Riparte "Copriamoli bene... con la preVenzione", la campagna nazionale della Sip che attraverso giochi educativi, materiali didattici e strumenti digitali, insegna ai bambini come limitare la diffusione dei virus e proteggere anche i familiari più fragili
Ogni anno in Italia circa 15 milioni di persone si ammalano di influenza. Tra i più colpiti ci sono i bambini in età prescolare e scolare, che possono avere un rischio di contrarre l’infezione fino a cinque volte superiore rispetto agli adulti. Il contagio, però, non si ferma ai cancelli della scuola: attraverso i più piccoli, il virus può raggiungere anche le mura domestiche, coinvolgendo genitori, fratelli e nonni, con conseguenze potenzialmente più serie per le persone fragili. È da questa consapevolezza che riparte “Copriamoli bene… con la preVenzione”, la campagna nazionale di educazione alla salute promossa dalla Società Italiana di Pediatria (SIP). L’edizione 2026 coinvolge 3mila scuole dell’infanzia e primarie e oltre 117mila bambini in tutta Italia, con un obiettivo preciso: trasformare la prevenzione in un insieme di comportamenti quotidiani, da imparare a scuola e portare a casa. Proteggere i bambini significa anche contribuire alla tutela della salute dell’intera famiglia. Un messaggio particolarmente importante in una stagione in cui le infezioni respiratorie possono circolare rapidamente negli ambienti scolastici e raggiungere le persone più vulnerabili.
Lavarsi correttamente le mani, coprirsi naso e bocca quando si tossisce o si starnutisce, arieggiare gli ambienti: sono gesti semplici, ma importanti per contribuire a limitare la diffusione dei virus. Per aiutare i bambini ad acquisire queste abitudini, la campagna sceglie un approccio ludico, che trasforma l’apprendimento in un’esperienza condivisa. Con l’attività “Virus e batteri. marameo!”, alcuni bambini impersonano virus e batteri, mentre gli altri cercano di evitare il contagio raggiungendo cerchi disposti sul pavimento e indicando i comportamenti corretti per proteggersi. Un modo per imparare attraverso il movimento, il gioco e la partecipazione. “La catena della prevenzione” punta invece sulla creatività: i bambini scrivono le buone abitudini su strisce di cartoncino colorato, che vengono unite per formare una lunga catena da esporre a scuola. Un promemoria visibile che rende la prevenzione un impegno collettivo. Con “Il mio lapbook della prevenzione”, infine, realizzano un libro interattivo con taschine, finestrelle e disegni dedicati ai comportamenti salutari. Il materiale viene poi portato a casa, così da condividere quanto appreso con genitori, fratelli e nonni. L’obiettivo è fare in modo che le informazioni non rimangano confinate nell’ambiente scolastico, ma diventino parte della quotidianità familiare. I bambini possono infatti contribuire a diffondere le buone pratiche anche tra gli adulti, rafforzando una cultura della prevenzione che riguarda tutte le generazioni.
L’edizione 2026 introduce nuovi strumenti per accompagnare bambini e genitori anche fuori dall’aula. Tra le novità c’è il sito www.copriamolibene.it, pensato per offrire informazioni e consigli pratici per affrontare la stagione influenzale. A questo si aggiunge un cartone animato con protagonisti Martino e Cecilia, che guidano i più piccoli alla scoperta delle buone abitudini per proteggere la propria salute e quella degli altri. Il linguaggio audiovisivo rende i messaggi più accessibili ai bambini e ne facilita la condivisione in famiglia. La campagna mette inoltre a disposizione degli insegnanti un corso di formazione riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e un’agenda per i docenti, che comprende una guida didattica con approfondimenti scientifici, suggerimenti operativi e attività da proporre in classe, oltre a una panoramica dei principali appuntamenti dedicati alla prevenzione.
Alla base del progetto c’è un principio: la prevenzione non riguarda soltanto le scelte individuali, ma anche l’attenzione verso le persone con cui entriamo in contatto ogni giorno. “La prevenzione è un gesto di responsabilità e di cura reciproca. Prendersi cura della propria salute significa sviluppare comportamenti consapevoli e anche riconoscere il valore dei piccoli gesti quotidiani, che riguardano noi stessi e le persone che ci sono vicine. Rafforzare questa consapevolezza significa contribuire a rendere la prevenzione sempre presente nella vita di ogni giorno”, sottolinea Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria. Il ruolo dei pediatri è fondamentale per accompagnare le famiglie nelle scelte di salute, offrire informazioni affidabili e rispondere ai dubbi che possono emergere durante la stagione influenzale. Educare i bambini alla prevenzione significa anche aiutare i genitori a riconoscere l’importanza di comportamenti corretti e delle strategie disponibili per ridurre il rischio di infezione. Sul sito della campagna è disponibile anche un videomessaggio di Agostiniani, dedicato ai comportamenti utili per prevenire l’influenza e proteggere la salute dei più piccoli.
Per rispondere alle domande delle famiglie, la Società Italiana di Pediatria mette a disposizione uno sportello telefonico gratuito al numero 389 4945150, attivo tutti i mercoledì pomeriggio fino a febbraio 2027. Il servizio offre informazioni sulle corrette pratiche di prevenzione, comprese le vaccinazioni, e rappresenta un punto di riferimento per i genitori che desiderano chiarire dubbi e orientarsi tra le diverse possibilità di protezione della salute dei bambini. Le attività educative proposte nelle scuole non sostituiscono il confronto con il pediatra, ma possono aiutare i più piccoli a comprendere il valore delle indicazioni ricevute e a trasformarle in abitudini concrete. La prevenzione dell’influenza richiede infatti un approccio che integri informazione corretta, comportamenti quotidiani adeguati e confronto con i professionisti della salute. Un percorso che può iniziare già dai primi anni di vita, attraverso gesti semplici e comprensibili. Insegnare a proteggersi fin dall’infanzia significa investire nella salute dell’intera comunità.
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