Lavoro 28 maggio 2018

Blockchain in Italia,  Mauro Cervini (economic strategist): «Per il campo sanitario un grande abbattimento dei costi»

«Impossibile un ritorno al passato: in futuro gli asset cambieranno ma da questa rivoluzione non si torna più indietro», così l’esperto nel settore Business Banking e Global Asset Management

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Criptovalute e Blockchain: tutto il mondo ne parla. La nostra società sta innegabilmente cambiando paradigma e sempre di più sta costruendo mura portanti basate su fondamenta tecnologiche. In questa chiave è proprio la Blockchain a rappresentare l’ultima frontiera dell’innovazione tecnologica: un ambito soggetto a rapide applicazioni in tutti i campi imprenditoriali e industriali. Riguardo i molteplici utilizzi della Blockchain, Sanità Informazione ha intervistato Mauro Cervini, economic strategist con una solida esperienza nel settore del Business Banking e Global Asset Management.

La Blockchain è pilastro della trasformazione digitale in corso: l’Italia come sta reagendo su questo fronte?

«Diciamo che una recentissima indagine di Deloitte attesta che il 30% dei direttori finanziari legati in qualche modo all’applicazione del Blockchain, è particolarmente interessata a capirne gli sviluppi. Io partirei da questo dato: ci si sta ponendo il problema di come questa tecnologia possa creare sviluppo e posizionamento per il futuro delle aziende, solo questo dato può attestare l’interesse. In ogni caso ritengo che adesso la priorità sia adottare una pratica con cui il Paese può posizionarsi correttamente in Europa all’interno di una strategia Blockchain».

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Anche la finanza si sta ponendo a confronto con la tecnologia Blockchain per quello che riguarda le criptovalute?

«Io arrivo dalla finanza ordinaria, sicuramente l’approccio alla Blockchain in termini d’investimento è meglio che avvenga su prodotti regolati vedi fondi, possibili Exchange Traded Fund (ETF), in quanto tutti questi elementi superano un problema di sicurezza fiscale; non dimentichiamo che il fondo ha la tassazione alla fonte e quindi evita il ‘fai da te’».

Delle tante applicazioni possibili, anche la sanità si sta interessando alla Blockchain soprattutto per quanto riguarda la sicurezza del dato sanitario. Lei che ne pensa?

«La sanità ha applicazioni innumerevoli sulla Blockchain, anzi oserei dire che la sanità è forse uno dei settori che maggiormente beneficerebbero di questa applicazione. In primis la Blockchain può portare benefici fortissimi nell’ambito dei costi, alcuni dei quali verranno probabilmente abbattuti».

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Come è stato per il web, possiamo dire che da questa tecnologia non si torna più indietro?

«Assolutamente sì, come tutte le cose la Blockchain si evolverà, magari quella di oggi non sarà quella del futuro, tuttavia il processo è irreversibile e credo sia impossibile un ritorno al passato».

 

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