Lavoro 8 Giugno 2021 10:02

«La SIP diventi la casa madre della pediatria». Intervista alla neo-presidente Annamaria Staiano

«Vaccinare contro il Covid-19 i ragazzi di 12-15 anni per raggiungere prima l’immunità di gregge. Pediatra di libera scelta garantisce ambiente familiare e maggiori rassicurazioni»

di Federica Bosco
«La SIP diventi la casa madre della pediatria». Intervista alla neo-presidente Annamaria Staiano

Prima donna alla guida della Società italiana di pediatria, ma non per soddisfare le quote rosa.  Annamaria Staiano, neoeletta presidente della SIP, crede nella parità di genere, nella professionalità che l’ha portata ad essere tra i principali esperti a livello internazionale di gastroenterologia e nutrizione pediatrica ed è favorevole ai vaccini anti-Covid per la fascia di età 12-15 anni.

«Sebbene le manifestazioni da Covid-19 in quella età siano lievi, ci sono tanti effetti indiretti che i bambini possono avere nel corso dell’infezione, in particolare problemi di tipo neuropsichiatrico. D’altra parte – aggiunge – vaccinare questa fascia di età significa raggiungere più precocemente l’immunità di gregge e quindi evitare lo sviluppo di nuove varianti».

Pediatri fondamentali nelle vaccinazioni degli adolescenti

In particolare, Staiano pone in evidenza il ruolo dei pediatri di libera scelta che saranno coinvolti in prima persona nella vaccinazione. «Si tratta di una scelta che reputo importante perché le famiglie e i bambini stessi possono trovare un ambiente famigliare ed essere quindi rassicurati su tanti quesiti».

In futuro riorganizzazione della pediatria territoriale e più formazione

Incentivare dunque il rapporto di fiducia tra pediatra, bambino e famiglia: con questo principio Annamaria Staiano guarda al dopo Covid con l’obiettivo di un ritorno alla normalità, mentre punta sulla riorganizzazione della pediatria territoriale e sulla formazione.

«La Società italiana di pediatria dovrà rappresentare la casa madre della pediatria, aperta a tutti coloro che siano desiderosi di contribuire al riassetto organizzativo. Quindi è necessario, in futuro, considerare il bambino con una visione olistica, un tutt’uno tra salute, educazione e contesto sociale».

La ricetta della nuova Presidente di SIP per arrivare all’obiettivo passa da una stretta connessione tra pubblico e privato. «Tutti i servizi sanitari e educativi, privati e pubblici, dovranno integrarsi per contribuire alla salute del bambino nel suo ambiente, tenendo conto del suo sviluppo psicofisico e di tutti quegli elementi che contribuiscono alla centralità del bambino».

 

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