Lavoro 16 novembre 2017

Rinnovo ACN, Silvestro Scotti (Fimmg): «Condivisione di responsabilità per tutelare i diritti incomprimibili»

«Perfezionare un sistema specifico per il medico generico, riconoscendone autorevolezza ed aspirazioni» l’intervista al Segretario Fimmg

Arrivare a definire quanto prima l’Accordo Collettivo Nazionale e perfezionare un sistema specifico per il medico generico, riconoscendone autorevolezza ed aspirazioni. Queste le priorità secondo Silvestro Scotti, Segretario generale nazionale della Fimmg, intervistato a margine del Congresso Nazionale CIMO.

CIMO ha avviato un dialogo per unificare gli interessi dei medici ospedalieri e dei medici di medicina generale: quali i passi in avanti?

«La CIMO ha aperto una discussione ragionevole all’interno della propria contrattualità: la medicina generale da anni afferma la valorizzazione di un sistema di dipendenza per il professionista intellettuale medico. È chiaro che i sistemi contrattuali non possono essere interpretati senza considerare il soggetto. Se si contrattualizza un medico, si può utilizzare un contratto di dipendenza con un valore amministrativo ma non “condizionante” il compito. Invece noi abbiamo sempre di più una percezione distorta della professione intellettuale. L’Istat chiarisce che in sanità ci sono due tipologie di professionisti: i professionisti intellettuali ad alta specialità, i medici e gli odontoiatri, e i professionisti tecnici sanitari per cui esistono tutte le altre professioni sanitarie. Questo tipo di valorizzazione non appare così chiara quando poi andiamo a descrivere una contrattualità,  specificatamente nel caso della dipendenza in cui invece se ne fa un tutt’uno, in cui poi non si realizzano le legittime aspirazioni di una professione intellettuale che di fronte a un giudice rimarrà sempre responsabile perché è considerato il cervello che decide. Questo non significa chiudersi al rapporto con le altre professioni, anzi, significa aprirsi nel rispetto del ruolo reciproco e quindi nella capacità di integrarsi per portare il migliore risultato».

Ecco, veniamo ad uno dei temi più caldi in questi mesi: avete ripreso la discussione sull’Accordo Collettivo Nazionale, a che punto siamo e quali sono le prospettive?

«La contrattualità dell’ACN oggi non può essere considerata estranea alle altre contrattualità. In questo momento c’è una dinamica del pubblico impiego che dovrebbe impattare più sui dipendenti che sui convenzionati: noi siamo assimilati al pubblico impiego da normativa e per questo la quota variabile del contratto è significativa. Oggi ho due scelte: ridurre la mia quota fissa per determinare i fondi per la quota variabile, e questo non lo ritengo accettabile, o capire dove si trovano le risorse per definire l’ambito variabile. Credo che sia fortemente determinante anche per i contratti la discussione sulla finanziaria per riuscire a trovare un meccanismo di finanziamento indiretto che non impatti sul fondo sanitario regionale. Io credo sia arrivato il momento in cui tutti gli attori si trovino intorno a un tavolo per una conferenza Stato-Regioni in cui le Regioni pretendano un ruolo dello Stato ed una condivisione di responsabilità. C’è una premessa di una sentenza della Corte Costituzionale che ha chiarito che i diritti incomprimibili non sono regolabili nei limiti dell’equilibrio di bilancio, ma è l’equilibrio di bilancio che deve regolarsi per garantire i diritti incomprimibili che vanno, a questo punto, finanziati».

Passando alla formazione dei giovani medici: si registra un calo di vocazioni per la medicina generale. Da tutta la categoria viene invocata l’assimilazione della disciplina al resto degli specializzati. Qual è il suo punto di vista?

«La discussione sulla specialità è però una discussione che parte dalla soluzione finale e mai da quella iniziale. Tutti pensano che semplicemente determinando un modello legislativo o un decreto ministeriale si realizzi questa cosa. Qualcuno pensa che la medicina generale sia una disciplina in questo momento insegnabile nelle università o negli ospedali? Io non credo. È necessario sederci intorno ad un tavolo e definire la medicina generale come disciplina a sé stante, chiarirne i contenuti e a quel punto il passo successivo diventa più semplice: individuare la figura di medicina generale dipendente specialista. L’importante è mantenere il modello assistenziale ed impedire di mettere “i legacci” ad una professione intellettuale».

Articoli correlati
Influenza, Calabrese (FIMMG): «Vaccino unico strumento di prevenzione valido. Picco previsto per fine dicembre»
«Tra i soggetti più deboli le complicanze sono maggiormente frequenti», sottolinea il vicesegretario nazionale della Federazione dei Medici di Medicina Generale che consiglia: «Non frequentare luoghi affollati e lavarsi accuratamente le mani in qualsiasi situazione, soprattutto - ha concluso Calabrese - ogni qual volta si entra in contatto con altre persone»
di Isabella Faggiano
Medici di famiglia, il 90% degli italiani li preferisce. Scotti (FIMMG): «Eppure invece di dare strumenti alla categoria vengono sottratti»
Da un’indagine del Censis gli italiani preferiscono il medico di Medicina generale. «Il problema è che mentre i cittadini si fidano, le istituzioni no. Occorre dare più margine d'azione alla categoria, solo così migliorerà l'assistenza sul territorio» ribadisce il segretario della Federazione di Medicina generale
Contratto medici, CIMO chiede alla Corte dei Conti indagine su dieci regioni. Quici: «Serve trasparenza, dove sono finiti i soldi?»
Il sindacato chiede di attivare un controllo sulla contabilità delle amministrazioni regionali per verificare se e quanto abbiano accantonato per il rinnovo del contratto della dirigenza medica per il periodo 2016-2018. In caso di ammanchi c’è la possibilità che si configuri “danno erariale”
SIMES si allea con CIMO: «Cresciamo nella rappresentanza per dare valore alla salute nello sport»
Il Sindacato Italiano Medici dello Sport (SIMeS), libero sindacato di medici sportivi e professionisti di medicina nell’ambito dell’attività motoria, aderisce a CIMO per aumentare l’impatto della rappresentanza politica nelle sedi istituzionali nazionali e regionali, con l’obiettivo di accrescere la tutela professionale e legale degli iscritti e di attivare nuove iniziative per la categoria. Con questo […]
Sciopero medici, ecco le ragioni. Troise (Anaao): «Bene segnali di attenzione, ma produrranno risultati?»
Mancato rinnovo del contratto, aumento borse di specializzazione insufficiente, scarso finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, assenza di un piano di assunzioni straordinario. Ecco perché venerdì medici, dirigenti sanitari e veterinari incroceranno le braccia
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

E-fattura, Marino (OMCeO Roma): «Dal 2019 cambia tutto, professionisti sanitari si attivino o rischio sanzioni»

«Per attivare la procedura occorre il ‘sistema d’interscambio’: ecco come funziona» così Emanuela Marino dell’Ufficio relazioni con il pubblico dell’OMCeO Roma parla delle novità in mate...
Salute

Endometriosi, arriva nuovo Ddl: 25 milioni per la ricerca e bonus malattia. Sileri (Comm. Sanità): «Prevenzione e tutela contro patologia subdola»

Per contrastare il ritardo nella diagnosi il disegno di legge presentato al Senato prevede corsi di formazione per ginecologi e medici di famiglia e una Giornata nazionale per parlare della malattia. ...
Politica

Sunshine Act, ecco cosa prevede Ddl trasparenza. Il relatore Baroni (M5S): «Così si previene corruzione. Per i medici no oneri burocratici»

Il provvedimento, in discussione in Commissione Affari Sociali, è sul modello di una analoga legge francese. Soglia minima per la dichiarazione è 10 euro: l’obbligo sarà in capo alle industrie sa...