Lavoro e Professioni 3 Aprile 2023 11:34

Malasanità, il medico c’entra solo 3 volte su 10. Ortopedia la branca più a rischio

Presentati i risultati dell’indagine Eurispes in collaborazione con Enpam e il Tribunale di Roma, per una prima valutazione sull’impatto della Legge Gelli
Malasanità, il medico c’entra solo 3 volte su 10. Ortopedia la branca più a rischio

Sono stati presentati nei giorni scorsi a Roma i risultati della ricerca intitolata “La legge Gelli-Bianco e l’accertamento tecnico preventivo. Un primo bilancio sull’accertamento della responsabilità sanitaria nel Tribunale di Roma”, realizzata dall’Eurispes in collaborazione con la XIII sezione del Tribunale di Roma, l’Enpam e lo studio legale Di Maria – Pinò.

L’indagine sulla responsabilità professionale in sanità

L’indagine è stata svolta su 1.380 accertamenti tecnici svolti dal 1° aprile 2017 (data di entrata in vigore della Legge Gelli – Bianco) al 31 dicembre 2021 da parte della XIII sezione del Tribunale di Roma, composta da 16 magistrati che si occupano in via esclusiva di responsabilità professionale. In questo ambito, la responsabilità sanitaria riguarda circa l’85/90% del totale dei casi. Inoltre, il Tribunale di Roma è quello che da solo tratta il 35% delle cause di responsabilità medica e delle strutture sanitarie in Italia, rendendo i risultati dell’indagini ben rappresentativi del dato nazionale.

La Legge Gelli e la medicina difensiva

L’indagine ha innanzitutto permesso di valutare l’impatto iniziale della Legge Gelli riguardo agli Accertamenti tecnici preventivi volti alla conciliazione della lite. La Legge Gelli, infatti, nasceva con l’obiettivo, tra gli altri, di porre un freno al dilagare della medicina difensiva, posta in essere dagli operatori sanitari nei confronti dei pazienti al fine di prevenire contenziosi civili e penali a danno del medico stesso e/o della struttura sanitaria, e che grava sul SSN per circa 10 miliardi all’anno.

Medici coinvolti in 3 casi su 10

Dalla ricerca emergono molti dati significativi. In primis, su 1.380 Atp esaminati, il coinvolgimento personale dei medici riguarda solo il 29,7% dei casi. Questo significa che su 10 accertamenti per malasanità, solo 3 chiamano direttamente in causa i medici. Tuttavia, nel 65,3% dei casi gli Atp si concludono positivamente per il paziente, e nel 31,1% dei casi si concludono invece positivamente per la struttura. Questo significa che in 2 casi su 3 risulta effettiva la responsabilità professionale della struttura o del medico. Infine, i dati dicono che nel 29% degli Atp vi è stato il coinvolgimento dell’assicurazione.

Ortopedia e strutture pubbliche più a rischio contenziosi

Per quanto riguarda le branche specialistiche più coinvolte nei contenziosi, al primo posto troviamo Ortopedia con il 16,3%, seguita da Chirurgia con il 13,2%, e Infettivologia con l’11,7%. Questi tre settori, da soli, costituiscono il 41,2% degli Atp. Per quanto riguarda la tipologia di convenuto, invece, questo risulta nel 40,4% delle volte una struttura pubblica, nel 36,1% dei casi una struttura privata, e nell’11% dei casi un medico persona fisica o assicurazione. Il documento non manca di sottolineare la presenza, in alcuni casi, di criticità che riguardano il funzionamento delle strutture piuttosto che una responsabilità dei medici, e che la lotta alla medicina difensiva dovrà passare necessariamente per interventi mirati ad informare correttamente i cittadini sulla efficacia degli interventi sanitari e a ripristinare il rapporto di fiducia medico-paziente.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

“A cena con la SLA”: la videoserie che racconta le sfide della disfagia

Per tre pazienti su quattro, la malattia porta anche la disfagia, la difficoltà a deglutire, che può compromettere il piacere del cibo e il momento conviviale dei pasti. La videoserie na...
di I.F.
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Advocacy e Associazioni

Caregiver familiari, approvato il disegno di legge dal Consiglio dei Ministri

Tutele, riconoscimento e risorse per chi si prende cura dei propri cari
di Redazione