Lavoro 7 Aprile 2020

Infermieri nel mondo, pubblicato il rapporto 2020. L’OMS: «Creare 6 milioni di posti di lavoro entro il 2030»

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’emergenza Coronavirus ha dimostrato che «ora più che mai il mondo ha bisogno che gli infermieri lavorino al massimo della loro istruzione e formazione»

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato l’ultimo rapporto sullo stato dell’assistenza infermieristica. E lo fa in un momento in cui il mondo intero è testimone di un impegno senza precedenti dei governi di tutti i Paesi per garantire la tenuta dei vari sistemi sanitari. Fondamentale, in questo quadro generale, risulta la figura dell’infermiere: «Ora più che mai – si può leggere nel documento dell’OMS – il mondo ha bisogno che gli infermieri lavorino al massimo della loro istruzione e formazione».

Ma se da un lato il rapporto mette in risalto diversi aspetti su cui «festeggiare», si continuano a vedere «nella distribuzione del personale infermieristico nel mondo». Per questo motivo c’è ancora molto da fare e l’anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica (quale è, per l’appunto, il 2020) cade nel momento giusto. Secondo l’OMS infatti è necessario che i governi e tutte le parti interessate intervengano fattivamente su tre diversi aspetti.

LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS, LETTERA DI NURSING UP A SILERI: «INDENNIZZI PER INFERMIERI E PERSONALE SANITARIO IMPEGNATO NELL’EMERGENZA COVID»

  • Investire nella massiccia accelerazione dell’educazione infermieristica (facoltà, infrastrutture e studenti) per rispondere alle esigenze globali, soddisfare la domanda interna e rispondere all’evoluzione delle tecnologie e all’avanzamento dei modelli di assistenza sanitaria e sociale integrata;
  • Creare almeno 6 milioni di nuovi posti di lavoro infermieristico entro il 2030, principalmente nei Paesi a basso e medio reddito, per compensare le carenze previste e rimediare alle iniquità di distribuzione del personale infermieristico in tutto il mondo;
  • Rafforzare la leadership infermieristica per fare in modo che gli infermieri abbiano un ruolo influente nella formulazione e nel processo decisionale della politica sanitaria, e contribuire all’efficacia dei sistemi sanitari e di assistenza sociale.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità «tutti i Paesi possono agire a sostegno di questa agenda». La maggior parte di loro «può farlo con le proprie risorse», mentre per quelli che richiedono assistenza da parte della comunità internazionale è necessario «dirigere una quota crescente di capitale umano e investimenti nell’economia della sanità e dell’assistenza sociale». Questi investimenti possono anche guidare il progresso attraverso «obiettivi di sviluppo sostenibile, con dividendi per equità di genere, emancipazione economica delle donne e occupazione giovanile».

LEGGI IL RAPPORTO COMPLETO DELL’OMS

MANGIACAVALLI (FONPI): «IL NOSTRO FINE E’ LA SALUTE DEI CITTADINI»

«Il nostro fine – commenta il presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche Barbara Mangiacavalli– è assistere i pazienti, individuarne le necessità ed essergli vicini, incidere nel processo organizzativo e decisionale del sistema e dare risposte mirate alle contingenze economiche e ai bisogni che emergono dall’attuale scenario demografico ed epidemiologico. E nella pandemia lo stiamo dimostrando: tra gli infermieri c’è il maggior numero di operatori sanitari positivi a COVID (circa il 52%). Tra gli infermieri c’è chi muore di COVID per assistere ed essere vicino ai pazienti, ma lo fa comunque senza il minimo tentennamento. Tra gli infermieri il principio è uno solo: prendersi cura, perché il loro obiettivo assoluto è la salute di tutti».

 

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