Lavoro 25 luglio 2018

Fondazione Ime, la protesta dei lavoratori: «Chiusura ingiustificabile. A rischio anche il diritto alle cure di molti pazienti da tutto il mondo»

“Ricollocazione”: è questa la richiesta unanime dei professionisti dell’Istituto Mediterraneo di Ematologia che, dopo 15 anni di prestigiosa attività di cooperazione sanitaria internazionale, rischia la chiusura. Lavoratori chiedono un incontro con le Istituzioni

di Isabella Faggiano

Medici, infermieri, tecnici e impiegati amministrativi. All’Ime, l’Istituto Mediterraneo di Ematologia, sono tutti a rischio. Il destino di trenta professionisti è appeso ad un filo. Una situazione che mette in bilico non sono le famiglie dei lavoratori, che dovranno tirare avanti senza uno stipendio a fine mese, ma anche la salute di tanti piccoli pazienti a cui saranno negate le cure». È Marco Porciello, Infermiere dell’Ime, rappresentante sindacale aziendale della Cisl Fp, a descrivere le inevitabili conseguenze della definitiva chiusura dell’Istituto.

Oggi, i lavoratori dell’Ime sono scesi in piazza, davanti al ministero della Salute, per protestare contro “l’ingiustificabile” chiusura dell’Istituto e per chiedere ai ministeri soci della Fondazione – ministero della Salute, degli Esteri e Mef –  e alla Regione Lazio, di impegnarsi affinché tutti questi professionisti possano essere ricollocati altrove.

Il no al licenziamento è unanime: la manifestazione ha ricevuto il sostegno di Cgil Fp Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio, Uil Fpl Roma e Lazio, Cisl Medici, Uil Medici e Anaoo Assomed. «Ministeri e Regione Lazio – hanno sottolineato i sindacati – hanno improvvisamente deciso di cancellare un Istituto prestigioso con all’attivo 320 trapianti allogenici di piccoli pazienti, provenienti da 39 paesi».

La chiusura dell’Ime non avrebbe conseguenze solo sulle operazioni di trapianto: «l’Istituto Mediterraneo di Ematologia – ha spiegato Marta Barbagallo,  impiegata amministrativa dell’Ime e rappresentante sindacale aziendale della Cisl fp – è un’eccellenza anche nel campo della formazione. Da 15 anni prepara al meglio professionisti provenienti da ogni parte del mondo».

Ma non è tutto: Ime significa anche accoglienza. «L’Istituto – ha continuato Barbagallo – è un vero strumento di politica estera.  Grazie a numerose cooperazioni sanitarie internazionali abbiamo accolto bambini malati, soprattutto del medio-oriente, fornendo non solo cura, ma anche una presa in carico totale del paziente e della sua famiglia».

Una missione che l’Istituto ha cercato di portare avanti fin dalla sua fondazione.  Quegli anni, Michela Ribersani, ematologo dell’Ime e rappresentante Anaoo Assomed, li ricorda bene: «l’Istituto è stato inaugurato nel 2003 ed io ho cominciato a lavorarvi immediatamente dopo la mia specializzazione, nel 2006. Sono stati investiti moltissimi soldi pubblici per lo sviluppo di un progetto ambizioso che è diventato realtà. È stato un punto di riferimento nazionale ed internazionale per le cure delle malattie ematologiche, grazie alla collaborazione delle università romane Torvergata e Sapienza. Ma purtroppo, ancora una volta, questi investimenti si sono trasformati in uno spreco di denaro: soldi pubblici utilizzati anche per formare delle professionalità che ora verranno gettate via».

La protesta di questa mattina è solo l’ennesimo tentativo di dialogo con le Istituzioni:«la mobilitazione dei lavoratori dura già da qualche mese – ha spiegato Marta Barbagallo – Le procedure di licenziamento sono state avviate il 29 maggio e dovrebbero terminare entro la metà di agosto, con l’invio delle lettere di licenziamento».

E se il peggio dovesse davvero accadere, per alcuni sarebbe solo l’epilogo di una catastrofe annunciata: «oggi a rischio ci sono 30 posti di lavoro – ha continuato Marco Porciello – ma soltanto due anni fa di professionisti all’Ime se ne contavano almeno settanta. La metà di questi, nel corso degli ultimi 24 mesi, ha cercato lavoro altrove, proprio temendo un licenziamento collettivo. E pur di non affrontare quel calvario con cui noi oggi stiamo facendo i conti e che ci ha portato a manifestare in piazza, hanno preferito posti di lavoro a tempo determinato, accettando il precariato come compromesso».

Una sorte diversa, più  fortunata, invece, pare sia toccata ai tecnici ed ai biologi del laboratorio di immunogenetica dell’Ime: «abbiamo appreso – ha commentato Marta Barbagallo – che gli otto dipendenti del laboratorio hanno ottenuto un nuovo lavoro all’ospedale Bambino Gesù, dal prossimo primo agosto».

In altre parole, sono stati “ricollocati”. Ed è questa l’opportunità che vorrebbero avere tutti gli altri lavoratori. «Lotteremo fino alla fine per il riconoscimento dei nostri diritti professionali e, se necessario – ha concluso Barbagallo – torneremo di nuovo in piazza».

Articoli correlati
Trapianti, calano liste di attesa ma ancora forti differenze nord-sud. In Toscana il maggior numero di donatori
I dati contenuti nel report del Centro nazionale trapianti. Il 14 aprile si svolgerà la giornata nazionale 2019 per la donazione degli organi
Dissezione su cadavere, l’eccellenza all’università di Bologna: 400 metri quadri al servizio di studenti, chirurghi e ricercatori
L’Italia ferma ad un Regio Decreto del 1933. Ad ottobre 2018, Pierpaolo Sileri (M5S) ha presentato un disegno di legge in tema disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica
di Isabella Faggiano
Neoplasie ematologiche, 33mila italiani colpiti ogni anno da tumore del sangue, ma mortalità ridotta grazie a nuove terapie
I maggiori esperti di fama internazionale nel campo dell’ematologia oncologica e non riuniti a Bologna dal 14 al 16 febbraio per presentare tutte le novità e i progressi livello biologico e terapeutico, in tema di linfomi, CAR-T cell, leucemie acute, leucemia linfatica cronica, mielodisplasie e mieloma multiplo
Accademia dei pazienti-Eupati Italia, il paziente “esperto” affianca il medico nel percorso terapeutico
Informazione, formazione e competenza: un paziente preparato e consapevole supporta il professionista sanitario con la sua esperienza diretta di malattia, veicola le necessità degli altri ed aiuta ad arginare il fenomeno della disinformazione in salute
San Valentino, le tecniche antistress che salvano l’amore: una vita di coppia sana passa anche dalla regola delle tre “C”
La dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista: «Consapevolezza, conoscenza e coscienza per stare bene con se stessi e con il partner. Così lo stress da nemico diventa alleato». On line il primo ebook "Antistress: teoria e pratica”
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, c...
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...