza deve essere aiutata dall’ambito ospedaliero con delle consulenze specialistiche».

LEGGI ANCHE: FASE 2, DEGANI (UNEBA LOMBARDIA): «VIROLOGI E MEDICI SPECIALISTI SI TRASFERISCANO NELLE RSA»

«Questo è un punto fondamentale all’interno di un piano di gestione – dice Marco Perrillo -. Il governo ha demandato alle Regioni la fase due con la stesura di piani territoriali per l’apertura del settore sanitario, e Regione Lombardia ha già legiferato sul settore sociosanitario, per il quale stiamo qui oggi ad approfondire i vari punti. Le strutture poi dovranno redigere un piano aziendale e noi chiediamo che sia un piano aziendale di secondo livello rispetto ad un piano territoriale regionale, redatto e steso dalle regioni con le loro articolazioni territoriali, ovvero ATS e ASST».

Una nota dolente riguarda la fornitura delle protezioni individuali, su tutte le mascherine, per il personale delle residenze per anziani. «Nella fase uno abbiamo coordinato degli acquisti condivisi, abbiamo fatto una piccola scorta che ora sta finendo – ammette Perrillo -. Dobbiamo ora tornare sul mercato per fare una scorta che guarda un orizzonte di tempo mediamente fino a Natale, ma l’apertura delle altre attività produttive sta mettendo in difficoltà le nostre scorte, perché i fornitori incominciano, per le leggi di mercato corrette, ad approvvigionare altri settori produttivi che non sono solo il sociosanitario. C’è un punto che fa ben sperare: che la riconversione industriale italiana in corso, nell’ambito tessile, potrà permettere nel breve termine di accedere ai mercati di approvvigionamento nuovi a prezzi calmierati».

A fianco di Uneba si sono schierati anche Confcoop e Anffas per arrivare ad una soluzione in tempi rapidi e al contempo trovare le risorse economiche che possano garantire alle RSA e RSD la ripresa nella fase 2. «Stiamo aspettando la convocazione da Regione Lombardia – conclude il vicepresidente di Uneba -. Nel frattempo abbiamo costituito una commissione a latere che vada ad indagare le perdite economiche pesantissime avute dal 20 febbraio in poi e che ci permetta di individuare forme di finanziamento a fondo perduto a tutti i livelli, dal nazionale fino al locale, in modo che si possa alleviare la perdita economica delle RSA».

 

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