Lavoro 15 Febbraio 2018 17:53

Carenza medici, l’Enpam ripropone la App: il part-time per i medici vicini alla pensione se affiancati da giovani

L’anticipazione della prestazione pensionistica (App) prevede la diminuzione dell’attività lavorativa dei medici di famiglia vicini alla pensione, a fronte dell’immediato inserimento di un giovane medico di medicina generale. Ma per applicarla, la App deve essere contemplata dall’Accordo collettivo nazionale

Il pericolo della carenza di medici è reale. È questo l’allarme lanciato dall’Enpam, la cassa dei medici, riferendosi al dibattito di queste ore che ha visto gli interventi di FNOMCeO, sindacati, politici e opinione pubblica. Non ci sono abbastanza giovani per sostituire i medici che nei prossimi anni andranno in pensione. Le cause sono ormai chiare a tutti: la programmazione degli accessi alla formazione post-laurea inadeguata rispetto ai bisogni dei cittadini e il blocco delle convenzioni e del turn-over che sta ostacolando il graduale ingresso nel sistema sanitario dei giovani medici.

Ma quali possono essere le soluzioni? La cassa ripropone l’anticipazione della prestazione pensionistica, o App: una vera e propria staffetta generazionale che prevede la diminuzione dell’attività lavorativa dei medici di famiglia vicini alla pensione, a fronte dell’immediato inserimento di un giovane medico di medicina generale. Tuttavia l’applicazione della App potrà avvenire solo quando, e se, verrà contemplata dall’Accordo collettivo nazionale, che è ancora fermo.

Una misura, quella proposta dall’Enpam, che è stata studiata negli scorsi anni, e che rappresenta un incentivo al part-time, vista la maggiore flessibilità di uscita dalla professione durante gli ultimi anni di attività prima della pensione che offre. La diminuzione dell’attività professionale, e quindi del reddito percepito da parte del medico, verrebbe bilanciata dall’intervento dell’Enpam attraverso l’Anticipo della prestazione previdenziale.

«Immaginiamo la carriera di un professionista come un doppio binario – ha spiegato il Presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti -: uno si interrompe alla data della pensione anticipata, l’altro al giorno della pensione ordinaria. Riceverà da parte della Asl una retribuzione pari al 50 per cento, mentre per la parte del binario interrotto riceve dal suo ente previdenziale un anticipo della pensione che gli spetterebbe se si fosse pensionato su tutto».

In questo scenario, la retribuzione “risparmiata” dalla Asl potrebbe andare verso un giovane collega che partecipa all’assistenza della stessa platea di assistiti. Questo significa che per ogni medico titolare delle scelte che aderisse all’App si creerebbe un posto di lavoro, e che contemporaneamente un giovane medico sin dal primo giorno di lavoro potrebbe arrivare a un compenso non lontano da 750 quote capitarie, mentre si sa che in caso di avviamento di un nuovo ambulatorio le tempistiche per avvicinarsi a questo obiettivo sono decisamente più lunghe.

 

LEGGI ANCHE: CARENZA DI MEDICI, LA CURA DI ANAAO: CONTRIBUTI DELLE REGIONI, TEACHING HOSPITAL E LIBERA PROFESSIONE PER GLI SPECIALIZZANDI

Articoli correlati
Chi deve pagare la Quota B?
In collaborazione con l'ENPAM
Carenza medici di famiglia in Lombardia, l’allarme dei sindaci
Nei prossimi anni saranno più di 4000 i medici di medicina generale che andranno in pensione in Lombardia. Le proposte dei sindaci di Pieve Emanuele, Bareggio e Buccinasco
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 2 agosto, sono 198.335.925 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 4.224.492 i decessi. Ad oggi, oltre 4.11 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&n...
Covid-19, che fare se...?

Posso bere alcolici prima o dopo il vaccino anti-Covid?

Sbronzarsi nei giorni a cavallo della vaccinazione può compromettere la risposta immunitaria e, dunque, depotenziare gli effetti del vaccino?
Salute

Guida al Green pass, può essere revocato? Serve anche ai ragazzi? Le risposte di Cittadinanzattiva

Chi ne è esentato? E cosa deve fare chi è guarito? Intervista a Isabella Mori, Responsabile del servizio tutela di Cittadinanzattiva