Diritto 21 Novembre 2016 18:43

Turni massacranti, un anno dopo: legge inapplicata, i medici dicono basta

Camici bianchi in agitazione: senza gli emendamenti richiesti alla legge di Bilancio, lunedì 28 sarà sciopero: assunzioni, contratto e stabilizzazioni temi centrali esattamente come dodici mesi fa quando entrò in vigore la Legge 161 sugli orari di lavoro. Ecco cosa (non) è cambiato…

Più risorse per stabilizzazioni, contratti e nuove assunzioni. È trascorso un anno esatto, la legge di Stabilità è diventata legge di Bilancio, ma è sempre lo stesso il terreno di scontro tra governo e medici: le risorse per il comparto sanitario da inserire nella Manovra finanziaria. Dodici mesi fa al centro della protesta c’era l’applicazione della direttiva Ue sugli orari di lavoro (attraverso la legge 161, entrata in vigore dal 25 novembre 2015). «Senza lo sblocco del turnover come si fa a garantire al personale 11 ore di riposo tra un turno e l’altro senza andare ad incidere sulle prestazioni?», si chiedevano i sindacati, sollecitando interventi mirati sul personale. Un anno dopo la questione è ancora irrisolta e nel frattempo gli “acciacchi economici” dei medici del Ssn si sono fatti sempre più fastidiosi al punto di portare dallo stato di agitazione, proclamato ad ottobre, ad un nuovo sciopero già messo in calendario per il 28 novembre, difficile da evitare alla luce anche dell’emendamento depositato dal Governo alla V commissione Bilancio. Contrariamente a quanto era emerso dall’incontro con il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin che aveva preceduto il sit-in a Montecitorio, le risorse per assunzioni e rinnovo contratti sono infatti vincolati al Fondo Sanitario Nazionale (e non sul fondo generale della Pa) andando così ad erodere gli stanziamenti per il settore sanitario.

«Abbiamo apprezzato la sensibilità manifestata dal Ministro della Salute – afferma Riccardo Cassi, presidente nazionale di Cimo – ma ci aspettiamo un finanziamento adeguato. La situazione negli ospedali a distanza di un anno dalla Legge 161? La direttiva europea è rimasta inapplicata. D’altronde senza assumere personale e senza riorganizzare la rete ospedaliera, era impossibile farlo. La buona notizia, che ci ha anticipato proprio Beatrice Lorenzin, è che finalmente le Regioni hanno presentato il fabbisogno e dunque le 3mila assunzioni (6mila sommando gli infermieri, ndr) verranno sbloccate a breve».

«Ma queste 6mila assunzioni non sono ancora sufficienti – aggiunge Costantino Troise, segretario nazionale Anaaone servono il doppio per mettersi in regola. Solo così la Legge 161 potrà essere applicata uniformemente in tutta Italia e non a macchia di leopardo come è fin qui avvenuto. Nel frattempo sono stati persi 7/8mila posti di lavoro. Proprio per questo diventa fondamentale la legge di Bilancio: servono risorse non per i medici, ma migliorare la qualità e la quantità dei servizi erogati ai cittadini».

Secondo il segretario nazionale di Cgil medici, Massimo Cozza in questo primo anno dall’entrata in vigore della legge sugli orari di lavoro «la situazione è peggiorata perché abbiamo sempre meno risorse per coprire i turni. In più sono state accorpate le unità operative, riducendo di conseguenza i servizi. Ma non è tutto. Un altro pericolo della legge di Bilancio è l’abbassamento della soglia dei piani di rientro (dal 10% al 5%). Molte aziende, si stima almeno il 20%, ne saranno coinvolte e questo produrrà una ulteriore riduzione di prestazioni e personale».

Sul tema particolarmente combattivo il segretario nazionale della Cisl Medici, Biagio Papotto, che parla di medici «pronti alle barricate senza le garanzie economiche richieste e necessarie per portare avanti la sanità pubblica. In questo anno non è cambiato nulla: siamo ancora in periferia con turni massacranti. Una grande mano ce la danno gli incaricati, che vivono nel precariato da oltre 10 anni. Abbiamo chiesto anche il vincolo obbligatorio delle risorse per le stabilizzazioni anche per non concedere alibi alle Regioni».

Sulla battaglia contro il precariato, entra in maniera molto decisa anche la S.I.Ve.M.P. «Solo con le risorse adeguate si possono dare risposte concrete sia per le assunzioni sia per contratti precari e atipici – afferma Pierluigi Ugolini, segretario del sindacato dei veterinari – con particolare attenzione, per quanto ci riguarda, alla ricerca e all’istituto zooprofillatico.  Stiamo continuando a perdere cervelli e questo non possiamo permettercelo: queste figure sono importantissime per continuare ad avere una marcia in più».

La carenza di personale sta creando notevoli difficoltà anche ad anestesisti e rianimatori. «I tagli sono devastanti soprattutto per i cittadini – commenta il presidente di Aaroi-Emac, Alessandro Vergallo -. Noi ci ritroviamo a gestire pazienti in pericolo di vita, supportiamo le funzioni vitali, ma le unità sono sufficienti: siamo costretti a sdoppiarci, a cercare in continuazione soluzioni. Fino a quando ci riusciamo bene, poi però potremmo essere costretti ad assumere posizioni più decise e mettere a rischio i servizi». Vergallo pone anche un esempio concreto: l’analgesia del parto inserita nei LEA. «Siamo assolutamente favorevoli al parto senza dolore, ma per la peridurale servono più anestesisti. Altrimenti sarà una promessa non mantenuta da parte del governo ed un disservizio per i cittadini».

Sul tema si registra anche l’intervento di Consulcesi Group, realtà tra le prime a chiedere il rispetto della direttiva Ue e poi impegnata su due fronti: da una parte a sostenere un intervento politico per risolvere il problema e dall’altro a tutelare i diritti dei professionisti della sanità in sede legale. «In pochi mesi abbiamo raccolto oltre 7mila richieste e ci sono migliaia di medici pronti ad adire le vie legali. Al loro fianco c’è la stragrande maggioranza di direttori sanitari anche perché si tratta di un’azione non contro la propria Azienda, ma nei confronti dello Stato inadempiente. È infatti possibile richiedere il rimborso per le ore lavorate in più nei 7 anni (dal 2008 al 2015, ndr), durante i quali è stata violata la direttiva Ue in materia».

 

Articoli correlati
«Ospedali sovraccarichi, non allentare le restrizioni». L’appello di medici e dirigenti sanitari
L’Intersindacale Medica, Sanitaria e Veterinaria prende posizione nel dibattito sulle possibili riaperture, in particolare in prossimità delle festività natalizie
Intersindacale da Speranza, Grasselli (FVM): «Confronto costruttivo ma tanto lavoro da fare per recuperare anni di definanziamento e inerzie»
Il Presidente della Federazione Veterinari e Medici commenta l’incontro in teleconferenza tra il Ministro della Salute e l’intersindacale. Tra le richieste, tutela giudiziaria, stabilizzazione del personale precario e indennità di rischio biologico
Intersindacale da Speranza: «Bene l’incontro ma serve più attenzione alle necessità dei medici»
Il Ministro Speranza ha «accolto favorevolmente i passaggi più urgenti contenuti nel documento unitario». Le reazioni di CIMO-FESMED e ANAAO-ASSOMED
Gelli (Fondazione Italia In Salute): «Per il post Covid, 10mila medici in più. Mes occasione da non perdere»
«Dovremo da una parte aumentare la dotazione di posti letto per non rimanere in coda alle classifiche europee, e dall'altra procedere a nuove assunzioni. Vanno poi rinnovate le tecnologie per lo più obsolete che abbiamo nei nostri ospedali e risolto una volta per tutte il problema dell'imbuto formativo». Così il presidente della Fondazione Italia in Salute, Federico Gelli
Covid-19, i sindacati della dirigenza medica e sanitaria proclamano lo stato di agitazione
I sindacati non escludono una giornata di protesta 'virtuale' se le loro richieste non verranno accolte: DPI per tutto il personale sanitario, quarantena con sorveglianza attiva per chi ha avuto contatti stretti con positivi, limiti alla responsabilità civile, penale e erariale, riconoscimento premiale, aumento dei contratti di formazione e assunzioni a tempo indeterminato. Fp Cgil Medici e Uil Fpl Medici non aderiscono
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 20 gennaio, sono 96.255.312 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.059.566 i decessi. Ad oggi, oltre 41,79 milioni di persone sono state vaccinate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns H...
Voci della Sanità

Covid-19, professori di Yale condividono terapia domiciliare “made in Italy”

«Il nostro Paese ancora oggi non dispone di un adeguato schema terapeutico condiviso con i medici che hanno curato a domicilio e in fase precoce la malattia» spiega l'avvocato Erich Grimaldi, Presid...
Assicurativo

Posso portare in deduzione la mia Rc professionale?

Tutti coloro che devono stipulare una polizza per la responsabilità civile in ambito professionale hanno la necessità di far pesare il meno possibile tale onere obbligatorio sul loro reddito da lavo...