Lavoro 30 Novembre 2022 15:37

Ottici e oculisti, una nuova alleanza per il benessere e la salute dell’utenza

Complice il decreto 92/2018, il profilo ed il percorso professionale di ottici e optometristi si arricchisce di nuove potenzialità

Ottici e oculisti, una nuova alleanza per il benessere e la salute dell’utenza

Ottici ed optometristi ad un potenziale punto di svolta per la loro carriera. A segnare questo cambio di passo potrebbe essere proprio il decreto del 24 maggio 2018 n°92, che disciplina il curriculum formativo delle due figure professionali, e che avrà effetto al termine dell’anno scolastico 2022/2023. La posta in gioco? Riguarda anche i cittadini, perché si tratta di una normativa che potrebbe configurare una prospettiva convergente nel lavoro di ottici e oculisti a fini di prevenzione. Il tema è stato anche affrontato di recente durante il XXIV Congresso Interdisciplinare di ottica, optometria, oftalmologia dell’Istituto Zaccagnini, con focus particolare sul nuovo “taglio” che potrebbe assumere il negozio di ottica ed il professionista al suo interno.

Una grande opportunità per ottici e optometristi

Ma quali ricadute ci saranno per gli utenti che si rivolgono ai negozi di ottica in uno scenario in cui il bisogno di salute è aumentato, i difetti della vista e le patologie dell’occhio sono in crescita e la necessità di dispositivi e ausili di correzione è in aumento?

«Il Decreto segna una svolta importante per gli ottici, che compiono un salto di qualità con il rafforzamento delle conoscenze in optometria e di importanza nel rapporto con il medico e il cliente ametrope/paziente – spiega Giorgio Righetti, direttore di Istituto Zaccagnini -. Questo decreto, quindi, è un’opportunità e, se ben applicato, è un’occasione per contribuire al miglioramento dell’“azione sanitaria” complessiva per i cittadini. Oggi – continua Righetti – le figure dell’ottico e dell’ottico specializzato in optometria possono trovare spazio in una più avanzata concezione del negozio specializzato di ottica, che si avvia a diventare un centro servizi della visione, in grado di consigliare e orientare gli utenti, anche al fine della prevenzione, e di assisterli nel tempo personalizzando lenti a contatto e occhiali su misura, per esempio nel caso di bambini, adulti affetti da cheratocono o da altre patologie specifiche, anziani, ipovedenti, soggetti che hanno subito un intervento agli occhi o che necessitano di training visivo».

Share-care per prevenzione e cura dei pazienti

Su quali siano i disturbi e le patologie oculari sulle quali potrebbe impostarsi una share-care, soprattutto in fase di prevenzione e quindi pre-diagnostica, ci ha risposto Luigi Fontana, Direttore Scuola di Specializzazione Oftalmologia, Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell’Università di Bologna.

«I punti di comune contatto tra ottici e oculisti sono molteplici. Pur rimanendo nel rispetto di quelli che sono gli attuali confini operativi di ciascuna professione, il sospetto di una patologia oculare scaturito durante un esame di valutazione della capacità visiva e della migliore correzione deve indurre l’ottico a consigliare al paziente di eseguire una visita oculistica specialistica. L’esame della vista con e senza correzione e l’esame refrattometrico – prosegue Fontana – possono portare al sospetto di sviluppo di opacizzazione dei mezzi diottrici tra cui più comunemente l’insorgenza della cataratta. L’esame della vista può suggerire molto di più. In particolare, la valutazione della regolarità delle mire corneali è in grado di fare sospettare la presenza o lo sviluppo di alterazioni patologiche della curvatura corneale tra cui il cheratocono, la cui diagnosi precoce può consentire l’arresto dello sviluppo della malattia allo stadio refrattivo evitando il trapianto di cornea. Oggigiorno – conclude – il crosslink corneale è in grado di fermare l’evoluzione del cheratocono nella grande maggioranza dei pazienti trattati».

 

 

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