Lavoro 4 Agosto 2020 13:38

Scadenze fiscali, tutti i termini dei versamenti estivi per i medici di Medicina Generale

Ecco le scadenze fiscali che i medici di continuità assistenziale e di assistenza primaria dovranno affrontare nei prossimi mesi. La prima il 20 agosto per Irpef e Iva

Scadenze fiscali, tutti i termini dei versamenti estivi per i medici di Medicina Generale

Ad agosto è importante ricordare le scadenze fiscali per i medici di continuità assistenziale e di assistenza primaria previste per i prossimi mesi. C’era stata, infatti, una richiesta da parte dei commercialisti italiani, rivolta al Ministero dell’Economia, per una proroga dei termini per i versamenti. Che è stata, tuttavia, rigettata, obbligando quindi i sanitari ad attenersi alle scadenze fiscali precedentemente stabilite e ricordate anche dall’Enpam.

IRPEF (20 AGOSTO) 

In realtà il termine per saldare le imposte dovute per il 2019 e dare i primi acconti per quelle del 2020 era fissata al 20 di luglio. Entro quella data dello scorso mese andava versata la rata unica, per chi avesse scelto questa opzione. Chi aveva invece optato per il pagamento rateale avrebbe dovuto consegnare la prima delle cinque concesse. Per chi, però, non fosse riuscito a liquidare l’imposta entro il termine previsto, la norma prevede una proroga di 30 giorni, maggiorando il pagamento dello 0,4%. Il 20 agosto è quindi il termine ultimo per chi avesse ancora da liquidare l’Irpef.

IVA (20 AGOSTO)

Al 20 agosto 2020 è fissata anche la data per il pagamento dell’Iva a debito, maturata sulle parcelle con addebito al cliente nel trimestre che va da aprile a giugno dell’anno corrente. Questo tipo di pagamento non riguarda però i medici in regime forfettario. Per legge a loro l’Iva non viene imposta.

MODELLO D (30 SETTEMBRE)

Anche in questo caso si tratta di un rinvio. A luglio era stato fissato il pagamento della denuncia previdenziale modello D, dovuta dai medici che nel 2019 hanno svolto attività di libera professione. Dunque non considerabili all’interno del regime convenzionato. Per via dell’emergenza Covid-19 anche in questo caso c’è stato uno slittamento, rinviando a tutti gli effetti la scadenza al 30 settembre.

QUOTA A E QUOTA B (31 DICEMBRE)

I termini previdenziali Enpam hanno subito uno slittamento, deciso per ridurre gli impegni finanziari dei camici bianchi durante il mese di chiusura generale delle attività. Dunque sia la quota A che, eventualmente, la quota B si concentreranno tra settembre e la fine dell’anno.

Sul sito dell’Enpam, il vicepresidente vicario Luigi Galvano, ricorda che è interesse dei medici versare non oltre il 31 dicembre 2020. «La previdenza è un onere deducibile – spiega – la cui contabilizzazione nell’anno solare 2020 consentirebbe un sensibile risparmio di imposte».

CONDONI O CARICHI PENDENTI (SETTEMBRE/DICEMBRE)

Terminerà nel mese di settembre 2020 la sospensione delle rate dei piani di maggiore rateazione, per coloro che avessero accumulato dei carichi pendenti presso il concessionario per la riscossione. Inoltre, per i condoni (Saldo e stralcio / Rottamazione – Ter) con pagamenti scaduti durante il Covid-19, i pagamenti riprenderanno a dicembre.

Opportuno, quindi, per tutti i medici, verificare eventuali carichi pendenti e presentare istanza di maggiore rateazione entro e non oltre settembre. Così da tutelarsi da eventuali possibili pignoramenti dei compensi erogati dall’Asp.

SCADENZE CHE RESTANO INVARIATE

I termini di alcune scadenze fiscali non cambiano. Resta al 31 ottobre il termine per versare il secondo acconto 2020 Tari (tassa rifiuti). Il 16 novembre scadrà il versamento dell’Iva sulle fatture emesse per i clienti tra luglio e settembre, quindi nel terzo triennio dell’anno. Al 30 novembre il secondo acconto 2020 per le imposte. Infine al 16 dicembre il secondo acconto dell’Imu.

IRAP 

Un discorso differente è previsto per l’Irap, imposta regionale sulle attività produttive. Con il Ddl “Rilancio” è stata prevista l’abolizione dell’obbligo di versamento del saldo Irap 2019 e del primo acconto 2020. Un’agevolazione che in ogni caso non riguarda i medici in regime forfettario e la quasi totalità di quelli di assistenza primaria. In quanto, come ricorda Enpam, «hanno visto riconosciuta la loro estraneità all’Irap».

 

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