Lavoro 23 Giugno 2020 12:22

Quest’estate gli ospedalieri potrebbero non riuscire ad andare in ferie. Leoni (CIMO Veneto) spiega perché

Nuovo contratto, carenza di personale e recupero delle prestazioni rimandate per il Covid: la tempesta perfetta che rende le vacanze estive di chi lavora in ospedale un miraggio

Quest’estate gli ospedalieri potrebbero non riuscire ad andare in ferie. Leoni (CIMO Veneto) spiega perché

I medici ospedalieri quest’estate potrebbero non riuscire ad andare in ferie. Un problema, quello dell’organizzazione dei turni nei mesi estivi, che caratterizza la primavera nella maggior parte degli ospedali italiani: la carenza di personale rende la compilazione del piano ferie un esercizio complesso e ingarbugliato, che può scaturire anche in litigi e recriminazioni. Quest’anno, poi, la concomitanza di una serie di elementi non ha fatto che peggiorare la situazione.

In primis il Covid-19 ha costretto migliaia di medici e professionisti sanitari a lavorare in condizioni estreme, rendendo il bisogno di un periodo di riposo ancor più indispensabile. Al contempo, tuttavia, proprio il Covid-19 ha comportato il rallentamento o la cancellazione di buona parte delle attività specialistiche non urgenti, che si sono accumulate nei mesi di emergenza e che ora devono essere recuperate. Sono stati fatti stanziamenti specifici per l’acquisizione della libera professione aziendale, che consente ai professionisti, su base volontaria, di lavorare in media 7 ore in più a settimana, retribuite a 60 euro lorde l’ora, nel tentativo di recuperare le migliaia di prestazioni non effettuate. E infine, questa è la prima estate in cui viene applicato il nuovo contratto di lavoro dell’area sanità, che in termini di ferie prevede alcune piccole ma significative novità.

LEGGI ANCHE: LO SFOGO DI UN’INFERMIERA DEL SAN RAFFAELE DI MILANO: «DOPO IL COVID, A CAUSA DEL NUOVO CONTRATTO, NON POSSIAMO NEMMENO ANDARE IN FERIE»

«Il nuovo contratto ha vincolato i 20 giorni di ferie estive alle esigenze di servizio, quindi è tecnicamente possibile che le aziende ospedaliere impediscano ai medici di andare in ferie quest’estate perché c’è la necessità di recuperare le attività che sono state ridotte a causa del Covid-19». A parlare è Giovanni Leoni, segretario regionale di CIMO Veneto. L’articolo 33 comma 9 del nuovo Ccnl prevede: «Le ferie sono fruite, anche frazionatamente, previa autorizzazione, nel corso di ciascun anno solare, in periodi compatibili con le esigenze di servizio, tenuto conto delle richieste del dirigente. Costituisce specifica responsabilità del dirigente con incarico di direzione di struttura complessa o semplice dipartimentale programmare e organizzare le proprie ferie tenendo conto delle esigenze del servizio a lui affidato, coordinandosi con quelle generali della struttura di appartenenza, provvedendo affinché sia assicurata, nel periodo di sua assenza, la continuità delle attività ordinarie e straordinarie».

L’articolo corrispondente del contratto precedente (il 16 del CCNL del 6 maggio 2010) non faceva invece alcun riferimento alle esigenze di servizio: «Le ferie – si legge – sono fruite, anche frazionatamente, nel corso di ciascun anno solare in periodi programmati dallo stesso dirigente nel rispetto dell’assetto organizzativo dell’azienda o ente; in relazione alle esigenze connesse all’incarico affidato alla sua responsabilità, al dirigente è consentito, di norma, il godimento di almeno 15 giorni continuativi di ferie nel periodo dal 1 giugno al 30 settembre».

LEGGI ANCHE: RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE E COVID-19, COME PROTEGGERE MEDICI E OPERATORI? REAZIONI E PROPOSTE DAL MONDO DELLA SANITÀ

«Quindi è tecnicamente possibile che nessuno questa estate vada in ferie», commenta Leoni. Ma come si è arrivati a questa situazione? Sono sempre i tagli al settore sanitario perpetuati negli ultimi anni il primo motore immobile di buona parte dei problemi che affliggono la nostra sanità e i professionisti che vi lavorano. «Negli ultimi 20 anni l’offerta sanitaria pubblica è stata tagliata con cura e determinazione – continua il segretario di CIMO Veneto -. La politica ha tagliato i posti in rianimazione, il numero dei pronto soccorso, il numero delle borse di specializzazione, il numero dei dipendenti ospedalieri. In questi mesi ci siamo tutti commossi quando abbiamo visto in televisione le immagini drammatiche dalle terapie intensive – aggiunge -. Avete visto come siamo capaci di lavorare, ci avete ringraziato. Bene. Ora dateci la possibilità di fare un lavoro normale, per cui andare in ferie non sia un problema».

«Il numero di unità che svolgono determinate attività deve essere incrementato in modo da salvaguardare anche il benessere fisico del lavoratore – continua Leoni -. Dobbiamo avere la possibilità di riposarci dopo il lavoro, di poter usufruire delle ferie, della malattia, della gravidanza. Il medico ospedaliero ha scelto questo lavoro, dedicando la propria esistenza alla cura dell’altro e sacrificando fine settimana, notti e festività, per pura passione. Sicuramente non per soldi, visto che i nostri stipendi sono tra i più bassi in Europa. Ma nemmeno vogliamo fare gli eroi tutti i giorni della nostra vita. Se ci sono situazioni particolari non ci tiriamo indietro, e lo abbiamo dimostrato in questi mesi, in cui molti, troppi, colleghi sono anche morti a causa del loro lavoro. Ma non possiamo avere costantemente questa pressione sulle spalle – conclude -, non possiamo essere sempre in sofferenza. Vogliamo un lavoro normale, che ci consenta anche di avere una vita personale e familiare. E ci permetta, in estate, di andare in vacanza».

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Task shifting da medici a personale sanitario? I sindacati: «Rischio contenziosi»
ANAAO-ASSOMED e CIMO-FESMED scrivono alla Corte dei Conti. I due sindacati della dirigenza medica intendono chiedere un interpello all’ARAN
Ospedalità privata, l’appello dei medici al prossimo Governo: «Non dimenticatevi di noi»
Quici (CIMO-FESMED): «Intollerabili le discriminazioni tra medici del pubblico e medici del privato convenzionato». De Rango (CIMOP): «Introdurre contratto quadro per sanare ingiustizia»
In Veneto 100 euro l’ora per gli straordinari in Pronto soccorso. CIMO-FESMED: «Estendere accordo in tutta Italia»
Un accordo, quello raggiunto tra la Regione e le organizzazioni sindacali, che prova a rendere nuovamente attrattiva l’area di Emergenza-Urgenza
Senato, la sanità perde la sua Commissione ad hoc. La protesta di CIMO-FESMED
A partire dalla prossima legislatura le competenze dell'attuale dodicesima Commissione Igiene e Sanità del Senato confluiranno nella nuova decima Commissione “Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale”. Una scelta che non convince la Federazione CIMO-FESMED
Consiglio di Stato boccia i reparti gestiti dagli infermieri. CIMO-FESMED: «Competenze mediche non siano affidate ad altri professionisti»
Il sindacato commenta la sentenza: «La gestione del percorso terapeutico e clinico del pazienti deve essere in capo ai medici»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Dalla Redazione

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Ad oggi, 6 febbraio 2023, sono 671.739.364 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.844.833 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia L’ultimo bollettino di...
Covid-19, che fare se...?

Come distinguere la tosse da Covid da quella da influenza?

La tosse da Covid è secca e irritante, quella da influenza tende invece a essere grassa. In ogni caso non esistono rimedi se non palliativi, come gli sciroppi lenitivi. No agli antibiotici: non...
Ecm

Il questionario di verifica dei corsi FAD deve essere somministrato esclusivamente in modalità on-line?

La Formazione a Distanza (FAD) può anche essere erogata attraverso riviste (e quindi documentazione cartacea) pertanto il questionario di verifica per i corsi FAD effettuati attraverso material...