Lavoro 7 Giugno 2022 15:43

Mamme e future mamme in corsia, con l’indennità e i sussidi la gravidanza è più serena

Aiuti e agevolazioni previsti anche per le studentesse. E per le libere professioniste l’importo raddoppia

Mamme e future mamme in corsia, con l’indennità e i sussidi la gravidanza è più serena

La carriera o la maternità? È un bivio cui si trovano davanti tante giovani donne le quali, dopo anni di studi e specializzazioni, vorrebbero conciliare al meglio la sfera professionale e quella familiare. Per supportare le mamme (o future mamme) in camice bianco, l’Enpam ha previsto una serie di tutele e garanzie: dall’indennità di maternità (prevista anche in caso di aborto spontaneo o terapeutico dopo il terzo mese di gravidanza) ai sussidi per il primo anno di vita del bambino o di ingresso del minore in famiglia (in caso di adozione). Come si legge sul sito della Fondazione, per avvalersi di questi aiuti non è necessario astenersi dall’attività professionale, fatta eccezione per l’indennità in caso di gravidanza a rischio. È inoltre prevista la possibilità di coprire gli eventuali periodi privi di contribuzione dovuti alla possibile sospensione dell’attività professionale.

Esaminiamo nel dettaglio gli istituti previsti dall’Enpam a sostegno della genitorialità.

Indennità di maternità. Cos’è e chi ne ha diritto

L’Enpam – si legge sulla pagina dedicata – assicura un’indennità economica che copre i due mesi precedenti il parto e i tre mesi successivi, che viene erogata indipendentemente dall’effettiva astensione dall’attività professionale. Hanno diritto all’indennità:

  • tutte le professioniste iscritte all’Ordine purché non siano tutelate da altre gestioni. L’Enpam integra comunque le prestazioni che non dovessero arrivare al minimo assicurato;
  • le iscritte al corso di formazione in Medicina generale;
  • le specializzande per i periodi eventualmente non coperti dalla borsa di specializzazione (se il parto avviene al termine del periodo di formazione oppure quando la specializzanda ha già fatto 12 mesi di assenza per maternità o malattia).

Hanno diritto al sussidio (invece che all’indennità) le studentesse del quinto/sesto anno di corso di Medicina e Odontoiatria iscritte all’Enpam. Per avere diritto all’importo integrale del sussidio è necessario che la studentessa si sia iscritta prima di essere diventata mamma.

L’importo dell’indennità di maternità

L’importo dell’assegno – come spiegato sul sito della Fondazione – corrisponde all’80 per cento di 5/12 del reddito professionale che l’iscritta ha denunciato ai fini fiscali nel secondo anno precedente alla data del parto (considerando il parto effettivo e non la data presunta del parto). È comunque previsto un assegno minimo, garantito a tutte le dottoresse anche in assenza di redditi, e un importo massimo.

L’importo del sussidio di maternità per le studentesse, invece, viene stabilito dal Consiglio di amministrazione dell’Enpam con Bando annuale.

I sussidi per il bambino: di cosa si tratta e chi ne usufruisce

Nel corso del primo anno di vita del bambino o di ingresso del minore in famiglia (in caso di adozione o affidamento) – si legge sul sito Enpam – è possibile usufruire di un sussidio aggiuntivo rispetto all’indennità di maternità. La misura in questione ha l’obiettivo di sostenere le spese necessarie per il “nuovo arrivato”, e viene concessa una sola volta per ogni figlio. La domanda va presentata secondo i termini previsti dal bando che il Consiglio di amministrazione delibera ogni anno, e possono presentarla le iscritte (anche laureande) che:

  • hanno dichiarato ai fini dell’Irpef un reddito lordo annuo medio degli ultimi tre anni, di qualsiasi natura e dell’intero nucleo familiare, non superiore a 8 volte il trattamento minimo Inps dell’anno in corso. Il reddito superiore è incrementato di un importo pari al trattamento minimo Inps per l’anno in corso per ogni componente il nucleo familiare, escluso il richiedente.
  • sono in regola con il pagamento dei contributi previdenziali.

L’importo del sussidio bambino

La somma di tale erogazione viene stabilita annualmente dal Consiglio di amministrazione. Inoltre, l’importo raddoppia per le libere professioniste.

 

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