Lavoro 30 Settembre 2020 08:59

RSA, accordo tra sindacati e Regione Lazio per strutture pubbliche e investimenti straordinari

Quattro punti per ripensare le RSA e rilanciare l’assistenza domiciliare per gli anziani e i soggetti più fragili

RSA, accordo tra sindacati e Regione Lazio per strutture pubbliche e investimenti straordinari

Le organizzazioni sindacali hanno concordato che «l’epidemia COVID-19 ha posto il Servizio Sanitario Nazionale di fronte a nuove sfide e alla necessità di un rafforzamento dei servizi sanitari e sociosanitari pubblici attraverso investimenti in specie per personale a tempo indeterminato e tecnologie sanitarie».

In particolare l’accordo prevede «l’immediato avvio della apertura programmata di RSA pubbliche per riequilibrare il rapporto attuale tra pubblico e privato accreditato». Un settore, quello delle RSA balzato tristemente agli onori della cronaca per i numerosissimi focolai e purtroppo per i molti decessi avvenuti in Italia.

Il più recente report dell’Istituto Superiore di Sanità, sul contagio COVID- 19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie, ha rilevato che nelle RSA in Italia sono deceduti 9.154 anziani ( 3793 in Lombardia, 1658 in Piemonte, 1136 nel Veneto, 640 in Toscana, 639 in Emilia, 158 nel Lazio).

In questo contesto CGIL CISL UIL insieme alle categorie dei pensionati, della funzione pubblica e dei medici da tempo hanno chiesto un potenziamento e riqualificazione dei servizi domiciliari, residenziali e semiresidenziali per gli anziani, per i cittadini non autosufficienti e disabili.

Oggi c’è bisogno di «un nuovo modello che dia risposta ai bisogni di salute e assistenza dei soggetti più fragili mettendo al centro la dignità delle persone e la qualità dei servizi e del lavoro».

«Un nuovo sistema in cui i servizi siano veramente integrati con la presa in carico e dove l’ingresso in una RSA possa essere una soluzione transitoria e non definitiva nel percorso di cura degli anziani».

«Luoghi di lavoro normali dove vengono rispettati gli standard organizzativi, i lavoratori smettano di essere precari e vengano remunerati come gli altri operatori del SSR, dove a regime operi il sistema dei controlli e le cui attività ispettive attuali vengano implementate. Ma soprattutto luoghi della collettività».

Pertanto la Regione Lazio con CGIL CISL UIL insieme alle rispettive categorie dei pensionati, della funzione pubblica e dei Medici  hanno concordato su alcune azioni da intraprendere immediatamente per ripensare le RSA e rilanciare l’assistenza domiciliare per gli anziani e i soggetti più fragili:

  1. Realizzare nuove RSA: totalmente Pubbliche
  2. Un Piano straordinario di investimenti sull’assistenza domiciliare
  3. Nuove Regole e tutela del capitale umano per migliorare l’assistenza
  4. Nuova partecipazione degli utenti e familiari. Entro il 30 ottobre, secondo l’accordo, dovrà essere definito un cronoprogramma per l’attivazione utilizzando strutture di proprietà pubblica, nel corso della legislatura, di ulteriori 1.000 nuovi posti residenziali e semiresidenziali per anziani nelle 10 ASL del Lazio, in media 2 per ogni asl, tra le diverse tipologie assistenziali: mantenimento, intensiva, estensiva, Disturbi Cognitivo Comportamentali Gravi.

«Al fine di dare piena applicazione ai contenuti del presente accordo viene istituito un tavolo permanente composto dall’Assessorato alla Sanità, l’assessorato alle Politiche sociali della Regione Lazio e le organizzazioni sindacali firmatarie del presente protocollo».

Il tavolo permanente verrà convocato periodicamente dalla Regione o su richiesta specifica dalle organizzazioni sindacali.

Per la Cisl hanno sottoscritto l’accordo il segretario confederale del Lazio Enrico Coppotelli che ha guidato la delegazione formata dal segretario della Funzione Pubblica Roberto Chierchia, dal segretario della federazione pensionati Paolo Terrinoni, e dal segretario della Cisl Medici Luciano Cifaldi.

 

Articoli correlati
Nel Lazio 1,5 milioni di prestazioni sanitarie erogate in meno
Presentato 2° Report Cittadinanzattiva Lazio. I dati fanno riferimento al 2019-2020: «Servizio sanitario territoriale appare appesantito, fragile e esausto nelle diverse componenti»
Fp Cgil precisa: «Documento Fnomceo non sottoscritto dai sindacati»
Il segretario nazionale della la Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn Andrea Filippi specifica in relazione al documento Fnomceo sul rilancio della professione: «Recuperare il valore troppo spesso marginalizzato delle relazioni sindacali con le istituzioni»
Dl Riaperture, Lorefice: «Emendamento M5S su uscite per ospiti Rsa, ora pensare anche a benessere relazionale»
«Con un emendamento a mia prima firma, si consentono le uscite temporanee degli ospiti non affetti da Covid, dalle strutture residenziali di ospitalità per le persone anziane o non autosufficienti» spiega la Presidente della Commissione Affari Sociali
Intergruppo Parlamentare Longevità: «PNRR sia punto di partenza per rivisitare il SSN»
Si è svolta ieri la quinta riunione dell’Intergruppo parlamentare sui nuovi approcci all’assistenza sanitaria: dalle Rsa alla domiciliarità
PNRR, i sindacati medici: «Non saremo complici di riorganizzazione Ssn pagata con salute cittadini»
L’intersindacale si dice al fianco della FNOMCeO e chiede alla Federazione di convocare tutte le rappresentanze
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 23 luglio, sono 192.578.206 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 4.135.859 i decessi. Ad oggi, oltre 3,75 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Covid-19, che fare se...?

Posso bere alcolici prima o dopo il vaccino anti-Covid?

Sbronzarsi nei giorni a cavallo della vaccinazione può compromettere la risposta immunitaria e, dunque, depotenziare gli effetti del vaccino?
Cause

Ex specializzandi, altre sentenze e novità su quantum risarcitorio e prescrizione

Intervista all’avvocato Marco Tortorella che spiega le novità che interessano i medici che non hanno ricevuto il corretto trattamento economico durante gli anni di scuola post-laurea