Lavoro 18 Ottobre 2019

Aggressioni, Carlo Piastra (Lega): «Operatori sanitari e farmacisti siano equiparati a pubblici ufficiali»

Il deputato della Lega rivendica di aver depositato il primo Ddl in materia nell’estate del 2018. Ora chiede di emendare e rafforzare il testo votato in Senato: «Insieme ai colleghi della Commissione Affari sociali stiamo ragionando su quello che si può aggiungere»

Con il Ddl numero 1067 dell’8 agosto 2018 il deputato leghista Carlo Piastra aveva in qualche modo anticipato un tema che poi sarebbe entrato a causa dei fatti di cronaca con prepotenza nel dibattito parlamentare e sanitario. Parliamo della dolorosa questione delle aggressioni al personale sanitario che non accennano a diminuire come testimonia l’ultimo caso avvenuto a Roma di un infermiere picchiato da una malata psichica. Rispetto al testo approvato al Senato il 25 settembre, il disegno di legge Piastra prevedeva qualcosa in più come l’introduzione della qualifica di pubblico ufficiale per gli operatori sanitari da estendere anche ai farmacisti. «È un’altra categoria di operatori che purtroppo oggi subisce molto spesso rapine o aggressioni. Stiamo dando un’occhiata al progetto di legge già votato al Senato e che si potrebbe emendare. Insieme ai colleghi della Commissione Affari sociali stiamo ragionando su quello che si può aggiungere» sottolinea Piastra ai microfoni di Sanità Informazione.

Altra ipotesi allo studio è quello di prevedere presso ogni pronto soccorso dei presìdi ospedalieri di primo e di secondo livello un presidio fisso di polizia composto almeno da un ufficiale di polizia giudiziaria e da due agenti: «Matteo Salvini quando era ministro dell’Interno è sempre stato molto attento su questo tema. Noi oggi dall’opposizione faremo il possibile perché gli ospedali e i Pronto soccorsi siano luoghi sicuri Matteo Salvini quando era ministro dell’Interno è sempre stato molto attento su questo tema. Noi oggi dall’opposizione faremo il possibile perché gli ospedali e i Pronto soccorsi siano luoghi sicuri» aggiunge il deputato emiliano della Lega.

Onorevole, lei è stato il primo a presentare in questa legislatura il disegno di legge contro le aggressioni al personale sanitario. Un tema di grande attualità. Al Senato è stato approvato un primo disegno di legge che ora è al vaglio della Commissione Affari sociali alla Camera. Cosa c’è da migliorare su questo provvedimento?
«Sicuramente è un tema caro alla Lega perché la sicurezza degli operatori sanitari nello svolgimento del proprio lavoro è fondamentale. Ma io direi non solo degli operatori sanitari degli ospedali. Nel nostro progetto di legge, che fu firmato dai Cinque Stelle quando ancora erano al governo con noi, era prevista anche una tutela per i farmacisti, un’altra categoria di operatori che purtroppo oggi subisce molto spesso rapine o aggressioni. Stiamo lavorando, stiamo dando un’occhiata al progetto di legge che abbiamo votato al Senato e che vorremmo emendare. Insieme ai colleghi della Commissione Affari sociali stiamo ragionando su quello che si può aggiungere come il riconoscimento per il personale sanitario, medici, infermieri e appunto i farmacisti della qualifica di pubblico ufficiale per avere direttamente una tutela maggiore che significa anche un procedimento di ufficio della denuncia».

LEGGI: AGGRESSIONI, L’ALLARME DI FIMMG-EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE: «OPERATORI DEL 118 TRA I PIÙ COLPITI»

C’è anche la questione dei presidi di polizia dei Pronto soccorso da introdurre nei nostri ospedali e anche del ricollocamento delle guardie mediche in luoghi più sicuri. Si farà qualcosa su questo?
«Ci stiamo ragionando. Matteo Salvini quando era ministro dell’Interno è sempre stato molto attento su questo tema. Noi oggi dall’opposizione faremo il possibile perché gli ospedali e i Pronto soccorsi siano luoghi sicuri sia per chi purtroppo oggi aspetta tante ore in fila per poter accedere ai servizi ma anche per chi opera spesso in condizioni di disagio. Vogliamo che gli ospedali siano posti sicuri, posti tranquilli dove la gente che già arriva con urgenze possa stare in tranquillità».

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