Lavoro 3 Aprile 2020

Covid-19, Deleo (OMCeO Milano): «Attendiamo ok a limitazione responsabilità professionale, ma si valuti indennizzo statale a vittime»

Giuseppe Deleo, consigliere dell’Ordine dei Medici di Milano e medico legale: «Equo indennizzo taglierebbe sul nascere il filone della richiesta risarcitoria e potrebbe essere più conveniente». Poi aggiunge: «Intervento ordinistico per chi non rispetta i doveri della scienza»

di Federica Bosco
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Responsabilità professionale penale e civile di operatori sanitari e responsabili gestionali limitata ai soli casi di ‘conclamata’ colpa grave che si sono verificati durante l’emergenza Covid-19. È quanto previsto dall’emendamento Marcucci (Pd) al Decreto Cura Italia, che ha ottenuto il parere favorevole del Governo e che a breve dovrebbe essere approvato in Commissione.

L’Ordine dei Medici di Milano, nella voce del consigliere Giuseppe Deleo, attende fiducioso l’approvazione dell’emendamento e promuove un intervento anche ordinistico per la tutela del settore. «Oggi non abbiamo solo infettivologi, rianimatori e medici di medicina generale in prima linea – analizza Deleo – ma tutti coloro che non si occupano direttamente di Covid-19 e che risentono indirettamente di una miriade di cambiamenti della loro quotidianità, come la sospensione dei calendari di attività programmate, come interventi per tumori mammari, glaucomi che avrebbero la necessità di essere effettuati e che invece sono completamente bloccati».

«Non solo – continua Deleo -, anche nelle urgenze si ritrovano a dover decidere se e quando rinviare gli interventi o scegliere chi operare perché non ci sono sale di rianimazione a cui destinare i pazienti dopo l’intervento. In tutto ciò entra in gioco la responsabilità professionale che incombe e che sarà al centro di molti contenziosi anche in futuro. Occorre poi considerare che oltre ai guariti e ai deceduti ci saranno molte persone con patologie intermedie che non saranno più quelle di prima, perché questa non è una banale influenza, più cattiva delle altre, ma attacca in profondità il tessuto dell’alveolo e del polmone, mentre anche il rene è un bersaglio da non trascurare, tanto è vero che chi guarisce non è poi detto che recupererà la funzionalità abituale. Quindi se un tema di colpa esisterà, non riguarderà solo la morte, ma anche l’invalidità permanente».

LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS, REGIMENTI (LEGA): «DEPENALIZZARE RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE DEI MEDICI»

«Questa evenienza non è neppure troppo remota – precisa Deleo –, perché si cominciano ad avere avvisaglie di un sottobosco di potenziali soggetti che chiederanno risarcimenti più o meno incongrui per questi decessi. L’emendamento quindi è una prima risposta. Infatti, metterebbe un minimo di briglia alle richieste risarcitorie, sia in ambito penalistico che civilistico, limitando la possibilità di richiedere il risarcimento danni solo in caso di dolo e colpa grave ed escludendo la colpa lieve, ossia una grande fetta delle possibili colpe professionali in tema di infezioni ospedaliere».

Un risultato che per l’Ordine dei Medici di Milano può essere potenziato con un ulteriore intervento: «Stiamo cercando di aggiungere un concetto tutt’altro che secondario che riguarda sia la medicina legale che l’Ordine professionale. Al di là di quello che farà il legislatore, l’Ordine ed il mondo medico legale potranno meglio affermare il principio di serietà, richiamando gli iscritti ai doveri di scienza che non devono sconfinare in qualcosa di incongruo con una matrice speculativa. Il messaggio che vogliamo lanciare è che chi non si atterrà a questo, incorrerà in un illecito ordinistico. Già l’ha fatto l’Ordine degli avvocati per i suoi iscritti, pensiamo di andare in parallelo con una produzione delle prossime ore o giorni».

«Al di là delle norme speciali che regolamentino o limitino le richieste risarcitorie, potrebbe essere auspicabile una sorta di indennizzo statale, come fosse una catastrofe naturale. In questo modo si taglierebbe sul nascere tutto il filone della richiesta risarcitoria. Sarebbe un risparmio notevole perché se oggi dovessero andare avanti 10-12mila richieste risarcitorie ognuna da decine e decine di migliaia di euro, facendo i conti, un equo indennizzo iniziale potrebbe essere più conveniente. Naturalmente non è compito nostro, ma tra i possibili scenari per affrontare questo dramma c’è anche questo», conclude il consigliere.

 

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