Salute 23 Ottobre 2026 10:10

Obesità, digiuno intermittente ed esercizio fisico favoriscono la perdita di grasso

Uno studio su 187 adulti dimostra che combinare digiuno intermittente e allenamento supervisionato migliora peso, massa grassa e forma cardiorespiratoria in 12 settimane. I benefici, però, non persistono a un anno.

di Arnaldo Iodice
Obesità, digiuno intermittente ed esercizio fisico favoriscono la perdita di grasso

Combinare il digiuno intermittente con l’esercizio fisico supervisionato può favorire una maggiore perdita di peso e massa grassa e migliorare la forma cardiorespiratoria nelle persone con obesità. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature Communications, condotto da un gruppo di ricerca guidato dall’Istituto Universitario Congiunto per lo Sport e la Salute (iMUDS) dell’Università di Granada, in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Biomedica di Granada (ibs.GRANADA) e il Centro di Rete per la Ricerca Biomedica. Lo studio, realizzato nell’ambito del progetto TEMPUS, ha coinvolto 187 adulti con obesità, circa la metà donne, assegnati casualmente a quattro gruppi: trattamento standard, digiuno intermittente, esercizio fisico supervisionato oppure combinazione delle due strategie.

L’intervento è durato 12 settimane e tutti i partecipanti hanno ricevuto indicazioni sulla dieta mediterranea e sull’attività fisica. Il digiuno prevedeva il consumo dei pasti all’interno di una finestra giornaliera di otto ore, mentre il programma di allenamento comprendeva esercizi di forza e attività aerobica ad alta intensità. L’obiettivo principale era verificare gli effetti degli interventi sul grasso accumulato nel fegato, misurato mediante risonanza magnetica, e sulla salute cardiovascolare. I risultati hanno mostrato benefici sulla composizione corporea e sulla forma fisica, ma non una riduzione significativamente maggiore del grasso epatico rispetto al trattamento standard.

Perdita di peso e miglioramento della forma fisica

I partecipanti che hanno seguito il digiuno intermittente, sia da solo sia associato all’esercizio fisico, hanno perso più peso rispetto a quelli sottoposti al trattamento standard. In entrambi i gruppi, la riduzione è stata mediamente di circa 2,2 chilogrammi superiore rispetto al gruppo di controllo.

La combinazione delle due strategie ha inoltre favorito una maggiore perdita di massa grassa rispetto al trattamento standard e al solo esercizio fisico. I gruppi che si allenavano hanno invece registrato un miglioramento della forma cardiorespiratoria, un indicatore importante della salute cardiovascolare.

Questi risultati evidenziano come la valutazione degli interventi contro l’obesità debba considerare non soltanto il peso sulla bilancia, ma anche la composizione corporea e la capacità fisica. La riduzione del peso, infatti, non coincide necessariamente con una perdita equivalente di grasso, mentre il miglioramento della forma cardiorespiratoria rappresenta un beneficio distinto. Lo studio ha permesso di confrontare separatamente gli effetti del digiuno, dell’allenamento e della loro combinazione, distinguendo i risultati ottenuti sul peso e sulla massa grassa da quelli relativi ai depositi di grasso epatico.

Grasso nel fegato: nessuna differenza significativa tra gli interventi

Uno degli obiettivi centrali della ricerca era verificare se la combinazione di digiuno intermittente ed esercizio fisico producesse una riduzione più marcata del grasso epatico rispetto alle altre strategie. I risultati hanno evidenziato una diminuzione di questo parametro in tutti e quattro i gruppi, ma le differenze tra i diversi interventi e il trattamento standard non hanno raggiunto la significatività statistica. Non è emerso, quindi, un vantaggio complessivo della combinazione delle due strategie rispetto alle cure standard per quanto riguarda questo specifico esito.

I ricercatori hanno analizzato anche le differenze tra uomini e donne. Negli uomini, la combinazione di digiuno ed esercizio fisico è stata associata a una riduzione del grasso epatico maggiore rispetto al trattamento standard. Lo stesso risultato non è stato osservato nelle donne. Gli autori sottolineano, tuttavia, che queste analisi non sono sufficienti per concludere che l’efficacia dell’intervento vari in funzione del sesso.

Un ulteriore dato riguarda i partecipanti che presentavano steatosi epatica all’inizio dello studio. Al termine delle 12 settimane, circa il 30% di quelli assegnati al gruppo che combinava digiuno ed esercizio fisico non soddisfaceva più i criteri diagnostici della condizione. Nel gruppo sottoposto al trattamento standard, la percentuale era invece del 6,5%. Il dato suggerisce un possibile beneficio della strategia combinata nelle persone con accumulo di grasso nel fegato, ma va interpretato con cautela. Il risultato riguarda un sottogruppo di partecipanti e non modifica la conclusione principale dello studio: considerando l’intera popolazione analizzata, non è stata dimostrata una riduzione del grasso epatico significativamente superiore rispetto al trattamento standard.

I benefici non persistono a un anno dalla fine del programma

Il follow-up condotto un anno dopo la conclusione dell’intervento ha evidenziato un limite importante: non sono state riscontrate differenze tra i gruppi nelle variazioni del grasso epatico. Anche i vantaggi sul peso e sulla composizione corporea osservati al termine delle 12 settimane non erano più rilevabili. I risultati indicano quindi che gli effetti ottenuti nel breve periodo non si sono mantenuti nel tempo nelle condizioni osservate. La perdita di peso e la riduzione della massa grassa registrate durante il programma rappresentano risultati rilevanti, ma la loro durata costituisce un elemento essenziale per valutare l’efficacia degli interventi contro l’obesità. Analogamente, l’assenza di differenze a un anno non dimostra che il digiuno intermittente o l’esercizio fisico siano inefficaci, ma suggerisce che un programma limitato nel tempo potrebbe non essere sufficiente a garantire benefici persistenti.

Gli autori evidenziano pertanto la necessità di approfondire gli effetti di interventi più prolungati, soprattutto nelle persone con elevati livelli di grasso epatico, e di individuare strategie capaci di favorire il mantenimento dei risultati. Sarà inoltre importante comprendere quali modalità di intervento permettano di conservare nel tempo i miglioramenti del peso, della composizione corporea e della forma cardiorespiratoria.

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