Lavoro 15 Luglio 2020

Autisti soccorritori in piazza per il profilo professionale. Montanari (CO.E.S.): «La politica ci ascolti»

Una cinquantina di delegati del CO.E.S. da tutta Italia ha protestato davanti Montecitorio per chiedere «riconoscimento giuridico, dignità, giustizia». Bond (Forza Italia): «Alla Camera accolto mio Odg sul tema, Ministro è sensibile»

«Profilo professionale, riconoscimento giuridico, dignità, giustizia. Aspetto da più di 20 anni, ora basta promesse». La scritta stampata sulle maglie degli autisti soccorritori in mobilitazione davanti Palazzo Montecitorio ha fatto ben trasparire l’amarezza di una categoria che da tanti, troppi anni aspetta che la politica trovi tempo per loro. Un cartello spiegava il perché di questa mobilitazione: in 20 anni 12 Disegni di legge sul tema, nessuno però discusso nelle aule parlamentari.

Eppure con l’esplodere dell’emergenza Covid-19 si è toccata con mano l’importanza di questa figura professionale che, a tutt’oggi, non ha una definizione giuridica nazionale: gli “angeli delle ambulanze” hanno sfrecciato ovunque per portare medici e infermieri dove c’erano i malati, ma ogni regione li inquadra in modo diverso. Un lavoro che alcuni autisti hanno pagato a caro prezzo: cinque sono deceduti, decine i contagiati, tanti quelli costretti all’isolamento lontano dalle famiglie.

«Oggi è una giornata speciale per la nostra associazione – spiega Moreno Montanari, presidente dell’associazione di categoria CO.E.S. Italia -. Non abbiamo mai tentato di fare una manifestazione di piazza perché non ce la sentivamo di esporre così tanto il nostro disagio. Anzi in tutti i tavoli contrattuali abbiamo sempre cercato di fare un passo indietro per cercare di arrivare al risultato. Questa emergenza Covid-19 ci ha segnato nella coscienza, nell’animo per quello che abbiamo vissuto e provato. Anche le nostre famiglie sono state coinvolte. Oggi siamo a Piazza Montecitorio non per chiedere soldi o medaglie, ma per chiedere un riconoscimento che ci spetta. Da vent’anni il CO.E.S. Italia chiede umilmente ai sindacati e al governo il riconoscimento del profilo professionale».

Alla manifestazione hanno aderito anche i principali sindacati – Cgil, Cisl, Uil e Ugl – e hanno fatto capolino anche diversi politici: dai senatori del M5S Maria Domenica Castellone (prima firmataria di un Ddl di riforma del 118 che coinvolge anche gli autisti soccorritori) e Gaspare Marinello al senatore del Gruppo per le Autonomie Albert Laniece fino al deputato di Forza Italia Dario Bond, che ha annunciato l’approvazione di un Ordine del Giorno alla Camera sul tema: «È passato un Odg a mia prima firma alla Camera dei deputati. Ho sensibilizzato l’Aula sul problema e ho visto l’Aula attenta – spiega Dario Bond a Sanità Informazione -. Ho sensibilizzato anche il ministro Speranza che mi sembra ben indirizzato sul riconoscimento del profilo dell’autista soccorritore. A livello europeo questa figura c’è già. Ha la capacità non solo di guidare l’automezzo ma di fare sistema insieme all’equipaggio sanitario. Ora sono passati tanti anni ma i frutti sono maturi. Si stanno accavallando una serie di provvedimenti che riguardano la sanità e devono avere una certa programmazione; è fondamentale che in uno di questi entri anche questo tema. A settembre dobbiamo fare il punto della situazione».

Sulla stessa linea il senatore Albert Laniece del Gruppo delle Autonomie: «Con il senatore Gaspare Marinello e il viceministro Pierpaolo Sileri abbiamo già concordato un emendamento e siamo d’accordo che al primo provvedimento utile tenteremo di inserirlo. Ci sono due regioni, Valle D’Aosta e Veneto, che hanno fatto dei passi avanti e hanno riconosciuto con legge regionale questa figura. Il riconoscimento nazionale andrebbe a garantire anche dal punto di vista della qualità della formazione una figura indispensabile per la medicina del territorio. Nessuna diatriba con i volontari, altra componente essenziale, ma chi lo fa di professione deve avere una formazione adeguata».

«Abbiamo sempre fatto il nostro lavoro in collaborazione col personale sanitario e col personale di soccorso – continua il presidente CO.E.S. Montanari -. Sui mezzi di soccorso un autista c’è sempre. Se vogliono fare una riforma del 118 trovare una identità dell’autista soccorritore già riforma il 50% del sistema dell’emergenza sanitaria. Adesso siamo all’assurdo, basta che un’ambulanza di soccorso passi il confine di regione ed è quasi illegale la sua mansione di autista e di soccorritore».

Agli autisti soccorritori anche la vicinanza dell’Ugl Sanità: «La vita di tante persone dipende dalla grande forza di volontà e dall’esperienza di chi interviene con i mezzi di soccorso – spiega il segretario nazionale Gianluca Giuliano -. Accanto a medici, a infermieri qualificati c’è bisogno di loro. Gli autisti soccorritori sono operatori fondamentali nell’emergenza ma restano oggi collocati in un limbo professionale inaccettabile».

 

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