Lavoro 29 Aprile 2020 08:51

Coronavirus, l’Ats di Bergamo indaga sulle responsabilità

Cinque le domande a cui il consulente nominato dovrà dare risposta

Sono stati commessi degli errori nella gestione del Coronavirus? E se sì, quali, e che conseguenze hanno determinato? In particolare, sono cinque le domande a cui l’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo vuole trovare altrettante risposte. Come riportato dal Corriere della Sera, l’Ats ha incaricato Angelo Capelli (relatore della riforma sanitaria lombarda targata Maroni) come consulente per «verificare la correttezza delle azioni poste in essere dai soggetti a vario titolo coinvolti gestione dell’emergenza in ambito provinciale e la fondatezza di eventuali responsabilità, specie di natura civile e amministrativa, ipotizzabili a loro carico e a danno dell’Agenzia, nonché al fine di valutare la sussistenza delle responsabilità civili evocate da più parti in capo all’Ats di Bergamo». Si tratta, insomma, di una mossa preventiva, volta a valutare eventuali responsabilità in modo da farsi un’idea di quel che potrebbe accadere successivamente.

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Nello specifico, il lavoro di Capelli dovrà concentrarsi su diversi aspetti e ricercare, per ognuno di questi, eventuali responsabilità a tutti i livelli: gestione dell’emergenza da parte dell’ospedale di Alzano, il modo in cui è stata gestita l’emergenza anche in altre strutture (sia pubbliche che private) e nelle Residenze Sanitarie Assistenziali del territorio, il ruolo dei medici di base (con particolare riferimento all’utilizzo dei Dispositivi di protezione individuale) e la gestione all’interno della stessa Ats.

Questo tipo di attività è prevista dall’articolo 1 della Legge Gelli, la quale consente di dare il via a tutta una serie di attività istruttorie per comprendere la dinamica dei fatti, come questi sono stati gestiti e rintracciare eventuali responsabilità. Un esempio, quello dell’Ats di Bergamo, che potrebbe essere seguito anche da altre Agenzie.

 

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