Formazione 10 aprile 2018

«Noi medici di famiglia, in formazione svantaggiati rispetto agli specializzandi». Parla Noemi Lopes (Fimmg)

«Positivo il nuovo Acn. Nonostante le disparità economiche e previdenziali i giovani continuano ad avvicinarsi a questa professione anche grazie alle iniziative del sindacato», sottolinea il Segretario nazionale Fimmg Formazione. Che poi aggiunge: «Fare il medico di famiglia è una vocazione, non ci fermiamo alle prime difficoltà»

Immagine articolo

«È difficile fare una famiglia guadagnando soltanto 800 euro al mese. Abbiamo un ruolo importante nella sanità e non siamo medici di serie B». Ha le idee chiare Noemi Lopes, Segretario Nazionale FIMMG Formazione, che, pur ricordando le difficoltà degli studenti del corso di medicina generale, non rinuncia all’ottimismo: «Stiamo lavorando tutti insieme per incrementare sempre di più quelle che sono le nostre competenze, allargare gli orizzonti della nostra professione, supportati dall’intero sindacato», racconta a Sanità Informazione. Del resto, ricorda Lopes, fare il medico di famiglia è una «vocazione» e non ci si arrende alle prime difficoltà. Resta però la disparità di trattamento con gli specializzandi che, come riportato da diverse testate come Libero e Doctor33,  potrebbe portare migliaia di medici di medicina generale a fare causa allo Stato.

SUL TEMA L’ARTICOLO DI LIBERO QUOTIDIANO:

Dottoressa, a settembre lei protestava per il ritardo nella pubblicazione del bando per le scuole di specializzazione. Sul tema della formazione dei medici di medicina generale ci sono novità?

«Sulla formazione al momento è cambiato ancora poco. Le grosse novità sono sulla medicina generale perché sono stati fatti grandi passi avanti per i giovani con il nuovo accordo firmato il 29 marzo, l’Acn, che nella prima parte mira a velocizzare l’ingresso dei giovani alla professione della medicina generale. Tante le novità, tra cui la possibilità di acquisire incarichi di continuità assistenziale e quindi di fare attività pratica durante il corso, incrementando così anche gli introiti della sola borsa di studio. Si tratta di importanti novità per chi sceglie di intraprendere questa strada».

 

Quindi vi soddisfa l’Acn anche dal punto di vista dei giovani?

«Sì anche perché finalmente sono state introdotte le tutele per la gravidanza. Sostanzialmente le donne in gravidanza non perderanno punteggio durante l’astensione obbligatoria, mentre prima chi, per questo motivo, perdeva mesi di graduatoria durante il corso perdeva di fatto un anno per l’iscrizione. Con le nuove regole questo non si verificherà più perché potranno iscriversi autocertificandosi il titolo acquisito entro il 15 settembre. Una misura di tutela per le colleghe in gravidanza».

I medici che seguono il corso di medicina generale hanno un trattamento economico e contributivo diverso dagli specializzandi. In questo senso vi sentite penalizzati?

«Il fatto di percepire una borsa che è la metà di quella dei nostri colleghi e che è anche tassata, sicuramente per noi è una condizione svantaggiosa dal punto di vista pratico perché è difficile fare una famiglia guadagnando soltanto 800 euro al mese dovendo pagare tutte le tasse. È chiaro che anche agli occhi dei colleghi questo ha fatto sempre pensare che la medicina generale avesse un trattamento di serie B quando in realtà sappiamo bene che è un pilastro fondamentale del Sistema Sanitario Nazionale. Per fortuna i colleghi hanno una nuova consapevolezza dovuta al fatto che anche come FIMMG stiamo organizzando diversi eventi per i giovani che si abilitano e che vengono a conoscenza di quella che è la medicina generale. Sono sempre di più i giovani che ci chiedono informazioni, che cercano di avvicinarsi, però sicuramente ancora tanto può essere fatto, a partire dall’aumento della borsa perché è chiaro che se mi paghi tanto quanto il mio collega di specializzazione allora davvero non c’è differenza tra medici che hanno pari dignità, mentre così sembra che siamo messi sempre in un gradino inferiore. Sappiamo che l’aumento della borsa potrebbe invogliare i giovani ad intraprendere questa carriera».

LEGGI ANCHE: RETRIBUZIONE, IRPEF, CONTRIBUTI E ASSICURAZIONE: ECCO QUANTO PERDONO IN FORMAZIONE I MEDICI DI MEDICINA GENERALE

Al di là di queste difficoltà, cos’è che spinge un giovane ad intraprendere questa carriera?

«Sicuramente dal punto di vista della tipologia di professione quella del medico generico è molto completa, perché si trattano tutti gli aspetti della medicina, si cura molto il rapporto medico-paziente, un aspetto fondamentale della nostra professione. È un campo dove si trova lavoro più facilmente rispetto al campo della specializzazione proprio per la carenza a cui stiamo andando incontro. Questi sono i due o tre motivi principali che avvicinano i giovani alla medicina generale. Sicuramente non sono attratti dal compenso».

C’è ancora la tentazione tra i giovani laureati in medicina di andare all’estero o c’è chi resiste?

«Personalmente non ho mai avuto questa tentazione perché l’ho scelta, se così si può dire, per vocazione e sono contenta della mia scelta. Sono tantissimi i colleghi con cui collaboro ogni giorno in ogni parte d’Italia che sono molto motivati e molto felici della loro scelta. Sicuramente ci sono quelli che scelgono in un primo momento la medicina generale e poi tendono a scappare, c’è chi la sceglie per ripiego. Questo purtroppo toglie spazio a chi non riesce ad accedere per poco e vorrebbe farla per scelta: così si vede tolto il posto da chi la sceglie come ripiego e poi va via migrando verso la specializzazione».

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <–

Articoli correlati
MMG, Scotti a Grillo: «No a sanatorie, non svendere futuro giovani medici». La replica del Ministro: «Valorizzeremo merito»
Botta e risposta tra il Segretario della Fimmg e la titolare della Salute sul tema dei medici precari e della formazione dei medici di famiglia: «I provvedimenti annunciati dal ministero – spiega Scotti - altro non farebbero che gettare alle ortiche il grande lavoro fatto per ottenere l’incremento delle borse»
Ponte Morandi, il racconto del medico: «Noi camici bianchi genovesi in prima linea. Ora la città ha voglia di ripartire»
Stefano Alice era in servizio quel fatidico 14 agosto: dal suo studio si vede il viadotto crollato. «Nelle prime ore libere che ho avuto – racconta - mi sono unito alle squadre dei soccorsi per organizzare l’assistenza agli sfollati». Al Congresso Fimmg omaggio alle vittime con un flash mob
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
Fimmg, Scotti rieletto segretario. Studio CGIA Mestre: «Più anziani al lavoro ma più malati. Investire in prevenzione»
Nell'Esecutivo Nazionale Pier Luigi Bartoletti, Nicola Calabrese, Fiorenzo Massimo Corti, Domenico Crisarà, Renzo Le Pera, Malek Mediati. L'Italia ha tra i più elevati tassi di lavoratori anziani in Europa. Ma aspettativa di vita degli italiani dopo i 50 anni è rappresentata da anni non in salute. Il Segretario Fimmg: « I medici di famiglia si candidano a essere i nuovi economisti di questo Paese»
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
Aggressioni, Rostan (LeU): «Serve credito d’imposta per studi medici che intendono dotarsi di impianti di sicurezza»
La vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera al Congresso Fimmg:  «Abbiamo registrato oltre tremila episodi negli ultimi tempi con il 65% di medici e infermieri che, almeno una volta nel corso della loro carriera, hanno subito violenze o intimidazioni. Per questo ho chiesto incontro a Salvini»
FIMMG, Scotti fa bilancio del Congresso: «Dignità per MMG. Formazione sia centralizzata. Leghiamo redditività medici a salute pazienti»
Il segretario della Federazione dei medici di Famiglia continua a invocare risorse per il settore «o i cittadini rischiano di dover pagare servizio sanitario». Rapporto tra spesa sanitaria e Pil «non scenda sotto il 6,5% come dice l’OMS»
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

Ex specializzandi, 16 miliardi a rischio per le casse dell’erario. Arriva Ddl per accordo Governo e camici bianchi

C’è una bomba ad orologeria nelle casse pubbliche: la vertenza tra gli ex specializzandi ’78-2006 e lo Stato. Gli aventi diritto ammontano a oltre 110mila medici e il contenzioso costerà all’e...
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila