Lavoro 11 gennaio 2018

Contratto non pervenuto. Continua la protesta di medici e dirigenti sanitari

L’Intersindacale mantiene lo stato di agitazione ed invita medici, veterinari e dirigenti sanitari ad aderire a nuove forme di protesta

Il contratto della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria del SSN continua a segnalare un ‘non pervenuto’. Per questo motivo, l’Intersindacale chiede all’Aran una convocazione urgente per avviare quelle trattative che, a dispetto delle promesse di qualche ministro, non consentiranno ai lavoratori un recupero economico prima della scadenza elettorale.

Intanto, le Organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, mantengono lo stato di agitazione e, in aggiunta a quanto già previsto, a partire dal 22 gennaio 2018 confermeranno in tutte le aziende sanitarie:

  1. Il rifiuto individuale scritto di effettuare orario aggiuntivo al debito contrattuale al di fuori di quello preventivamente e formalmente concordato;
  2. La precedenza nell’orario contrattuale all’espletamento delle attività diagnostiche e terapeutiche rispetto a quelle burocratico amministrative;
  3. L’attenzione rigorosa al rispetto della normativa sull’orario di lavoro;
  4. La richiesta di godimento delle ferie arretrate;
  5. La richiesta di recupero degli straordinari accumulati e non remunerati;
  6. La messa in mora delle Regioni rispetto alla Sentenza della Corte Costituzionale che impone di rinnovare i contratti al personale.

«Non sono bastati – si legge in una nota – 10 anni di blocco, una diminuzione della spesa del personale di 2,3 miliardi incassati dalle Regioni, una sentenza della Corte Costituzionale per avviare il minimo sindacale di una discussione di uno strumento necessario al governo di una organizzazione complessa come la sanità».

«Non si dimentichi, a tal proposito – prosegue -, che le pessime condizioni di lavoro dei Medici costituiscono anche un fattore limitante nell’accesso alle cure e condizionante l’equità e l’esigibilità del diritto alla salute dei cittadini. Le Regioni sfuggono all’obbligo datoriale di rispondere a un dettato costituzionale onorando i rinnovi contrattuali, dopo aver garantito i LEA (quelle che li hanno realmente garantiti) a spese dei professionisti, costretti ad un surplus di orario contrattuale non pagato e non recuperato, oltre alla negazione del loro diritto alle ferie che ormai contano arretrati cumulati di anni».

«In mancanza di segnali di sblocco della situazione, le organizzazioni sindacali organizzeranno manifestazioni di protesta in tutte le Regioni e le Aziende Sanitarie», conclude.

«Se l’obiettivo di procedere al rinnovo contrattuale è davvero concreto e non una chimera – puntualizza AAROI-EMAC – chiediamo chiarezza sulle due grandi questioni relative al contratto: quella economica, che deve certamente essere decorosa, e quella normativa, altrettanto importante, la cui riscrittura dovrà risolvere gli innumerevoli problemi che la demolizione sistematica di interi capitoli del contratto vigente, operata negli ultimi anni a colpi di decreti-legge, ha creato nelle trattative periferiche, regionali e aziendali. A tal fine – prosegue una nota -, l’AAROI-EMAC invita il Governo uscente a far rendere noti al più presto i dettami di un atto di indirizzo che – per quanto ci è dato sapere – rischia di essere inaccettabile, e chiede con forza la convocazione in ARAN non appena l’Agenzia sarà nella possibilità di intraprendere questo difficile percorso».

ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA E VETERINARIA

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