Politica 7 Gennaio 2020

Ddl aggressioni, Bologna (M5S): «Accelerazione in Commissione: via libera dopo breve ciclo audizioni»

La capogruppo Cinque Stelle in Commissione Affari Sociali rilancia l’ipotesi della procedibilità d’ufficio: «Non la possiamo definire la soluzione definitiva a tutti i problemi, ma sicuramente sarebbe un passo avanti». Poi sottolinea: «Carenza di personale incide su fenomeno»

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Un breve ciclo di audizioni in Commissione, eventuali modifiche e poi subito il via libera della Commissione Affari Sociali della Camera al Ddl aggressioni. L’annuncio arriva dalla capogruppo Cinque Stelle in Commissione Affari Sociali Fabiola Bologna a pochi giorni dei gravi episodi di violenza verso gli operatori sanitari che hanno funestato il periodo natalizio: dall’ambulanza sequestrata a Napoli al petardo che ha incendiato un mezzo del 118 a Sassari. Ma la lista è lunga e l’elenco è destinato a crescere. A Napoli il ministro dell’Interno Lamorgese ha predisposto dal 15 gennaio le telecamere sui mezzi di soccorso, ma il problema riguarda tutta Italia: camici bianchi e operatori della salute attendono l’approvazione definitiva del Ddl 867 che ha ricevuto a settembre il via libera di Palazzo Madama ma non ancora quello di Montecitorio. Prevede tra l’altro un inasprimento delle pene e l’istituzione di un Osservatorio nazionale sul fenomeno. Tra le possibili modifiche al Ddl c’è la procedibilità d’ufficio e l’equiparazione degli operatori ai pubblici ufficiali: «Non la possiamo definire la soluzione definitiva a tutti i problemi – commenta Bologna – ma sicuramente sarebbe un passo avanti, visto che spesso gli operatori sanitari non denunciano per paura o anche per “spirito di servizio”».

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Onorevole, durante le feste è riesploso il problema delle violenze contro gli operatori sanitari, in verità mai sopito. Ambulanze dirottate, mezzi incendiati, aggressioni: perché secondo lei tanta violenza verso chi dovrebbe portare aiuto?

«Il fenomeno è complesso e le cause sono molteplici: incidono sicuramente la carenza del personale con sovraccarico di lavoro e difficoltà a rispondere a tutte le richieste e la mancanza di organizzazione, ma non vanno trascurate la scarsa consapevolezza dei cittadini sul corretto utilizzo dei servizi sanitari e una più globale mancanza di rispetto per le figure professionali. Sintomo, quest’ultimo, di una società che sta perdendo i punti di riferimento istituzionali».

Si attende il via libera della Camera al Ddl anti-aggressioni, e il ministro della Salute Speranza ha auspicato un miglioramento del testo. Voi del M5S avete delle proposte in materia?

«È importante approvare al più presto il provvedimento, quindi valuteremo gli aspetti relativi alla sicurezza sul luogo di lavoro e la prevenzione, aspetti tra l’altro già presenti e definiti nella raccomandazione ministeriale n.8 del 2007, che basterebbe applicare».

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Per risolvere il problema della denuncia d’ufficio c’è chi chiede di estendere la qualifica di pubblico ufficiale agli operatori sanitari. Può essere la soluzione?

«La richiesta è la procedibilità d’ufficio per garantire che la persona che attua la violenza venga perseguita senza bisogno della denuncia di parte. Non la possiamo definire la soluzione definitiva a tutti i problemi, ma sicuramente sarebbe un passo avanti, visto che spesso gli operatori sanitari non denunciano per paura o anche per “spirito di servizio”».

Gli operatori della salute chiedono che si approvi subito la legge. Si hanno notizie sui tempi della calendarizzazione in Commissione Affari Sociali? Come capogruppo in Commissione del M5S si sente di prendere impegni sulle tempistiche?

«Il nostro impegno è quello di portare a casa il prima possibile questo importante provvedimento che sosteniamo da sempre. Il programma dei lavori di Commissione prevede da subito il proseguimento della discussione del Disegno di legge, e già prima della pausa festiva sono state acquisite le proposte dei gruppi per un breve ciclo di audizioni che hanno proprio l’obiettivo di accelerare la discussione, la definizione e l’approvazione della norma».

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