Giovani 2 Gennaio 2018 18:27

Un 2018 di lotta al precariato per i giovani medici: «Basta con pagamenti in ‘pizza e birra’ e altre proposte indecenti…»

Il gruppo Facebook “Giovani Medici Anti Sfruttamento” raccoglie le esperienze di ragazzi laureati cui vengono offerte pizze e birre o 200 euro al mese per ruoli di elevata responsabilità. La fondatrice Lucrezia Trozzi: «Chiediamo l’introduzione dell’equo compenso per la nostra dignità professionale»

Un 2018 di lotta al precariato per i giovani medici: «Basta con pagamenti in ‘pizza e birra’ e altre proposte indecenti…»

Offerte di lavoro che sfruttano l’ingenuità dei giovani medici che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro. Proposte “indecenti” come quella di 200 euro per diventare direttore sanitario di servizi di emergenza o, addirittura, una pizza e una birra una tantum per figurare a tutti gli incontri di una squadra di basket di serie B come medico sportivo tesserato della società.

Sono storie come queste che il gruppo Facebook “Giovani Medici Anti Sfruttamento”, che ad oggi conta 4611 iscritti, raccoglie, denuncia e rilancia in vista di un 2018 sulle barricate anche in vista delle elezioni politiche e dei rinnovamenti di molte cariche della sanità italiana. Ne fanno parte ragazzi che intendono condividere le proprie esperienze e testimonianze, raccontando offerte di lavoro ricevute ma ritenute inadeguate come compenso o come condizioni. Ma anche giovani medici o aspiranti tali che vengono messi in guardia da offerte non adeguate alla preparazione e alle responsabilità che un medico dovrebbe avere.

È stato proprio questo il motivo che ha spinto Lucrezia Trozzi a creare il gruppo, che presto diventerà una vera e propria associazione GMAS – Giovani Medici Anti Sfruttamento: «Un pomeriggio – racconta ai nostri microfoni –, mi sono trovata a dover rifiutare una proposta di lavoro perché ho sentito dentro di me che il compenso che mi veniva offerto non era adeguato. Ho fondato il gruppo e da subito molti miei colleghi hanno cominciato a condividere le loro esperienze. Tra questi c’è la ragazza che ha raccontato il caso ormai famoso della ‘pizza e birra’: era questo quanto le era stato offerto per presenziare in quanto medico sportivo tesserato della società a tutte le partite di una squadra di basket di serie B. E ovviamente in eventi sportivi di questo genere e a questo livello i traumi possono essere anche molto seri e noi, per essere in grado di intervenire, dobbiamo frequentare dei corsi di formazione per il costo di circa duemila euro che paghiamo di tasca nostra».

«C’è stato poi un altro ragazzo – prosegue – cui è stato proposto di diventare Direttore Sanitario di società di ambulanze o di servizi di emergenza per soli 200 euro al mese. Quando ha richiesto in cosa consistesse il lavoro la risposta è stata ‘deve solo mettere qualche firmetta’. Peccato che il precedente Direttore Sanitario che si chiamava a sostituire fosse stato spesso indagato…».

«In questo modo si sfrutta l’ingenuità che può avere un giovane medico che si affaccia sul mondo del lavoro che non ci tutela affatto, perché è essenzialmente privo di regole al momento». Uno dei punti fondamentali della lotta del gruppo, che ha partecipato al fianco dei medici più grandi a tutte le recenti manifestazioni della categoria e che probabilmente aderirà allo sciopero annunciato per i prossimi 8 e 9 febbraio, è l’equo compenso: «Chiediamo l’introduzione di una tariffa minima per i professionisti sanitari e per i medici, così come previsto dall’art. 54 del nostro Codice Deontologico, che impone al medico per lo meno una tariffa che non leda la dignità professionale e la complessità dell’opera svolta», sottolinea Lucrezia.

«Chiediamo poi l’equiparazione del numero dei laureati in medicina con quello dei posti disponibili nei corsi post-lauream: i ragazzi che si laureano ma che non riescono ad accedere alle scuole di specializzazione o ai corsi di formazione per la medicina generale vivono in un limbo dal quale proliferano i casi di pagamento a pizza e birra. E questo limbo è destinato ad ampliarsi sempre di più perché anno per anno nuovi medici precari andranno ad aggiungersi ai precedenti, facendo aumentare la domanda di lavoro e portando sempre più al ribasso le offerte. Ecco perché è fondamentale una tutela da parte degli Ordini dei Medici o da parte dello Stato», conclude.

Articoli correlati
Giovani medici dagli atenei ai reparti Covid. Buonauro (OMCeO Napoli): «Impreparati a gestire l’emergenza»
L’allarme del coordinatore dell'Osservatorio giovani medici di Napoli: «La laurea abilitante ha questa grande criticità, e a questo si somma il pasticcio burocratico del blocco dei contratti di specializzazione»
Media e sanità: siamo di fronte ad attacchi ingiustificati nei confronti del Ssn?
Ne parla Francesco Carbonetti, dirigente medico della Asl Roma 2, Ospedale Sant'Eugenio, e rappresentante dei giovani medici della Cisl Medici Lazio
di Vanessa Seffer, Uff. Stampa Cisl Medici Lazio
Oltre 9 milioni di euro per creare 85 borse di specializzazione per giovani medici in Lombardia
L’assessore al Welfare Gallera: «Fondi in cinque anni da investire nelle discipline maggiormente colpite dal Covid: anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore»
«No all’imbuto formativo». I giovani medici tornano in piazza il 29 maggio
Nuova mobilitazione domani a Roma, in piazza a Montecitorio e in altre 21 piazze italiane. Si incontreranno studenti, medici neoabilitati, camici grigi, medici in formazione specialistica e generalista «per chiedere l'abolizione dell’imbuto formativo e una riforma della formazione medica e in difesa del SSN pubblico e universalistico»
Spalle al palazzo e via il camice, la protesta degli specializzandi a Montecitorio: «Troppe poche borse, si rischia un esercito di camici grigi»
Sit-in di un centinaio di giovani medici davanti la Camera dei deputati a cui hanno aderito 11 sigle. Di Silverio (Anaao): «Pronto ad incatenarmi se non si risolve l’imbuto formativo». Solidarietà e vicinanza dai parlamentari di tutti i partiti, in piazza anche gli ex ministri Lorenzin e Grillo
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 24 febbraio, sono 112.116.627 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.485.601 i decessi. Ad oggi, oltre 212,15 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata da...
Cause

Dermatologa condannata a pagare 90mila euro, l’assicurazione le nega la copertura: «Colleghi, attenzione alla clausola claims made»

In Italia succede che un medico possa pagare per anni un’assicurazione che poi, nel momento in cui riceve una richiesta risarcitoria, non vale più. Una stortura che potrebbe essere risolta con un d...
Cause

Perde causa contro due medici, Tribunale chiede 140mila euro di spese legali

La vicenda di una dottoressa che ha fatto causa a due colleghi perché convinta delle loro responsabilità nella morte del padre. «L'esborso mi ha messo in difficoltà ma ho proseguito in appello per...