Lavoro 12 dicembre 2017

Medici in piazza: «La sanità chiude un giorno per non chiudere per sempre» così lo slogan della manifestazione dei camici bianchi

«Sono al fianco dei medici» lo ribadisce il Ministro della Salute nella giornata dello sciopero nazionale di 24 ore proclamato per protestare contro l’insufficienza del finanziamento previsto per il Fondo sanitario nazionale 2018

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Sospesi 40.000 interventi chirurgici, centinaia di migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche, questo l’effetto dello sciopero dei medici e veterinari del Servizio Sanitario Nazionale in programma per oggi: lo afferma Anaao Assomed, sottolineando che lo slogan della giornata sarà «la sanità chiude un giorno per non chiudere per sempre».
«Cresce il divario tra chi può curarsi pagando e chi no. Ormai si declina il diritto alla salute in base alla residenza e la distanza tra Bolzano e Napoli si può esprimere in 700 km o in 4 anni di aspettativa di vita. E’ la situazione – spiega il sindacato in una nota – che la legge di bilancio 2018 nemmeno prende in considerazione».

Anaao spiega che «è chiamato allo sciopero chi vive da anni una condizione lavorativa caratterizzata da mancato rispetto delle pause e dei riposi, milioni di ore di lavoro non retribuite e non recuperabili, ferie non godute, turni notturni ad una età alla quale tutte le categorie, pubbliche e private, sono esonerate, reperibilità oltre il dettato contrattuale su più ospedali contemporaneamente, aumento dei carichi di lavoro festivi e notturni, progressioni di carriere rarefatte, livelli retributivi inchiodati al 2010 con perdite calcolate fino ai 50.000 euro per i giovani ed i livelli apicali. Una stangata senza eguali».

«Sono assolutamente a fianco dei medici italiani – ha dichiarato il Ministro Lorenzin all’Ansa -. Ci sono due problemi: uno è quello dello sblocco del turnover che credo abbiamo seriamente contribuito a risolvere. Con i piani ospedalieri presentati dalle Regioni – aggiunge – abbiamo dato il via a migliaia di assunzioni nuove. Ovviamente le Regioni ora devono fare i concorsi, devono farli in tempi brevi perché altrimenti questo lavoro rischia di appesantire e di rallentare. Poi c’è tutto il tema del rinnovo del contratto che non è un tema che gestisce il ministero della Salute ma io spero che riusciremo comunque a dare una mano per sostenere la buona causa dei medici ospedalieri in primis».

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