Lavoro 31 Luglio 2020

Con lockdown medici in ferie forzate, a rischio indennizzo. C&P: «Nostri legali a lavoro per tutelare diritto»

“Costretti” dal datore di lavoro a prendere ferie pregresse forzate, non avranno alcun diritto all’indennizzo per “ferie non godute” riconosciuto qualche settimana fa da una sentenza della Corte Suprema. Consulcesi & partners: «I nostri legali a lavoro per tutelare un diritto sancito dalla Corte Suprema».

Immagine articolo

Ai medici non direttamente coinvolti nell’emergenza Covid-19, il lockdown può costare tempo e denaro. “Costretti” dal datore di lavoro a prendere ferie pregresse forzate, non avranno alcun diritto all’indennizzo per “ferie non godute” riconosciuto qualche settimana fa da una sentenza della Corte Suprema. A denunciare questa situazione sono i legali di C&P, secondo i quali si è venuto a creare un potenziale paradosso. «Questa situazione da un lato determina un periodo di forzoso riposo neppure equiparabile ai benefici previsti in caso di libera fruizione delle ferie e, dall’altro, viene ad incidere sul potenziale diritto di richiedere la monetizzazione per le ferie pregresse non potute godere in passato per responsabilità dell’azienda», spiegano i legali.

A inizio luglio la Corte di Cassazione si è pronunciata con una sentenza storica per i professionisti sanitari. A seguito dell’ordinanza n. 13613 pubblicata il 2 luglio scorso, i giudici hanno riconosciuto ai medici il rimborso economico per le ferie non godute, non per scelta del professionista, fornendo così un’interpretazione della normativa interna sempre più conforme alle direttive europee in materia, si legge in una nota. «Con questa sentenza –  commenta Consulcesi & Partners – viene riconosciuto un diritto fondamentale. Oggi, infatti, è possibile richiedere il risarcimento del pregiudizio patito dal medico ogni qual volta sia dimostrato che non abbia potuto usufruire del previsto periodo di ferie, per motivi estranei alla sua condotta e quindi imputabili all’amministrazione. Il diritto all’indennità sostitutiva potrà essere reclamato soltanto al termine del suo rapporto di lavoro, dimostrando di non averne potuto godere per motivi tutti riconducibili ad esigenze aziendali, ovvero a carenze organizzative che ne hanno impedito l’agevole fruizione».

FERIE FORZATE E EMERGENZA COVID

L’emergenza Covid-19 rischia di vanificare questo importante risultato, si legge. Molte aziende sanitarie, infatti, hanno dovuto utilizzare lo strumento delle ferie forzate per ovviare al periodo di blocco delle attività imposto a causa della pandemia. Questo nonostante, in linea di principio, nessuna norma autorizzerebbe il datore di lavoro a collocare in ferie il lavoratore in deroga alle previsioni stabilite dai CCNL di riferimento. Il diritto irrinunciabile alle ferie è garantito dall’art. 36 co. 3 della nostra Costituzione e peraltro emerge anche nella Direttiva 2003/88/CEE, del 4 novembre 2003.

Su questo non dovrebbero esserci deroghe, si legge ancora. Neanche l’emergenza coronavirus può essere considerata come un’eccezione alla regola generale, nemmeno con il DPCM del 08.03.2020, il quale ha stabilito che qualora non sia possibile ricorrere al lavoro agile, le amministrazioni possono utilizzare vari strumenti per “giustificare” l’assenza, tra i quali il ricorso alle ferie pregresse. Secondo i legali di C&P, anche se è comprensibile che molte strutture sanitarie abbiamo optato per le ferie forzate per preservare lo stipendio del lavoratore, questo ha però danneggiato ulteriormente il medico nei suoi diritti. «Così facendo non solo il dipendente è stato posto in riposo forzato che, è bene ricordarlo, è cosa ben diversa dalle ferie, ma rischia di veder compromesso il potenziale diritto a ottenere la monetizzazione delle ferie non godute in caso di cessazione del rapporto di lavoro», dicono i legali.

La questione delle ferie forzate durante il fermo per Covid-19 è controversa e C&P sta analizzando la situazione per poter essere sempre al fianco dei medici e sostenerli nell’esercizio della loro professione. Può rivolgersi a Consulcesi & Partners che risponde al numero verde 800.122.777 o sul sito www.consulcesiandpartners.it.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Consulcesi: «Bene Ddl antiviolenza, ora accelerare su legge Gelli per la piena tutela dei medici»
Il Presidente Tortorella: «Creiamo un doppio scudo a difesa dei diritti dei medici e degli operatori sanitari. Serve forte segnale da Ministeri Salute e Sviluppo economico»
Test Medicina, Consulcesi: «50mila non diventeranno medici. Con la prova a crocette a farcela non saranno solo i più bravi, anche i più furbi»
Ogni anno 18mila potenziali ricorrenti e migliaia di riammissioni bocciano il Numero Chiuso. Il presidente Massimo Tortorella «Duemila iscritti in meno scoraggiati dal sistema anti-meritocratico. Vigileremo sulla regolarità della prova in tutte le università italiane»
Ex specializzandi, lo Stato paga altri 18 milioni. Il racconto della vicenda dagli inizi ad oggi
Continuano le sentenze in favore dei camici bianchi che non hanno ricevuto il corretto trattamento economico durante la scuola post-laurea. Online un reportage esclusivo che racconta ciò che è successo in questi anni, dal ritardo con cui lo Stato italiano si è adeguato alle direttive europee agli ultimi Ddl presentati in Senato
Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali a quale Ente accreditante devono sottoporre la richiesta di accreditamento?
Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali a quale Ente accreditante devono sottoporre la richiesta di accreditamento? Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali devono sottoporre la richiesta di accreditamento alla CNFC fatta […]
Ex specializzandi, raffica di sentenze: Stato condannato a pagare altri 18 milioni
Con le ultime vittorie salgono ad otto le pronunce positive da gennaio nonostante lo stop imposto dal Covid-19. Tortorella (Presidente Consulcesi): «Tribunali e Corti continuano a sanare ingiustizia. Impegno politico bipartisan su Ddl per l’accordo conferma volontà politica di trovare soluzione ma il provvedimento va migliorato»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 5 agosto, sono 18.543.662 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 700.714 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 5 agosto: nell’ambito del ...
Contributi e Opinioni

«Contro il Covid non fate come noi. Non sta funzionando». La lettera di 25 scienziati e medici svedesi

Un gruppo di 25 scienziati e medici dalla Svezia scrive una lettera su Usa Today al resto del mondo: «La strategia "soft" non funziona, abbiamo perso troppe vite»
di 25 dottori e scienziati svedesi
Lavoro

SIMG, appello ai Ministri Azzolina e Speranza: «Utilizziamo i medici in pensione nelle scuole»

«Una eccezionale risorsa professionale totalmente inutilizzata, professionisti esperti e perfettamente formati con esperienza ultratrentennale, ben aggiornati e spesso in prima linea su Covid-19», s...