Lavoro 13 ottobre 2015

Ex specializzandi: Consulcesi risolve il caso delle “cartelle pazze”. Agenzia delle Entrate: «Un errore, le annulliamo»

Imposte palesemente falsate: oltre 300mila euro richiesti ai medici tutelati da un’associazione di consumatori. Si muove la principale realtà italiana a tutela dei camici bianchi e il fisco ammette il disguido

Immagine articolo

Tutto risolto: le “cartelle pazze” verranno annullate. Si sono, però, presi un bello spavento gli ex specializzandi che si erano rivolti ad una associazione di consumatori per le borse di studio negate tra il 1978 ed il 2006. L’Agenzia delle Entrate aveva chiesto loro un conto salatissimo: avrebbero dovuto versare una cifra impressionante (370mila euro a testa) per le spese relative all’imposta di registro in relazione a rimborsi pro capite oscillanti in media tra i 30 ed i 40mila euro.


La notizia “bomba”, lanciata dal quotidiano “Il Giornale” è stata ripresa da diversi siti del settore, facendo scattare il panico tra i medici ed una serie di reazioni a catena che hanno prodotto solo ulteriore caos. A mettere ordine e fare chiarezza ci ha, allora, pensato Consulcesi. Pur non essendo direttamente coinvolta nel caos, essendo il principale punto di riferimento con i suoi oltre 70mila medici tutelati, ha deciso di prendere il toro per le corna, andando a bussare direttamente alle porte dell’Agenzia delle Entrate. Il risultato è stato immediato. Dall’Agenzia è arrivata, infatti, una nota stampa che ha chiuso definitivamente la questione: «Stiamo notificando, a ciascuno dei medici interessati, un provvedimento di annullamento parziale dell’avviso di liquidazione: ciascun medico dovrà pagare soltanto l’imposta commisurata al risarcimento ottenuto». Ovviamente i 370mila euro erano da suddividere tra tutti e 400 i vincitori dell’azione collettiva. Ognuno dovrà pagare l’1,5% di quanto ricevuto e dunque solo poche centinaia di euro.

«Certo che però lo Stato quando deve sborsare ti fa penare, ma quando deve chiedere è tutta un’altra storia», polemizza Roberto Carlo Rossi, il presidente sia dell’Ordine dei medici che dello SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) di Milano. Chiarita la vicenda resta l’amarezza per l’atteggiamento dello Stato: «Il mio – specifica –  è un ragionamento che esula dal caso in questione, del quale anche io non ho riscontri diretti. Giusto non spaventare i medici, ma non si può non stigmatizzare l’atteggiamento e l’inadempienza di funzionari che in numerose situazioni di questo genere, generano confusione e spaventano i cittadini». Una dichiarazione in linea con quanto affermato nei mesi scorsi dal ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, che proprio sul caso degli ex specializzandi parlava di rapporto «falsato tra cittadino e Stato, se quest’ultimo chiede tasse ma non paga quando è chiamato a farlo».

«I medici specialisti possono stare tranquilli», afferma soddisfatto da Consulcesi  che, dopo aver chiuso i giochi con l’Agenzia delle Entrate, fa notare che «qualcuno ha forse voluto creare ad arte il caso per ottenere una visibilità che altrimenti non avrebbe avuto». La richiesta sarebbe stata comunque illegittima in base alla normativa vigente (art.159 testo unico spese di giustizia art. D.P.R. 30-05-2002, n. 115) e alla costante giurisprudenza della Cassazione. «I medici specialisti non devono lasciarsi intimorire – aggiungono ancora da Consulcesi – sanno di poter contare sulle tutele che garantiamo da sempre e devono proseguire la battaglia per il riconoscimento di un diritto certo che era stato negato quando, ancora giovanissimi, iniziavano il percorso professionale, lavorando sodo al servizio dei cittadini, ma senza alcuna retribuzione». Consulcesi si prepara a lanciare un’altra azione collettiva mentre il Governo, di fronte alle continue sconfitte in Tribunale, sta correndo ai ripari. L’obiettivo è l’accordo transattivo proposto dai tre Ddl già in Parlamento che permetterebbero di risparmiare subito almeno 2 dei 5 miliardi che continuano ad uscire dalle casse pubbliche. Tutti i giornali continuano infatti a riportare notizie relative a sentenze a favore degli ex specializzandi e di rimborsi milionari, che sono al momento la prima voce di spesa per Palazzo Chigi. Il premier Matteo Renzi rispondendo alla Camera ad una interrogazione parlamentare del M5S ha spiegato che si è passati da 15 a 60 milioni, pur avendone tagliati 3 sulle auto blu, per aver dovuto pagare 48 milioni ai medici specialisti che avevano vinto i ricorsi.

Articoli correlati
Ex specializzandi, raffica di sentenze. In 15 giorni, Stato condannato a rimborsare altri 234 medici per un esborso di oltre 5 milioni di euro
Significativo un passaggio della sentenza della Corte D’Appello di Roma: «La responsabilità dello Stato per la mancata o tardiva attuazione delle direttive europee è duplice: da un lato verso l’Unione Europea per la violazione dello stesso diritto europeo, dall’altro verso i cittadini i quali non hanno acquisito la titolarità di uno e più diritti a causa di detto mancato o tardivo recepimento»
Ex specializzandi 1993-2006: «Lo Stato deve risarcire 10 miliardi a oltre 50mila medici»
Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi: «Forti dell’autorevole parere già da noi depositato presso i Tribunali e le Corti italiane lanciamo subito una nuova azione collettiva per dare a tutti l’opportunità di recuperare le somme dovute dallo Stato e per rassicurare tutti coloro che sono in attesa sull’esito positivo dei procedimenti pendenti»
Ex specializzandi, l’interrogazione del deputato Galeazzo Bignami: «Vertenza ventennale, governo intervenga per sanare situazione»
Il deputato di Forza Italia si rivolge a MEF, Ministero della Salute e del Lavoro: «Occorre dare finalmente il giusto riconoscimento sotto il profilo economico e dei contributi previdenziali ai medici specializzandi negli anni in questione». E riporta i dati di Sanità Informazione: lo Stato dovrebbe erogare circa 16 miliardi di euro per gli oltre 110 mila medici che hanno frequentato la scuola di specializzazione in medicina tra il 1978 e il 2006
Ex specializzandi, Giovanni Leoni (FNOMCeO): «La nostra è la generazione dei diritti negati»
«Oggi sono qui in rappresentanza dei 400 mila medici italiani in attività e per me questa responsabilità viene prima di ogni cosa» così Giovanni Leoni, Vicepresidente della Federazione in occasione del convegno organizzato da Sanità Informazione
Ex specializzandi, 16 miliardi a rischio per le casse dell’erario. Arriva Ddl per accordo Governo e camici bianchi
C’è una bomba ad orologeria nelle casse pubbliche: la vertenza tra gli ex specializzandi ’78-2006 e lo Stato. Gli aventi diritto ammontano a oltre 110mila medici e il contenzioso costerà all’erario più di 16 miliardi. Il senatore Antonio De Poli: «Pronto disegno di legge per un accordo che farà risparmiare 5 miliardi»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Endometriosi, arriva nuovo Ddl: 25 milioni per la ricerca e bonus malattia. Sileri (Comm. Sanità): «Prevenzione e tutela contro patologia subdola»

Per contrastare il ritardo nella diagnosi il disegno di legge presentato al Senato prevede corsi di formazione per ginecologi e medici di famiglia e una Giornata nazionale per parlare della malattia. ...
Politica

Sunshine Act, ecco cosa prevede Ddl trasparenza. Il relatore Baroni (M5S): «Così si previene corruzione. Per i medici no oneri burocratici»

Il provvedimento, in discussione in Commissione Affari Sociali, è sul modello di una analoga legge francese. Soglia minima per la dichiarazione è 10 euro: l’obbligo sarà in capo alle industrie sa...
Formazione

Formazione ECM, c’è tempo fino al 2019 per mettersi in regola. La proposta di Lenzi (Area medica): «Rafforzare obbligo crediti in alcune discipline»

Delibera Agenas stabilisce che per il triennio 2014/2016 si potranno utilizzare i crediti maturati nel periodo 2017/2019. Il presidente del Comitato di Biosicurezza e Biotecnologie e membro della Comm...