Lavoro 13 Febbraio 2018

Odontoiatria, la “Cenerentola” del Ssn. Iandolo (FNOMCeO): «Oltre 90% delle prestazioni è privato. Contrastare low cost e abusivismo»

Il neo Presidente della Commissione Albo Odontoiatri della Federazione degli Ordini spiega ai nostri microfoni il programma del suo mandato: «Necessario unificare i 21 sistemi sanitari regionali e puntare su odontoiatria sociale e formazione ECM»

Immagine articolo

Qualcuno la considera la “Cenerentola” del Servizio sanitario nazionale italiano. Ed effettivamente, se calcoliamo che «tra il 90 e il 95% delle prestazioni odontoiatriche sono eseguite da privati», resta un misero 5% che con ogni probabilità non è sufficiente a garantire un servizio di qualità a tutti. Per contrastare questa deriva Raffaele Iandolo, nuovo Presidente della Commissione Albo Odontoiatri della FNOMCeO, punta sull’odontoiatria sociale («che va gestita dallo Stato e va rivolta alle classi più deboli») anche in contrasto alle catene lowcost che «chiedono poco e spesso non garantiscono una prestazione adeguata». Sanità Informazione ha intervistato il Presidente Iandolo per parlare di questo ed altri problemi, oltre che per avere un’idea di cosa ci aspetta nei prossimi anni nel settore odontoiatrico.

LEGGI ANCHE: IL FUTURO DELL’ODONTOIATRIA MONDIALE PARLA ITALIANO: SI CHIAMA GIUSEPPE CICERO ED È STATO PREMIATO DA FORBES…

Presidente Iandolo, in molti sostengono che l’odontoiatria sia la cenerentola del Ssn italiano, se ne dibatte molto anche in questa campagna elettorale. Lei cosa pensa di questa considerazione?

«Il discorso è molto semplice, perché i dati da questo punto di vista rivelano una realtà esistente che non si può negare: più del 90%, se non il 95%, delle prestazioni eseguite in Italia in campo odontoiatrico sono private. Per questo solo il 5% circa viene effettuato dal sistema pubblico. Parlare di Cenerentola quindi ha un senso, soprattutto in alcune realtà in cui le risorse sono rivolte verso altri settori della medicina. Questo però non toglie che ci sia la possibilità in alcune realtà di investire risorse soprattutto per quanto riguarda l’odontoiatria sociale, la quale va gestita da parte del pubblico e va rivolta alle classi socialmente deboli».

Negli ultimi 10 anni in Italia, così come nel resto d’Europa, sono nate catene lowcost che si occupano proprio di cure odontoiatriche…

«Esistono delle situazioni a macchia di leopardo, ma in linea di massima è evidente come le catene lowcost privilegino l’aspetto commerciale dell’odontoiatria. Tutto ciò senza dubbio non va nella direzione della tutela della salute del paziente. Su questo aspetto abbiamo molto da dire perché non sempre pagare di meno significa avere in cambio una prestazione di qualità, e di questo anche l’associazione dei consumatori comincia ad esserne consapevole. Anzi, spesso pagare meno significa non avere una prestazione adeguata rispetto alle esigenze del paziente».

Quali sono le direttrici del suo mandato, le criticità da affrontare e superare e i progetti da realizzare?

«Abbiamo sicuramente molti problemi da risolvere. Uno dei principali è quello di capire come fare per uscire da una crisi che negli ultimi anni è diventata sempre più pressante. Per quanto riguarda gli aspetti più commerciali, l’Ordine può fare poco perché il suo ruolo è, più che altro, quello di custode dell’esercizio professionale corretto e del rapporto professionale tra professionista e pazienti. Quindi sicuramente la tutela del paziente è ai primi punti per ciò che riguarda il nostro programma. In particolare, tra i progetti che abbiamo intenzione di portare a conclusione in questi anni c’è quello di ripristinare regole comuni su tutto il territorio nazionale per quel che riguarda l’esercizio professionale. In sostanza, invece di 21 sistemi di regole diverse in rapporto alle 20 regioni, più le province a statuto speciale, vorremmo che la sanità italiana si uniformasse. Per fare questo c’è bisogno di un atto di indirizzo e coordinamento da parte della politica che aspettiamo ormai da troppi anni. Altro aspetto che voglio sottolineare, perché molto importante per quel che riguarda l’attualità, è la disciplina della pubblicità sanitaria. La pubblicità sanitaria non può essere trattata come se fosse pubblicità commerciale. Ci vuole l’intervento del legislatore perché ogni volta che si danno informazioni false sulla sanità si rischia di far del male ai pazienti, a volte anche con conseguenze gravissime».

L’abusivismo è diventato negli ultimi anni un problema molto grande. Come intende muoversi la Commissione che presiede?

«Prima di tutto va detto che l’abusivismo in campo odontoiatrico esiste quasi esclusivamente in Italia, se facciamo riferimento al mondo occidentale. È un problema solo italiano perché probabilmente è stato combattuto poco e male. Abbiamo oggi uno strumento in più: dal 15 febbraio entrerà in vigore la legge Lorenzin per il riordino delle professioni sanitarie che contiene, tra le altre cose, nuove norme per quanto riguarda la lotta all’abusivismo. Ci auguriamo che con la collaborazione delle forze dell’ordine e anche della magistratura questo strumento possa essere effettivamente efficace rispetto all’abusivismo, sia nei confronti degli abusivi veri e propri che non sono nostri iscritti ma anche dei nostri iscritti che possono favoreggiare l’esercizio abusivo della professione».

Il Progresso scientifico e medico è sempre più veloce e costante. Quanto è importante anche per gli odontoiatri formarsi e tenersi aggiornati sulle ultime novità?

«Diciamo che, più che importante, per noi è un obbligo deontologico contenuto nel nostro codice, e che dunque va rispettato da tutti i nostri iscritti. Oltre all’obbligo puro e semplice, esiste una questione legata al rapporto con il paziente e bisogna essere all’altezza con i tempi e con il progresso scientifico se si vuole attuare nel proprio studio una prestazione professionale qualitativamente all’altezza dei tempi che viviamo e delle aspettative del paziente».

LEGGI ANCHE: IL DDL CONCORRENZA È LEGGE. ECCO COSA PREVEDE E QUALI SONO LE POSIZIONI DI ODONTOIATRI E FARMACISTI

Articoli correlati
SSN e odontoiatria, Pergola (Cisl Medici Lazio): «Avvilente non poter dare la dentiera ad anziani con basso reddito»
«Nel pubblico è prevista un'esenzione completa per le cure e per le estrazioni, però quando si arriva alle protesi il costo medio si aggira sugli 800 euro. Purtroppo esistono pazienti con 500 euro di pensione. Non sono previsti bonus o rateizzazioni, non c'è modo per aiutarli»
di Vanessa Seffer, Uff. stampa Cisl Medici Lazio
Microteam e multidisciplinarietà: le idee di medici e infermieri per la medicina territoriale
In audizione al Senato, sia la Federazione degli Ordini dei Medici che quella degli Infermieri hanno presentato le loro idee per rispondere alla domanda di salute presente e futura del Paese
FNOMCeO: «Tra i medici si torna a morire per Covid». Due vittime in pochi giorni
Il presidente Anelli invita a usare l'esperienza come un insegnamento. I medici morti per Covid lavoravano a Napoli e Roma. Nursing Up protesta contro i nuovi contagi tra infermieri: 10 in 72 ore
Anelli (FNOMCeO): «I cittadini dovrebbero seguire un auto-lockdown gentile»
Il presidente FNOMCeO: «Piccole rinunce sono ora un grande strumento per ridurre il contagio. Usiamo strumenti per restare sociali ma non usciamo»
La Giornata del personale sanitario e socio-sanitario sarà il 20 febbraio
Via libera della Camera per onorare «il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio degli operatori sanitari e sociosanitari nel corso della pandemia da coronavirus». Grande soddisfazione da parte di FNOMCeO e FNOPI
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 27 ottobre, sono 43.514.678 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.159.708 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 26 ottobre: Ad oggi in I...
Contributi e Opinioni

«Tamponi Covid sui bambini: troppe prescrizioni che non tengono conto dei rischi intra-procedurali»

di prof. Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche all’Università degli Studi di Firenze
di Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche, Università di Firenze
Salute

Covid-19, chi sono e cosa devono fare i contatti stretti di un positivo? Il vademecum del Ministero della Salute

In quali casi si può parlare di "contatto stretto"? Il Ministero della Salute spiega tutte le possibili situazioni in cui ci si può trovare