Lavoro 6 Maggio 2020 09:51

Fase 2, Mangiacavalli (FNOPI): «Il successo si ottiene in casa delle persone». Focus su infermiere di famiglia e assistenza domiciliare

La presidente degli infermieri: «Implementare lavoro di equipe della rete territoriale per una sinergia vincente»

Fase 2, Mangiacavalli (FNOPI): «Il successo si ottiene in casa delle persone». Focus su infermiere di famiglia e assistenza domiciliare

Territorio, domicilio, persona. Il percorso della continuità assistenziale, che sarà necessario implementare per affrontare la fase 2 dell’emergenza Covid, è estremamente lineare e logico. Semplice, sulla carta. Ma essenziale. Guardando a ritroso, alla fase 1 dell’epidemia, sembra chiaro che il vario grado di capillarità raggiunta dalla medicina territoriale nelle Regioni sia stato uno dei fattori dirimenti per la gestione dell’epidemia. Tassello fondamentale e trasversale del nostro sistema sanitario, in prima linea in questa emergenza, è stato senza dubbio il comparto infermieristico. Insieme alla dottoressa Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), abbiamo esplorato le principali novità e istanze portate avanti dalla categoria, legate non solo alle circostanze attuali, ma al futuro professionale degli infermieri. Cominciando da alcune riflessioni: «Oggettivamente, ci è arrivato addosso uno tsunami di una portata inimmaginabile – commenta la presidente FNOPI -. A metà gennaio il ministero della Salute, nonostante la situazione in Italia fosse ancora tranquilla, ha istituito una task force al cui tavolo siamo stati da subito invitati a partecipare. Tutto ciò che era possibile controllare, soprattutto dal punto di vista epidemiologico, è stato adeguatamente monitorato – ammette – ma un vulnus importante c’è stato: mi riferisco alla scarsa qualità e quantità dei DPI in dotazione al personale sanitario. Questo dato, soprattutto nei venti giorni iniziali dell’epidemia, ha rappresentato una forte criticità. Ora – osserva Mangiacavalli – che iniziamo questa nuova fase caratterizzata da nuove consapevolezze, anche dal punto di vista scientifico, fortunatamente i DPI non mancano: sono aumentate le consegne, ma anche le conoscenze sul loro corretto utilizzo».

LEGGI ANCHE: COVID-19 E FASE 2, COME PREVENIRE IL CONTAGIO: ECCO IL VADEMECUM PER GLI OPERATORI SANITARI

Sull’atteggiamento da assumere e sulle priorità da adottare nella fase 2 la presidente FNOPI ha le idee chiare: «Il timore c’è, non sarebbe umano non essere preoccupati – dichiara – e il fatto che i contagi stiano diminuendo non deve indurci ad abbassare la guardia. Quello che dobbiamo imparare è convivere con questa situazione, da cittadini, da operatori sanitari, e da pazienti. Questo si traduce nella necessità di mettere in sicurezza sia il sistema sanitario e il personale che vi opera, sia la nostra vita civile e sociale. Per noi infermieri – spiega – la partita si giocherà essenzialmente sul versante del territorio: uno dei grandi nodi della fase 1 è stato proprio il coinvolgimento marginale della medicina territoriale, tranne in alcune Regioni dove questa rete è ben sviluppata. Fondamentale – prosegue Mangiacavalli – il lavoro di equipe: medici di famiglia, pediatri di famiglia e infermiere di famiglia».

Una delle figure chiave della fase 2 dovrà essere l’infermiere di famiglia. Un’istituzione sanitaria a fortissima vocazione territoriale, che operi in sinergia e collaborazione con il medico di famiglia per massimizzare le potenzialità della rete di continuità assistenziale.

LEGGI ANCHE: L’INFERMIERE DI FAMIGLIA ARRIVA NELLE CASE DEI PAZIENTI CRONICI, ECCO COME FUNZIONA

«L’infermiere di famiglia – spiega Mangiacavalli – è una figura già definita dal Patto per la Salute siglato lo scorso dicembre, ed è compito delle Regioni approntare gli strumenti per renderlo effettivamente operativo. Come FNOPI – dichiara – abbiamo instaurato un dialogo con il presidente e le commissioni della Conferenza Stato-Regioni per incardinare una cornice di riferimento cui le singole Regioni possano riferirsi. La Stato-Regioni di febbraio ha peraltro siglato l’intesa sugli ospedali di comunità, strutture residenziali a gestione infermieristica con una supervisione critica ad opera del medico di famiglia, in cui tenere in osservazione i pazienti più critici invece di inviarli in Pronto Soccorso».

Come sottolineato dalla presidente degli infermieri, il sistema sanitario e le istituzioni hanno già messo nero su bianco tutto ciò che serve per la fase 2. Ora si tratta di implementarlo. «Le persone – spiega – vanno seguite il più possibile al loro domicilio attraverso la rete territoriale, in un regime di sicurezza. Oltre all’infermiere di famiglia occorre sviluppare un sistema di assistenza sanitaria plenaria che comprenda tutte le evoluzioni di questi anni, come la telemedicina e in generale la possibilità di seguire da remoto il paziente. Il focus deve essere la casa della persona: è da lì che deve partire il percorso per la sua sicurezza. Questa – conclude Mangiacavalli – è la nostra maggiore sfida per questa fase 2, una sfida che il nostro Paese ha gli strumenti per affrontare, sia per come il nostro sistema sanitario è strutturato, sia per le competenze dei professionisti che vi operano».

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo
Al 23 aprile, sono 144.767.231 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.072.522 i decessi. Ad oggi, oltre 950,65 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 22 aprile: Ad oggi in Italia il totale delle persone che hanno contratto […]
Rsa, fuga di infermieri verso le Aziende Ospedaliere. Degani (Uneba Lombardia): «Necessario creare nuove figure»
Il presidente di UNEBA Lombardia: «Stato e Regioni devono prevedere una programmazione tale da poter aumentare il numero di infermieri formati o di istituire operatori sociosanitari specializzati, figure para infermieristiche e para sanitarie che possano aiutare le fragilità e le cronicità»
di Federica Bosco
Fnopi, gli infermieri chiedono l’allentamento dell’esclusiva per poter vaccinare
Il tempo ormai stringe, la lettera di Fnopi al Ministero della Salute: passare rapidamente dal “dire” al “fare” su allentamento dell’esclusiva, assistenza sul territorio e autonomia della professione infermieristica
Fnopi, Barbara Mangicavalli confermata presidente fino al 2024
Confermata presidente Fnopi per il quadriennio 21-24 Barbara Mangiacavalli. Vicepresidente Cosimo Cicia. Rinnovate le Commissioni d'Albo di infermieri e infermieri pediatrici
La sala operatoria al tempo del Covid-19, Alvaro: «Infermieri depositari della sicurezza del paziente»
Il responsabile scientifico del corso Fad offerto dal provider di Consulcesi Club Rosaria Alvaro: «L’infermiere è l’unica presenza costante all’interno delle sale operatorie. Ha la competenza educativa di far rispettare tutti i protocolli che sono stati condivisi in relazione alla pandemia che stiamo vivendo»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 23 aprile, sono 144.767.231 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.072.522 i decessi. Ad oggi, oltre 950,65 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Salute

Terapia domiciliare anti-Covid, guida all’uso dei farmaci

Antivirali, antitrombotici, antibiotici e cortisone: facciamo chiarezza con gli esperti della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) ed il dirigente medico in Medicina Interna presso l&rs...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...