Lavoro 14 Novembre 2022 18:54

Qual è lo stato di salute della farmacia italiana? La risposta nel libro-inchiesta di Vittorio Contarina

«Il Farmacista perduto» (Paesi Edizioni) è stato presentato in anteprima il 13 novembre all’Hilton Rome Cavalieri della capitale

Qual è lo stato di salute della farmacia italiana? La risposta nel libro-inchiesta di Vittorio Contarina

Qual è lo stato di salute della farmacia italiana? E quale il futuro della categoria? Questo il dibattito stimolato dal libro-inchiesta di Vittorio Contarina, già vicepresidente di Federfarma nazionale, intitolato «Il Farmacista perduto» (Paesi Edizioni). Presentato in anteprima il 13 novembre all’Hilton Rome Cavalieri della capitale, ha visto una folta presenza di professionisti e istituzioni, che hanno partecipato a quella che è stata a tutti gli effetti una tavola rotonda.

A dar vita al dibattito, il senatore e vicepresidente Senato della Repubblica Maurizio Gasparri, la dirigente nazionale Fratelli d’Italia e già vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli, il presidente SIFO Arturo Cavaliere, il presidente Sinasfa Francesco Imperadrice e Cinzia Falasco Volpin, general manager di Zentiva Italia e sponsor dell’evento.

I farmacisti si sono trovati come noto in prima linea durante l’emergenza pandemica e, ancor più che i medici di base, hanno costituito un presidio irrinunciabile per la popolazione, sacrificandosi per la salute degli italiani. Ma a quale prezzo e in quali condizioni? L’inchiesta, non meno che il dibattito romano, ruotano attorno alle problematiche che intercettano la professione.

Contarina nel saggio ha indagato a fondo le problematiche del settore, realizzando una lunga serie di interviste che intercettano tutti gli attori della categoria, e sviscerando i loro principali dubbi e problematiche nella gestione quotidiana della professione: carenza di personale, peso eccessivo del cuneo fiscale, ipotesi di introdurre bonus e incentivi nel contratto nazionale, numero chiuso per la facoltà di Farmacia.

«Questo libro è un primo passo concreto per l’inizio di un dialogo vero tra Farmacisti titolari e collaboratori – ha commentato Contarina, di fronte a un pubblico particolarmente attento e interessato –. Nel corso degli ultimi vent’anni, la farmacia italiana è stata indebolita moltissimo attraverso misure governative che hanno inciso pesantemente su fatturati e profitti, tanto da rendere in molti casi economicamente non sostenibile l’attività stessa. I giovani neolaureati attualmente non vedono incentivi e pertanto scelgono altre strade, come l’insegnamento. Questo crea uno squilibrio di mercato che penalizza i farmacisti e rende il loro lavoro estremamente duro, considerato anche che senza personale tutto il peso del servizio ricade sempre su di loro. Dobbiamo risolvere sia la problematica legata alla carenza di personale, che quella della scarsa retribuzione dei collaboratori, senza però gravare sui bilanci delle farmacie».

Appello ricevuto dal governo e dalle istituzioni, con Angelilli che ha confermato «l’impegno a lavorare all’abbassamento del cuneo fiscale, una misura da portare a termine senz’altro entro questa legislatura». Per il senatore Maurizio Gasparri, «è importante difendere le mura aureliane», ovvero parafrasando fare quadrato sulla categoria, che non può più corrispondere a un «farmacisti contro tutti. La categoria è emersa in pandemia per ciò che rappresenta: un punto di riferimento imprescindibile per la popolazione, attenta alle istanze dei cittadini. E dunque va sostenuta, oltre che riconosciuta per l’alto valore del servizio che svolge».

Più tecnici i commenti di Arturo Cavaliere, che ha sottolineato tanto le difficoltà quanto le virtù dei farmacisti ospedalieri – che dall’inizio della campagna vaccinale hanno erogato milioni di dosi di vaccino in una lotta serrata contro il tempo e il virus – ragionando anche sull’esistenza di una «road map che può accorciare la distanza tra farmacia di territorio e farmacia ospedaliera».

Mentre Francesco Imperadrice ha tenuto a sottolineare i mancati, insoddisfacenti aumenti nel contratto collettivo nazionale: «Un contratto che non ha dato nessun riconoscimento economico concreto dopo anni di sacrifici, con aumenti minimi e certo ancora insufficienti».

Cinzia Falasco Volpin, per Zentiva Italia, ha invece sottolineato la volontà di aiutare i farmacisti a svolgere con più facilità il loro prezioso mestiere, «con progetti in cantiere che puntano a snellire le procedure, nell’ottica di lavorare al fianco del pubblico e privato».

Il ricavato del libro andrà alla Parent Project Aps, un’associazione di pazienti e genitori con figli affetti da distrofia muscolare di Duchenne e Becker, fondata da Filippo Buccella, a sua volta farmacista, intervenuto per raccontare le attività a sostegno di bambini, ragazzi e famiglie dell’associazione e le iniziative di beneficienza in vista del Natale (tutte le info su: parentproject.it).

Il libro di Vittorio Contarina, disponibile nelle librerie e negli store online anche in versione ebook, è dunque una finestra sul mondo dei farmacisti, un’opera utile a chiarire le complessità della categoria che non può non essere letta con interesse, in quanto rappresenta uno stimolo concreto a costruire soluzioni per migliorare il lavoro di tutti. Con spirito ottimista e costruttivo, Contarina ha inteso aprire un dibattito che proseguirà lungo tutto il 2023, quando il libro sarà nuovamente presentato al pubblico.

 

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