Lavoro 25 Luglio 2019

Contenziosi in chirurgia, Petrella (SIC): «Campagne sui media che invitano a denunciare offendono nostra onorabilità»

Il Vice Presidente della Società Italiana di Chirurgia torna sul tema del contenzioso medico-paziente, fenomeno che vede i chirurghi tra i più colpiti: «La legge Gelli ha modificato alcune cose, però ogni legge è perfettibile e bisognerà lavorare ancora molto sulle problematiche connesse all’attività chirurgica»

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Sempre meno medici vogliono specializzarsi in Chirurgia. Colpa dell’enorme numero di contenziosi di cui sono oggetto, dei turni massacranti a cui spesso sono sottoposti, di una remunerazione non sempre adeguata alla difficoltà e ai disagi della professione, soprattutto nel settore pubblico. Una «professione difficile», come la definisce ai nostri microfoni Giuseppe Petrella, oncologo, Vice Presidente della Società Italiana di Chirurgia e docente di Chirurgia generale all’Università di Tor Vergata, che da tempo chiede alle istituzioni misure per rendere la professione più attrattiva, pena «l’estinzione» di una figura centrale nel mondo medico. «Colpa anche – sottolinea Petrella – delle campagne sui giornali, nelle radio, dove si incita, si invita a denunciare il medico».

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Professor Petrella, sappiamo che il chirurgo è un mestiere difficile e il rischio professionale è qualcosa con cui il medico deve convivere. Come si può difendere il medico?

«Penso che la professione del chirurgo sia una delle professioni più difficili nel settore della sanità. Tanto è vero che purtroppo mancano tanti chirurghi, sempre meno ragazzi si vogliono iscrivere alla scuola di specializzazione in Chirurgia. Indubbiamente la legge Gelli ha modificato alcune cose però ogni legge è perfettibile e bisognerà lavorare molto ancora sulle problematiche connesse all’attività chirurgica. Ci troviamo oggi nella situazione in cui ci sono delle campagne sui giornali, nelle radio, dove si incita, si invita a denunciare. Questo è qualcosa di profondamente sbagliato che offende l’onorabilità di tutti i chirurghi. Io penso che se andiamo avanti in una certa direzione la chirurgia potrà nuovamente svolgere il ruolo che ha sempre svolto, cioè quello di curare e di aiutare i pazienti».

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