Lavoro 30 Ottobre 2020 14:32

Da FNOMCeO e SIAARTI le linee guida per l’accesso in terapia intensiva in caso di crisi

Il documento congiunto che aiuterà i medici nelle eventuali tragiche scelte sull’accesso in terapia intensiva in situazione di crisi. Criteri rigorosi, espliciti, concorrenti e integrati, valutati sempre caso per caso

Da FNOMCeO e SIAARTI le linee guida per l’accesso in terapia intensiva in caso di crisi

Durante la prima fase della pandemia di Covid-19, nelle zone più colpite, nonostante tutte le misure messe in atto e l’aumento dei posti disponibili, i medici si sono trovati a dover scegliere quali pazienti ammettere in terapia intensiva. Ora il rischio che possa accadere di nuovo ha reso necessario stabilire dei criteri coerenti con i principi etici e professionali, che possano supportare il medico di fronte a scelte tragiche.

Con questo obbiettivo è stato redatto il Documento congiunto elaborato da FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) e SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva).

«I criteri d’accesso ai trattamenti intensivi e sub-intensivi che si basano prioritariamente su principi di appropriatezza clinica e proporzionalità delle cure verso il singolo paziente, devono rispondere anche ad esigenze di giustizia distributiva e di equa allocazione delle risorse sanitarie disponibili – si legge sul documento –. L’accesso alle cure, indipendentemente dalle risorse e dalla garanzia dell’appropriatezza clinica, deve fondarsi sul ragionamento che è alla base del giudizio clinico, sulla proporzionalità e sulla adeguatezza delle cure secondo il Codice deontologico, in relazione al bilancio fra costi/benefici di ogni pratica clinica, commisurata agli esiti prevedibili di salute».

I CRITERI STABILITI

«Nelle situazioni emergenziali il medico finalizza l’uso ottimale delle risorse alla salvaguardia della sicurezza, dell’efficacia e dell’umanizzazione delle cure evitando ogni discriminazione. Il medico deve altresì espletare ogni azione possibile per ottenere le necessarie risorse aggiuntive soprattutto in relazione ai trattamenti intensivi e sub intensivi – è chiarito –. Nel caso in cui lo squilibrio tra necessità e risorse disponibili persista, è data precedenza per l’accesso ai trattamenti intensivi a chi potrà ottenere grazie ad essi un concreto, accettabile e duraturo beneficio. A tale fine si applicano criteri rigorosi, espliciti, concorrenti e integrati, valutati sempre caso per caso, quali: la gravità del quadro clinico, le comorbilità, lo stato funzionale pregresso, l’impatto sulla persona dei potenziali effetti collaterali delle cure intensive, la conoscenza di espressioni di volontà precedenti nonché la stessa età biologica, la quale non può mai assumere carattere prevalente».

LEGGI IL DOCUMENTO FNOMCEO-SIAARTI

«Coloro che non sono trattabili in modo intensivo, ovvero non sono eleggibili ad un trattamento intensivo a causa dell’improbabilità d’ottenere concreti, accettabili e duraturi benefici clinici, sono comunque presi in carico prestando loro le cure appropriate e proporzionate di cui vi sia disponibilità».

«Il diritto individuale – specificano – all’eguale accesso alle cure sanitarie deve rimanere il cardine della protezione che lo Stato è tenuto a fornire e che i Medici hanno il dovere di garantire quale principio deontologico indissolubile».

«Il ricorso selettivo a criteri che valgano a legittimare differenziate modalità di cura è da considerarsi esclusivamente in stato di assoluta necessità (emergenza/urgenza indifferibile in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili). Il ricorso a tali criteri non può essere inteso come il diniego del principio non negoziabile dell’uguaglianza di valori di ogni essere umano. Sono garantiti quali criteri di scelta sotto il profilo deontologico e professionale: il rispetto, la tutela della dignità e della salute della persona, la proporzionalità e l’adeguatezza delle cure, l’equità d’accesso, il criterio di beneficialità, l’età e/o le altre situazioni di vulnerabilità. Tali criteri di scelta non possono essere utilizzati separatamente».

NO ALL’ABBANDONO TERAPEUTICO

«L’impossibilità di erogare un determinato trattamento sanitario in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili – si chiarisce – non può seguire l’abbandono terapeutico dovendo il medico sempre provvedere, in considerazione della sua posizione di garanzia, a porre in atto le valutazioni e l’assistenza necessaria affinché l’eventuale progressione della patologia risulti il meno dolorosa possibile e soprattutto sia salvaguardata la dignità della persona, mediante un sostegno idoneo ad alleviarne le sofferenze fisiche, psichiche e spirituali».

«Noi medici non abbiamo paura della crisi, perché siamo abituati a lavorare in emergenza – dichiara il segretario FNOMCeO Roberto Monaco -. Abbiamo paura di tutte quelle falle nell’organizzazione e nella programmazione che possono esplodere durante una crisi. Prima di ogni altra considerazione, dunque, dobbiamo fare di tutto perché il medico non sia costretto a queste scelte».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Decreto Covid, la delusione di medici e professionisti sanitari. Anelli (FNOMCeO): «Tutela insufficiente»
Il Ministro Speranza esprime soddisfazione per il DL e ribadisce «l’impegno di tutto il governo a lavorare, in sede di conversione del decreto, ad una protezione legale per il personale sanitario impegnato nell’emergenza»
Elezioni Fnomceo 2021-2024: ecco tutti gli eletti. Anelli confermato Presidente
Le prime elezioni a svolgersi con voto elettronico, in presenza, e telematico, a distanza. Filippo Anelli, il presidente uscente, ha ottenuto l’85% delle preferenze
Ex specializzandi, Consulcesi: «Con transazione risparmio di oltre 78 milioni per i costi delle cause»
Rappresentanti dei medici e politici fanno fronte comune per chiudere la vertenza. Richiamo anche da Bruxelles. Il Vicepresidente del Parlamento Ue, Castaldo: «Recovery fund e presupposti per trovare soluzione». Il senatore di maggioranza Pagano in pressing sul governo e pronto a nuovo Ddl. Forte appello a immediata risoluzione anche da Anelli (FNOMCeO), Oliveti (Enpam) e Magi (OMCeO Roma)
Dad per i figli dei sanitari, medici contrari. Anelli (Fnomceo): «Siamo sconcertati, ripristinare la deroga»
I figli dei professionisti sanitari erano stati esentati dalla didattica a distanza per dar modo ai genitori di non doversi assentare dal lavoro. Il dietrofront del ministero dell’Istruzione causa la protesta di medici e operatori sanitari e comitati di genitori, docenti e studenti
Giornata del personale sanitario, il racconto dell’omaggio italiano
Segui la diretta dell'evento organizzato dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) per ricordare i medici e gli odontoiatri che hanno sacrificato la propria vita per combattere il Covid-19
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 20 aprile, sono 142.112.632 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.030.299 i decessi. Ad oggi, oltre 904,92 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Salute

Terapia domiciliare anti-Covid, guida all’uso dei farmaci

Antivirali, antitrombotici, antibiotici e cortisone: facciamo chiarezza con gli esperti della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) ed il dirigente medico in Medicina Interna presso l&rs...
Politica

Cosa prevede il nuovo decreto legge, tra scudo penale e obbligo vaccinale per i sanitari

Licenziato il nuovo decreto legge a firma del Consiglio dei Ministri. Tutta Italia rossa e arancione fino al 30 aprile, ma scuole aperte fino al primo anno di secondaria. Arrivano obbligo vaccini per ...