Lavoro 7 Febbraio 2020

Rischio clinico, contenzioso e fine vita. Dal 12 al 14 febbraio se ne parla alla Sapienza di Roma

Ritorna il convegno annuale sui principali temi di interesse per il settore medico. Previsti ospiti eccellenti e tavoli di confronto. Il professor Fineschi: «Centrale nel nostro dibattito l’applicazione della Legge Gelli». La professoressa Frati: «Approfondiremo anche la sentenza della Corte Costituzionale che rende possibile anche in Italia il suicidio assistito»

Dal 12 al 14 febbraio torna all’università Sapienza di Roma l’ormai annuale appuntamento con il confronto sul rischio medico e il contenzioso medico legale. In questa occasione verrà dedicato ampio spazio al confronto sulle recenti novità giurisprudenziali che hanno interessato il settore della responsabilità professionale con 10 sentenze della Corte di Cassazione in ambito civilistico e una più datata, ma della Cassazione a sezioni unite, in ambito penalistico.

Le tematiche affrontate spazieranno, quindi, dalla violazione del consenso informato al verificarsi della complicanza o delle infezioni, al nesso di causa, alla perdita di chances e alle molteplici problematiche in materia di valutazione del danno. La gestione del contenzioso verrà comunque affrontata in un’ottica sinergica con la gestione del rischio clinico, chiamando a confronto i massimi esperti del settore. È possibile iscriversi alle sessioni mandando una mail a info@sanitainformazionespa.it.

«Ormai è da tempo – spiega la professoressa Paola Frati, ordinario di Medicina Legale alla Sapienza – che dura questo sodalizio con Consulcesi e Sanità in-Formazione e, insieme al professor Fineschi, ci teniamo a portare annualmente qui alla Sapienza un evento che vada a coniugare le varie sfaccettature della responsabilità sanitaria, sempre in un’ottica di gestione integrata con il rischio clinico. Anche quest’anno, dunque, l’appuntamento è in Sapienza con questo convegno che, per la prima volta, vedrà una partecipazione mista, quindi un gran numero di professionisti sanitari, strutture private e pubbliche e studenti. Ci saranno anche tavole rotonde con un confronto attivo fra direttori generali ed esponenti del rischio clinico e del contenzioso».

«Abbiamo pensato – spiega il professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina Legale alla Sapienza – di dare spazio ai temi del rischio clinico e del contenzioso già in seduta inaugurale. Nella prima giornata avremo ospiti illustrissimi come il Presidente della Cassazione, il Presidente della Sezione specializzata sulla responsabilità sanitaria del Tribunale di Roma, e tanti altri. Abbiamo voluto dare un imprinting immediato sull’attualizzazione della Legge Gelli partendo dai primi 4 articoli, che attenzionano il problema della gestione del rischio clinico dentro le Aziende sanitarie, andando poi verso la gestione del contenzioso».

«Parleremo di questi temi – continua Fineschi – anche nelle giornate successive, quando molti colleghi d’Italia, che gestiscono a loro volta il contenzioso per le loro Aziende, esporranno le loro esperienze. Un modo per confrontarci, per crescere metodologicamente insieme e per sviluppare una sorta di linea guida che consenta a tutti gli ospedali italiani di seguire il medesimo approccio. Chiaramente la Legge Gelli ci agevola molto in questo, perché è una buona legge che ha messo i paletti su come bisogna lavorare. Molto importante è ad esempio la gestione del contenzioso quando non si riesce a trovare una soluzione stragiudiziale. Si arriva nelle aule dei tribunali sapendo che, grazie all’articolo 15 della legge, chi giudicherà il contenzioso avrà tutte le capacità per poterlo fare attraverso i collegi in cui ci sono almeno il medico legale e lo specialista di riferimento. La qualità è fondamentale per giudicare l’operato dei medici».

Altra tematica centrale nella tre giorni alla Sapienza sarà quella del fine vita. La recente sentenza della Corte Costituzionale in materia di suicidio assistito occuperà infatti un’intera sessione, con ampio spazio al dibattito fra docenti e discenti, in cui verranno ripercorse le motivazioni che hanno portato i giudici a tale pronuncia estremamente innovativa per il nostro Paese.

«Anche in questo delicato settore ci sono state novità importantissime – spiega la professoressa Frati –. Già nel 2017 è intervenuta la legge 219 che ha ridisegnato tutto il percorso della relazione di cura fra il professionista e il paziente. La legge, di fatto, ha disciplinato il consenso informato, il rifiuto di cure, la pianificazione condivisa delle stesse, ha definito l’idratazione e la nutrizione artificiale come atti medici, e quindi rifiutabili. Conosciamo tutti il caso di Dj Fabo. È un episodio che ha scosso l’Italia e sono contenta che la sua compagna, Valeria Imbrogno, abbia accettato l’invito a partecipare al nostro convegno il 13 febbraio. In questa sessione entreremo nel dettaglio e capiremo cosa effettivamente ha fatto la Corte Costituzionale in merito: con una sentenza storica ha stabilito che, in determinati casi, in Italia sarà possibile effettuare il suicidio assistito. Una decisione storica sulla quale dobbiamo fare formazione, confrontarci e vedere quanto siamo effettivamente pronti a recepire una pronuncia così importante».

Ulteriori sessioni interesseranno, infine, metodologie innovative in materia di tanatocronologia forense, in particolare sullo studio dell’umor vitreo e le applicazioni in ambito di stima dell’epoca della morte. Le tematiche illustrate si articoleranno in un confronto attivo fra docenti e discenti nelle giornate del 12, 13 e 14 febbraio 2020. È possibile iscriversi alle sessioni mandando una mail a info@sanitainformazionespa.it.

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