Diritto 29 Maggio 2018 15:23

Privacy, GDPR: le 3 novità del regolamento UE che spaventano i medici

Come conciliare il trattamento dei dati sanitari con il nuovo Regolamento Ue sulla privacy? Ecco il vademecum

Dubbi, paure, incertezze. Sono questi gli stati d’animo dei medici che devono affrontare l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Ue sulla protezione dei dati personali, applicabile dal 25 maggio 2018. Un cambiamento tutt’altro che formale, visto che il nuovo impianto normativo andrà a sostituire in parte il Codice della Privacy, in vigore ormai dal lontano 2004. La norma comunitaria non ha declinato una specifica e separata disciplina per i dati in ambito sanitario, ma vi sono alcuni riferimenti e norme applicabili che devono essere presi in considerazione da tutti coloro che esercitano una professione sanitaria sia in campo pubblico che privato. Consulcesi, network legale di riferimento per oltre 100mila medici, ha raccolto i dubbi più frequenti esposti dai camici bianchi e ha stilato un vademecum per fare chiarezza.

LEGGI LO SPECIALE PRIVACY

IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE DEI DATI ANCHE PER I MEDICI DI BASE. Nella Sezione 4 del Regolamento viene definita la figura del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) o anche Data Protection Officer (DPO). Nelle Linee guida sui responsabili della protezione dei dati pubblicate dal Garante il 5/4/17 si raccomanda, in termini di buone prassi, che gli organismi privati incaricati di funzioni pubbliche o che esercitano pubblici poteri nominino un RPD. Pertanto, anche alcune categorie potenzialmente escluse come i medici di base convenzionati con il SSN, in virtù questa raccomandazione del Garante, dovrebbero dotarsi di un RPD. Identificare il soggetto che deve svolgere questo ruolo può non essere facile soprattutto per i privati che diversamente dagli enti pubblici non hanno una struttura che li supporti nell’individuazione. Inoltre, recentemente il Garante ha precisato che questa figura dovrà avere un’approfondita conoscenza della normativa e delle prassi in materia di privacy, nonché delle norme e delle procedure amministrative che caratterizzano lo specifico settore di riferimento

ATTENZIONE ALLE NOVITÀ SUL CONSENSO INFORMATO. Nel Considerando 42 del Regolamento il legislatore europeo ha precisato che per i trattamenti basati sul consenso dell’interessato, il titolare del trattamento dovrebbe essere in grado di dimostrare che l’interessato ha acconsentito al trattamento. In conformità della direttiva 93/13/CEE del Consiglio è opportuno prevedere una dichiarazione di consenso predisposta dal titolare del trattamento in una forma comprensibile e facilmente accessibile, che usi un linguaggio semplice e chiaro e non contenga clausole abusive.

REGISTRI DELLE ATTIVITÀ DI TRATTAMENTO: COME DEVONO REGOLARSI I MEDICI? Il Regolamento (art. 30) stabilisce che coloro che effettuano trattamenti di dati considerati a rischio (come nel caso dei medici) tengano un registro delle attività e delle categorie di attività di trattamento svolte. È opportuno precisare che questo registro non deve avere una funzione formale bensì deve essere considerato come parte integrante della corretta gestione dei dati. Il registro deve avere forma scritta, anche elettronica, e nel caso di uno studio medico conterrà le attività svolte sui dati dei pazienti, l’individuazione di chi ha interagito con i dati, in che data e con quale finalità. Tutti i titolari del trattamento e i responsabili del trattamento devono cooperare con l’autorità di controllo e a mettere, su richiesta, detti registri a disposizione. Il Regolamento ha previsto che sia il titolare del trattamento dei dati stesso a tenere traccia delle attività svolte sui dati e ad elaborare un report. Tuttavia, le linee guida della Commissione Europea sostengono che sarebbe una prassi preferibile affidare questo compito al Responsabile della Protezione dei Dati, ove presente.

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Covid, per sanitari turni massacranti e ferie negate. Boom di richieste d’aiuto a Consulcesi: +30% in un anno
Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi. «Per i medici gli straordinari sono diventati 'ordinari'. Siamo al fianco dei nostri eroi affinché ricevano il giusto riconoscimento per i sacrifici che continuano a fare»
Medici no vax sui social, Tortorella (Consulcesi): «Formazione chiave per scongiurare derive antivacciniste»
La best practice Consulcesi: il 30% dei medici ha già concluso nei primi tre mesi del 2021 i 50 crediti annuali grazie alla FAD
Vaccini, Rasi: «Test sierologici e seconda dose diversa dalla prima possono essere chiave, avviare studi»
La web conference per presentare il corso Ecm di Consulcesi Club su vaccini e varianti con Guido Rasi (ex Ema) e Massimo Tortorella, presidente Consulcesi
Covid 19 – Il virus della paura sbarca su Infinity
Il docufilm realizzato da Consulcesi e patrocinato dal Ministero della Salute per smontare le fake news e commemorare i medici. Guido Rasi è direttore scientifico del progetto
Consenso informato, Cassazione: «È un atto medico»
Secondo la Corte di Cassazione, l’ottenimento del consenso informato è considerato atto medico. Un’informazione non corretta o carente è responsabilità professionale, con dovere di risarcire un doppio danno: alla salute e all’autodeterminazione
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 22 aprile, sono 143.863.870 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.058.640 i decessi. Ad oggi, oltre 928,68 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Salute

Terapia domiciliare anti-Covid, guida all’uso dei farmaci

Antivirali, antitrombotici, antibiotici e cortisone: facciamo chiarezza con gli esperti della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) ed il dirigente medico in Medicina Interna presso l&rs...
Politica

Cosa prevede il nuovo decreto legge, tra scudo penale e obbligo vaccinale per i sanitari

Licenziato il nuovo decreto legge a firma del Consiglio dei Ministri. Tutta Italia rossa e arancione fino al 30 aprile, ma scuole aperte fino al primo anno di secondaria. Arrivano obbligo vaccini per ...