Lavoro 29 Luglio 2019

Pronta reperibilità, Anaao – Assomed non ci sta e ricorre alla Corte di Giustizia europea

In base alle normative attuali la chiamata in servizio durante la pronta disponibilità “sospende” il riposo e non lo “interrompe”. Interpretazione contestata dal sindacato guidato da Carlo Palermo che ora punta a un chiarimento definitivo

Il segretario nazionale Anaao Assomed Carlo Palermo, dando seguito all’impegno assunto e comunicato alla controparte pubblica in sede ARAN nel corso della trattativa per il nuovo CCNL 2016/18 dell’Area Sanità conclusasi in questi giorni, ha dato mandato oggi agli Avvocati Anaao Assomed di predisporre il testo del ricorso da presentare nelle prossime settimane alla Corte di Giustizia Europea per un suo specifico pronunciamento relativamente alla spinosa questione della reperibilità “attiva” e dei meccanismi di compensazione del mancato riposo, in particolare quando ne sia lesa la sua continuità e consecutività.

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«Nel nuovo contratto, da poco firmato, abbiamo cercato di smontare una vera e propria penalizzazione per i medici introdotta, senza nessuna cautela, con una norma che prevede la reperibilità durante il riposo, il cosiddetto riposo ‘spezzatino’. Ma anche se nel nuovo contratto sono state inserite delle deroghe, vogliamo dalla Corte di Giustizia Europea uno specifico pronunciamento sulla spinosa questione della reperibilità ‘attiva’ e dei meccanismi di compensazione del mancato riposo» ha spiegato all’Adnkronos Salute lo stesso Palermo.

Ai  sensi del D.Lgs 133/2008 art. 4 comma 4, la chiamata in servizio durante la pronta disponibilità “sospende” il riposo e non lo “interrompe”. Questa interpretazione tutta “italiana” della norma giuridica è considerata, a giudizio di Anaao Assomed, ben lontana dalle premesse e dallo spirito della direttiva europea 2003/88/Ce nonché dai ripetuti pronunciamenti della Corte di Giustizia Europea. Per tali motivi l‘Anaao Assomed ha deciso di dare avvio alla procedura per un definitivo chiarimento della direttiva UE in materia.

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