Diritto 9 Giugno 2014

Ex specializzandi, non si fermano i rimborsi

Oggi a Napoli consegnati assegni per altri 6 milioni di euro. Consulcesi: “Il 16 giugno nuova azione collettiva”

Immagine articolo

Sono sempre più numerosi i camici bianchi che, non avendo ricevuto il corretto trattamento economico sancito da alcune direttive europee per gli anni di specializzazione in medicina, fanno ricorso attraverso azioni collettive ed ottengono – dallo Stato – i rimborsi negati durante la scuola di formazione.

La giurisprudenza in tema è ormai consolidata e le cifre riconosciute dai Tribunali di tutta Italia sono da capogiro. Proprio in queste ore Consulcesi, la maggiore realtà italiana, e tra le principali in Europa, nell’ambito della tutela del professionista sanitario, sta consegnando a Napoli altri assegni per oltre sei milioni di euro ai camici bianchi che hanno vinto il loro ricorso a seguito delle azioni collettive intraprese.
Sul tema, Sanità Informazione ha ascoltato Maria Rosa Gaudio, specializzata in Patologia Generale, una delle migliaia di medici che hanno già ricevuto il rimborso per gli anni di scuola post-laurea.

Dottoressa Gaudio, proprio mentre parliamo, a Napoli decine di suoi colleghi stanno finalmente ricevendo gli assegni di rimborso per gli anni di specializzazione non pagati. Ci racconti lei, che ha già vissuto quest’esperienza, e conosce le sensazioni, cosa si prova.
E’ stato un momento indimenticabile, soprattutto perché era un traguardo dovuto e fortemente sperato, ma di certo non scontato, né per me né per i miei colleghi. Ho avuto la fortuna di ricevere il mio assegno nella sede dell’OMCeO di Roma, e questo ha assunto un duplice significato: la gratificazione personale, nel ricevere una somma di tutto rispetto, e la soddisfazione professionale, a nome dell’intera categoria, o meglio di quella parte di essa che per molti anni è stata trascurata, e non si è vista riconoscere l’impegno e la professionalità dimostrata.

Gli anni di specializzazione sono difficili per molti studenti, che devono conciliare lo studio con la necessità di mantenersi economicamente… Per lei che periodo è stato in questo senso?
Fortunatamente  in quegli anni ero sposata, ed economicamente non avevo problematiche pressanti. Come donna, però, soffrivo del fatto di non avere la mia indipendenza economica, un punto d’arrivo importante nella vita di ognuno di noi. Ho svolto la specializzazione dai 24 ai 28 anni, e il riconoscimento di una retribuzione avrebbe senz’altro dato uno slancio diverso alla mia formazione professionale e individuale.

Le istituzioni hanno la necessità di affrontare questo problema, e infatti nel giro di pochi mesi sono stati presentati due disegni di legge per tentare un accordo transattivo…
Le istituzioni dovrebbero prendere coscienza del problema al 100%. So che c’è già un interessamento in tal senso e sono al corrente dei passi avanti che si stanno facendo , ma sarebbe bene arrivare a questa transazione quanto prima, soprattutto considerando la situazione economica in cui versa il Paese. E’ un iter che dovrebbe concludersi in modo tale da mettere d’accordo entrambe le parti, e che consenta anche allo Stato un beneficio economico.

La somma di cui ci ha parlato è arrivata – in un certo senso – inaspettata. Come pensa di utilizzarla?
Innanzitutto ho fatto ciò che ogni buona madre farebbe: un bel regalo ai miei figli! Dopodiché ho pensato al mio futuro e, visti i tempi che corrono, ho deciso di essere lungimirante e di versare parte della somma per la previdenza. Infine, ho programmato un bel viaggio estivo con la mia famiglia.

Per informazioni è a disposizione il numero verde 800 122 777 e il sito www.consulcesi.it

Articoli correlati
Il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani: «Formazione obbligatoria ECM, l’Europa vigila e premia solo chi si aggiorna»
ESCLUSIVA | Il Presidente dell’Europarlamento, in visita a Roma al Gruppo Consulcesi, si è schierato al fianco dei medici che attendono la remunerazione della specializzazione: «Lo Stato deve sempre dare il buon esempio. Non può pretendere che i cittadini paghino le tasse e poi quando lui dev’essere pagatore non fa il suo dovere». Poi parla degli incentivi alla formazione medica ECM, che potrebbe rientrare nel nuovo bilancio comunitario 2021-2027: «Fondi e incentivi per l’aggiornamento di tutte le professioni sanitarie. Si potrebbero favorire nelle carriere coloro che hanno fatto corsi di formazione: questo permetterebbe di applicare i risultati dell’innovazione e della ricerca» | VIDEO INTERVISTA
Ex specializzandi, De Poli (Udc): «Dopo sentenza Corte d’Appello di Roma approvare subito Ddl: medici vogliono giustizia»
Il tribunale ha riconosciuto a 490 camici bianchi altri 15 milioni di euro e ha riformato la posizione di altri 172 medici tutelati da Consulcesi che avevano perso in primo grado. Il senatore dell’Unione di Centro, primo firmatario di un disegno di legge per un accordo transattivo con il governo: «Circa 560 circa medici che hanno avuto ragione, ma ce ne sono altri 118mila che stanno aspettando»
Ex specializzandi, De Poli (Udc): «Sentenza Corte d’Appello ci dà ragione. Serve accordo transattivo»
Il parlamentare UDC è autore di un ddl in Senato: la soluzione farebbe risparmiare 5 miliardi alle casse dello Stato che potranno essere reinvestiti sulla sanità per migliorare i servizi
Ex specializzandi, la Corte di Appello di Roma riconosce altri 19 milioni di euro e ribalta il primo grado per 172 medici
Consulcesi: «È la conferma che solo non proseguire nell’azione legale è una sconfitta certa». Il 12 aprile nuova azione collettiva sulla scia delle ultime sentenze positive: solo nel 2018 rimborsi per 48 milioni
Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019
La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azione collettiva, il Presidente di Consulcesi Massimo Tortorella: «Altri 1521 medici hanno visto riconosciuto il loro diritto, la nostra battaglia per tutti gli altri proseguirà con ancora più forza in questo 2019: fondamentale proseguire le cause già avviate e intraprendere le nuove»