Lavoro 17 Novembre 2015

#BastaTurniMassacranti«Si è perso tempo, medici legittimati a fare ricorso»

Si cerca il rimedio in extremis, ma i sindacati alzano il muro. Il presidente Aran, Sergio Gasparrini:«Deroghe in armonia con quanto impone l’Ue». Cgil, Cisl, Cimo e Anaao non fanno concessioni. Migliaia di azioni verso lo Stato

Immagine articolo

Niente sconti, solo ricorsi». Perentoria la posizione di sindacati e medici di fronte al tentativo in extremis dello Stato di mettere una pezza alla questione dei turni massacranti. A pochi giorni dall’entrata in vigore della Legge 161, promulgata oltre un anno fa per salvare l’Italia dalla procedura d’infrazione per la violazione della direttiva europea 2003/88, la situazione è ancora molto fumosa.


Non c’è chiarezza su come, senza lo sblocco del turnover, possa avvenire quello che non è mai successo fino ad adesso, ovvero che si possa rispettare il limite delle 48 ore settimanali con riposi minimi di almeno 11 ore tra un turno e l’altro. Ancora numerose, in tal senso, le segnalazioni dei camici bianchi a Sanità Informazione che da tempo ha lanciato la campagna #BastaTurniMassacranti con le storie raccontate all’indirizzo email redazione@sanitainformazione.it finite anche all’attenzione del ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin. Nel frattempo, con migliaia di ricorsi già avviati da Consulcesi per la violazione della direttiva europea, il confronto all’Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) ha portato ad una fumata nera, come hanno confermato dai sindacati e come riportato anche nell’approfondimento del Sole 24ore.

«Siamo fuori tempo massimo – afferma Biagio Papotto, Segretario Nazionale della Cisl Medici -, il Governo ha avuto un anno di tempo per affrontare le problematiche dell’orario di lavoro. Non abbandoneremo il tavolo della contrattazione ma al tempo stesso non ammetteremo deroghe. Per noi dal 25 novembre si applicherà la regola».

«L’incontro con l’Aran – gli fa eco Costantino Troise, Segretario Nazionale Anaao, sindacato di riferimento dei dirigenti medici ospedalieri – non ci ha soddisfatto, è stata una convocazione a carattere strumentale e potrebbe costituire un paravento per forzature legislative. Non vogliamo che il problema venga ridotto ad un mero elenco di deroghe e provvedimenti per contravvenire alla legge.  Ci sono 15mila medici precari che aspettano da anni un provvedimento per essere assunti, e tutti che vogliono dire basta ai turni massacranti per riprendersi pezzi di vita e autonomia e responsabilità nel proprio lavoro».

Secondo Cecilia Taranto, responsabile Sanità nella Segreteria Nazionale FP CGIL, dal 25 novembre, «i medici e tutto il personale sanitario debbono fare il giusto orario. Si deve cioè fare in modo di rispettare l’orario di riposo tra un turno e l’altro, e le Regioni e il governo devono fare in modo, attraverso le risorse necessarie da assicurare a queste procedure assolutamente vincolanti per rendere sicure le prestazioni che medici e operatori sanitari devono offrire ai pazienti per provvedere al recupero e allo stanziamento di queste risorse. Non continuando a fare finta di aver assicurato al Ssn un miliardo in più dello scorso anno, perché al Ssn mancano moltissime risorse per fare seguito a queste assunzioni».

Riccardo Cassi, presidente di Cimo, il sindacato dei medici ospedalieri sottolinea «la netta contrarietà ad ogni forma di deroga, perché questa questione va avanti da troppo tempo. Le Regioni – dice – avevano tutto il tempo di intervenire e non hanno fatto niente» e anticipa la possibilità di inserire la questione nella Legge di Stabilità, ma specifica: «Purché il Governo ne abbia la volontà, si potrebbe tamponare la situazione. Ad ogni modo – aggiunge Cassi – il problema non si risolve in 15 giorni e dobbiamo cominciare ad affrontarlo perché sicuramente sarà uno dei problemi principali del nuovo contratto di lavoro, quando ci sarà. Se ce ne fosse la volontà, in primavera si potrà continuare a trattare. Sicuramente gli orari, i riposi e la sicurezza sul lavoro e delle cure saranno i punti focali del nuovo contratto». Ipotesi che non convince la Cisl: «Oggi le divisioni – afferma Papotto – ed i pronto soccorso sono gestite da precari, co.co.co. Questo è inammissibile. La nuova Legge di Stabilità deve trovare i fondi per stabilizzare i precari e creare gli organici adeguati. Le Regioni forse pensano che una emergenza H24 sia gestibile con 6 unità di personale?».

Nonostante lo scetticismo e le critiche dei sindacati, il presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini appare fiducioso: «Il tempo che abbiamo a disposizione è poco, ciononostante abbiamo voluto convincere le organizzazioni sindacali che è determinante trovare una soluzione per permettere, semplicemente, di organizzare il lavoro all’interno di ospedali e aziende sanitarie. Non c’è una disponibilità fortissima ma la speranza rimane. Ci sarà un’altra riunione dove faremo delle proposte concrete e vaglieremo l’effettiva disponibilità a trovare punti d’intesa. La cattiva organizzazione del lavoro non va tuttavia confusa con le regole. Noi le regole cercheremo di mantenerle in armonia con ciò che ci chiede la comunità europea con delle deroghe specifiche in casi speciali e circostanze. Nessuno dovrà sacrificarsi con orari inumani».

La situazione appare, però, sempre più delicata e contorta. Migliaia di medici hanno già scelto di agire contro lo Stato per la violazione della direttiva Ue 2003/88. «Al Governo – non ha dubbi Biagio Papotto (Cisl) – conviene trovare i fondi e aprire il tavolo per il contratto nazionale di lavoro, piuttosto che far fronte a tutti i ricorsi che sicuramente vinceranno dal momento che l’Europa, di cui l’Italia fa parte, ha dettato legge. Il personale sanitario è legittimato a fare ricorso». «Ci sono disposizioni normative che sono una sicurezza per tutti i lavoratori, compresi quelli del Ssn, i quali nel vecchio contratto sono gli unici ad aver provato a contemperare le esigenze di sicurezza con l’organizzazione del servizio – fa notare Cecilia Taranto (Cgil) e le Regioni, così come i Governi che si sono succeduti, hanno avuto tanti anni a disposizione per ottemperare e per rendere sicuro il lavoro e le prestazioni rese ai cittadini». Costantino Troise (Anaao) conferma che  «i ricorsi sul pregresso sono tantissimi», ma chiude affermando: «Il giudice interviene laddove la politica e l’amministrazione falliscono».

Articoli correlati
Seconda ondata, Quici (Cimo-Fesmed): «Sono molto preoccupato. In questi mesi non è stato fatto niente»
Secondo il Presidente del sindacato dei medici, nel lasso di tempo trascorso tra la prima e la seconda ondata di Covid «non è stato fatto nulla: nessun intervento strutturale né sul personale né, soprattutto, sulla formazione». La soluzione? «Lockdown di due settimane»
Al via sorveglianza epidemiologica delle sindromi simil influenzali. Ecco il nuovo protocollo alla luce del Covid
La partecipazione dei medici è volontaria ma è importante che i professionisti che decidono di aderire garantiscano la continuità della rilevazione dei dati per tutto il periodo della sorveglianza
Concorso specializzazione, giovani medici e FNOMCeO: «Sbloccare la graduatoria»
Il presidente Anelli chiede di ammettere tutti i candidati che abbiano superato la prova di selezione. Oggi l’incontro al Mur con i rappresentanti delle diverse associazioni di medici e specializzandi. Ecco le richieste dei giovani medici
Vaccini in farmacia. Magi (Omceo Roma): «Pronti a collaborare purché si cambi la norma. Altrimenti siamo tutti fuorilegge»
La posizione del presidente dell’ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito al tavolo tecnico che si è svolto ieri in regione Lazio. «La legge purtroppo impedisce la presenza del medico in farmacia. La vaccinazione è e resta un atto medico»
Tamponi Covid negli studi dei Mmg, i pareri di chi è contrario
Smi, Fismu, Snami, Cimo e Cosips contro l'operazione della Regione Lazio sui tamponi Covid negli studi dei medici di medicina generale
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 21 ottobre, sono 40.792.599 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.124.918 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 21 ottobre: Ad oggi in I...
Contributi e Opinioni

«Tamponi Covid sui bambini: troppe prescrizioni che non tengono conto dei rischi intra-procedurali»

di prof. Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche all’Università degli Studi di Firenze
di Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche, Università di Firenze
Salute

Covid, Cavanna: «Casi severi in aumento, riabilitare l’idrossiclorochina. Pazienti vaccinati sembrano avere prognosi migliore»

L’oncologo famoso in tutto il mondo per le sue cure anti Covid a domicilio spiega: «Estate tranquilla ma ora qualcosa è cambiato». Presto sarà pubblicato uno studio sulla sua metodologia di cura...