Lavoro 15 Marzo 2018

Perché il paziente immigrato non mi guarda? Le differenze culturali che complicano il rapporto tra medici e stranieri

Ejaz Ahmad, giornalista pakistano e mediatore interculturale, è intervenuto al convegno “Migration: turning challenges into opportunities” organizzato da Dandelion e OIS Osservatorio Internazionale per la Salute Onlus presso la sede della Commissione UE a Roma: «Dalle medicine a base di alcol ai demoni dell’Islam, ecco le difficoltà che gli immigrati riscontrano negli ospedali e con i camici bianchi». Intanto, per aiutare i medici a conoscere l’identità culturale dei pazienti stranieri, nasce l’applicazione InterHealth App

Immagine articolo

«Le prime due cose che mi hanno chiesto quando sono arrivato in Italia sono state il cognome e la data di nascita. Beh, in Pakistan non avevamo né l’uno né l’altro». È la testimonianza di Ejaz Ahmad, giornalista pakistano e mediatore interculturale in Italia da 30 anni. Ed è solo uno degli esempi delle profonde differenze che emergono tra due Paesi lontani, geograficamente e culturalmente, come l’Italia ed il Pakistan. Differenze che inevitabilmente si riscontrano anche nel rapporto tra medici e pazienti immigrati.

«Un paziente musulmano non assumerà mai medicinali in cui è presente alcol o grasso di maiale», spiega ai nostri microfoni a margine del convegno “Migration: turning challenges into opportunities” organizzato da Dandelion e OIS Osservatorio Internazionale per la Salute Onlus. «Lo stesso discorso vale, ad esempio, per le supposte: quando gli spiego come vanno prese, generalmente le buttano via».

LEGGI ANCHE: MIGRANTI E SALVAGUARDIA SALUTE: OIS LANCIA IL SUO PIANO PER FORMAZIONE E SUPPORTO MEDICI

Ma non sono solo le medicine il problema; l’identità culturale di un paziente può influire anche sul rapporto che avrà con il medico: «In Pakistan – spiega Ahmad – si insegna ai bambini a non guardare mai in faccia gli insegnanti, i genitori e l’autorità, ma di parlare con loro guardando per terra. Dunque, quando un paziente non guarda il proprio medico è semplicemente perché ha rispetto dell’autorità, ma i medici italiani non lo sanno e non capiscono questo comportamento. È una piccola differenza ma può creare molti conflitti».

Lo stesso concetto di salute, d’altro canto, è diverso: la prevenzione non esiste «perché la sanità non è pubblica» e si va in ospedale «solo quando si è malati. Qualche giorno fa – racconta Ejaz Ahmad – ho incontrato 80 immigrati. Nonostante tutti potessero farne richiesta, solo due avevano la tessera sanitaria, proprio perché il rapporto che hanno con la salute è pessimo. Per non parlare della psicologia, nata in Europa e non efficace per gli immigrati di cultura diversa. Molte malattie e demoni, come i Jinn dell’Islam (figure soprannaturali della cultura musulmana, ndr) non sono conosciuti dagli psicologi italiani, e per questo per gli immigrati bisognerebbe sviluppare l’etnopsichiatria».

Cosa fare, allora, per avvicinare due mondi così distanti e per abbattere quel muro che impedisce a chi sta da un lato di capire e comunicare con chi sta dall’altro? «Con gli immigrati non bisogna lavorare solo con le medicine e i medici – risponde Ahmad -, ma bisogna conoscere la loro identità culturale. E per fare questo i medici devono uscire dagli ospedali, andare nelle comunità straniere presenti in Italia, parlare con loro, coinvolgerle e cercare di capirle; d’altro canto, bisogna anche spiegare agli immigrati come sono fatti i medici o gli infermieri italiani, quali sono le loro problematiche e le loro esigenze. Deve essere un rapporto reciproco, fluido, quello che si instaura tra medici ed operatori italiani e pazienti stranieri».

LEGGI ANCHE: I MIGRANTI CONOSCONO I LORO DIRITTI SANITARI? GERACI (CARITAS): «MANCA CONSAPEVOLEZZA. GRANDI LACUNE PER GOVERNANCE NAZIONALE E LOCALE»

Per aiutare i medici a comprendere meglio il modello culturale di riferimento dei loro pazienti, intanto, è nata IHApp, o InterHealth App, un’applicazione che, tramite una serie di domande, consente di tratteggiare il sistema di credenze del paziente relativo alla salute e alla malattia, spesso radicalmente diverso da quello occidentale. «L’applicazione – spiega Louis Ferrini, uno dei creatori del progetto – è stata sviluppata partendo da una teoria di Chrisman che individua tre tipi di culture: la personalistica, la naturalistica e quella dei germi. Il nostro progetto non insegna come curare il paziente, ma serve a sensibilizzare i medici e i professionisti sanitari e far loro capire che il paziente andrebbe trattato in modo diverso in base alla sua cultura. Se un immigrato credo che il responsabile della sua malattia è un’entità superiore, è molto difficile che accetti di assumere le medicine prescritte dal medico che gli permetterebbero di guarire, perché per lui l’entità superiore ha deciso che morirà e non farà niente per impedirlo. Chi è legato alla cultura naturalistica, poi, crede nel bilanciamento del corpo, quindi al caldo e al freddo, allo yin e allo yang, ad esempio. E il medico deve sapere come affrontarlo e cercare di trovare un modo per curarlo con le nostre conoscenze scientifiche», conclude. La versione beta dell’applicazione è disponibile gratuitamente on line ed è aperta a suggerimenti, feedback e proposte per renderla sempre più efficace ed utile a tutti i professionisti della sanità.

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Medici di Famiglia, FIMMG proclama stato di agitazione. Il segretario Scotti: «Defiscalizzazioni e ‘microteam’, aspettiamo risposte su ACN»
Il Segretario della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale rilancia le proposte del sindacato per chiudere l’Accordo collettivo nazionale: «Incominciamo a ragionare su un team di fiducia, che copre l’arco orario, dando le dovute risposte e smistando le varie richieste» spiega Scotti, che poi chiede anche la decontribuzione per l’assunzione del personale. E non esclude lo sciopero: «Se nessuno ci risponde ci faremo le vacanze»
di Diana Romersi e Giovanni Cedrone
Europee, Battiston (Pd): «Ogni anno via dall’Italia 300mila giovani. Fermare ‘fuga dei cervelli’»
Come? «Imitiamo gli altri paesi europei», ne è convinto l’ex presidente dell’Agenzia spaziale italiana in corsa alle Europee per il Partito democratico nella circoscrizione Nord est. «Nel prossimo programma quadro, il nono, 110 miliardi di euro, il 10% del totale del programma è destinato a ricerca e innovazione L’Italia può portare nel proprio sistema più soldi di quanto investe in alcuni settori»
Carenza specialisti, Foad Aodi (Amsi e Omceo Roma): «Meno 60mila specialisti nel 2025, investire sui giovani medici e stabilizzare i colleghi stranieri presenti in Italia»
Si parlerà anche della carenza di medici specialisti e di Medicina Generale, e delle possibili soluzioni, al tavolo tecnico di prossima istituzione presso il Ministero della Salute, che coinvolgerà la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) e l’Associazione Medici stranieri in Italia (Amsi), e che sarà dedicato a Sanità e […]
Migranti e salute: prevenzione, cura e false notizie. L’evento all’Ordine dei Medici di Palermo
Secondo i dati del Forum Sociale delle Migrazioni 2018, svoltosi in Mexico, una persona su sette sul pianeta è migrante, avendo sperimentato una qualche forma di mobilità umana. Nel passato le migrazioni erano favorite, in Italia dal sud verso le industrie del Nord, e similmente in altre parti del mondo che soffrono denatalità e scarsa […]
Salute e migrazione, la FNOMCeO presenta il corso ECM per curare e prendersi cura. Anelli: «Nessuno va trascurato»
Il corso è disponibile gratuitamente per tutti i medici italiani ed è stato realizzato con la collaborazione di Sanità di Frontiera OIS, presieduta da Francesco Aureli: «La salute e il benessere dei migranti devono procedere di pari passo con la salute e il benessere della comunità ospitante»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Lo psicologo di famiglia è un diritto riconosciuto dalla legge. Alle Regioni il compito di trovare accordi con gli MMG

La norma inserita nel Dl Calabria. Lazzari (Cnop): «Gli psicologi saranno al servizio dei cittadini anche nell’ambito delle cure primarie, accanto ai medici di medicina generale ed ai pediatri di l...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Contratto medici e unificazione fondi: ecco cosa sta succedendo all’Aran

Il nuovo pomo della discordia è l’unificazione dei fondi della dirigenza medica, sanitaria non medica e delle professioni sanitarie. Palermo (Anaao-Assomed): «A guadagnarci sono i medici». Quici ...
Salute

Boom di denunce per “malpractice”, i chirurghi non ci stanno: «Nessuno vuole fare più questo mestiere»

Dei 35mila procedimenti che si aprono ogni anno oltre il 90% si risolvono in un nulla di fatto. Il Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), Filippo La Torre: «Serve legge che regoli la m...